Santoro-Rai, è rottura. Sgarbi lo querela, il Tg5 lo attacca

La bufera Santoro imperversa a Viale Mazzini anche dopo la chiusura di Annozero

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    Si chiude in polemica il rapporto tra la Rai e Santoro: il presidente della Rai Paolo Garimberti risponde stizzito alla provocazione lanciata dal giornalista in apertura dell’ultima puntata di Annozero e Santoro ribatte, definendo il Presidente un Ponzio Pilato. In tutto questo si inserisce anche Vittorio Sgarbi che querela Santoro, reo di averlo indicato come uno dei costi ingiustificati del canone Rai. E il Tg5 confeziona un servizio nel quale critica l’atteggiamento di Santoro e si difende dalle accuse di ‘servilismo’ nei confronti del premier. In alto il servizio del Tg5 su Santoro tratto dall’edizione delle 13.00 del 10 giugno 2011.

    Il giorno dopo la chiusura di Annozero è trascorso in un serrato botta e risposta tra Michele Santoro e Paolo Garimberti, a cui il giornalista aveva chiesto in diretta tv una presa di posizione definitiva su un suo eventuale ritorno in Rai nel prossimo autunno, anche al simbolico costo di un euro a puntata. Garimberti non vuol cadere nel suo tranello e risponde piccato alla provocazione del giornalista, criticandone l’uso privato del mezzo pubblico: “Cominciamo dall’anteprima: dal punto di vista scenografico e degli effetti non c’è par condicio, lui aveva un grande studio, il pubblico e tutte le telecamere; questo uso televisivo per parlare dei propri contratti, del proprio passato, del proprio futuro professionale non lo condivido, trovo sia fuori ogni regola. Ora capisco perché ha deciso di annullare la conferenza stampa: avrebbe avuto davanti solo dei giornalisti e non milioni di telespettatori” dice Garimberti in conferenza stampa. In basso un servizio del Tg3 con un estratto delle dichiarazioni del Presidente.

    Garimberti esclude, quindi, di poter accettare la proposta di Santoro perché “il lavoro va retribuito come è giusto: Santoro è una grande star e ha alti ascolti per cui non si deve parlare di un euro ma sulla base di quello che è il mercato. Il resto è soltanto demagogia“. E il Presidente della Rai chiude dicendo che se Santoro ha un progetto va presentato al DG: “Lui conosce le procedure – aggiunge Garimberti – lanciare a me questa sfida ed essere tirato per la giacchetta io non lo accetto“.

    Non si fa attendere la risposta di Santoro. “Visto che non ha nemmeno il coraggio di sottoporre al voto del Consiglio la mia proposta, rassicuro Garimberti sulla mia volontà di finire qua la polemica” scrive il giornalista in una nota. “E’ inutile continuare il dialogo con chi cerca di imitare Ponzio Pilato senza averne la statura” aggiunge Santoro, che accusa poi il presidente di aver mentito sul suo ruolo nella trattativa (in merito alla quale Garimberti ha dichiarato di aver scelto di non intervenire) e vede nella sua critica all’uso privato della tv solo un modo per non entrare nella questione. Il divorzio tra la Rai e Santoro è quindi irrecuperabile, La7 ha ormai carta bianca per fare le sue proposte.

    Ma la puntata di Annozero non ha lasciato strascichi solo nei rapporti tra il giornalista e Viale Mazzini: scende in campo anche Vittorio Sgarbi, indicato da Santoro nella sua invettiva contro Castelli come un esempio del cattivo uso del canone Rai. Sgarbi lo ha querelato, ritenendo le parole di Santoro offensive e spiegando, invece, che gli introiti pubblicitari avebbero potuto coprire le spese del programma, se solo fosse andato in onda. “In primis non sono stato pagato dalla Rai – dice Sgarbi – e se Santoro non fosse così ignorante saprebbe che la Sipra aveva acquisito moltissima pubblicità per il mio programma, che probabilmente avrebbe ottenuto inserzioni pubblicitarie tali da compensare largamente i costi. La chiusura del programma mi ha impedito di dimostrare che si poteva migliorare e crescere, come ha fatto Santoro che era partito col 4% o come Calabresi, che in prima serata ha fatto il 5% su RaiTre“. E Sgarbi chiosa: “E’ certo che noi eravamo pieni di pubblicità e in tribunale verrà fuori ancora una volta che l’unica televisione di Santoro è quella della menzogna“. Ci vorrà tempo, ma vedremo come andrà a finire.