Sarà Sean Penn il presidente della giuria al Festival di Cannes 2008

Penn rappresenta “una voce americana unica e particolare del cinema indipendente e un certo aspetto dell’America che ci piace”, ha spiegato il direttore artistico del Festival

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    Sean Penn, attore-regista statunitense premiato con l’Oscar nel 2004 come miglior attore protagonista per “Mystic River” (regia di Clint Eastwood) e considerato uno dei migliori attori della sua generazione, sarà il presidente della giuria al prossimo Festival del cinema di Cannes che si svolgerà dal 14 al 25 maggio sulla Croisette francese.

    L’attore, favorito agli Oscar nella categoria migliori film con “Into The Wind”, tratto dal besteseller di Jon Krakauer e accolto benissimo da critica e pubblico, è stato designato alla presidenza della giuria poiché incarna (Thierry Frémaux, direttore artistico del Festival, dixit) “una voce americana unica e particolare del cinema indipendente e un certo aspetto dell’America che ci piace”. Penn è dato tra i favoriti per la corsa all’Oscar 2008 per il Miglior film con “Into the wild”, presentato alla Festa di Roma 2007 e applauditissimo da pubblico e critica. “Negli ultimi anni”, ha detto il neo-divorziando Penn dopo l’annuncio, “è stato registrato in tutto il mondo un ringiovanimento della costruzione cinematografica che è diventata più riflessiva, provocatoria, toccante e fantasiosa. Forse è nata una nuova generazione di produttori. Il Film Festival di Cannes è da tempo l’epicentro di scoperte di nuove tendenze, e sono entusiasta di parteciparvi”. “Anche se altri attori statunitensi hanno già presieduto la giuria di Cannes, scrive l’Indipendent, nessuno di loro era così apertamente critico contro l’amministrazione di Washington come è oggi Penn, che non solo ha ricostruito per intero la sua carriera come attore e regista, ma è anche uno dei più attivi oppositori hollywoodiani di G.W.Bush e della sua politica in Iran e Iraq”. Già nel 2004, la giuria di Cannes aveva dato la Palma d’Oro al regista Michael Moore, premiato grazie al documentario anti-Bush “Fahrenheit 9/11″. “I ‘valori cinematografici’, scrive ancora l’Indipendent, furono ristabiliti sono l’anno scorso, quando la giuria era presieduta dal britannico Stephen Frears, mentre la Palma d’oro venne assegnata al regista rumeno Cristian Mungiu per il suo ’4 mesi, 3 settimane e 2 giorni’, un ritratto – acclamato dalla critica – degli aborti illegali nella Romania comunista“.