Santoro attacca la Sinistra: “Incapaci di riportarmi in Rai”

Santoro attacca la Sinistra: “Incapaci di riportarmi in Rai”

    Michele Santoro Vanity Fair

    Michele Santoro si prepara al debutto di Comizi d’Amore (al via il 3 novembre su un network di tv locali, satellite e web) e forte del successo della raccolta fondi per la sua associazione, Servizio Pubblico, bacchetta la Sinistra – debole e ‘vigliacca’ – dalle pagine di Vanity Fair, che oggi pubblica una sua lunga intervista. Il succo del suo attacco ai leader dell’opposizione è il seguente: nessuno si è mosso, concretamente e massicciamente, per chiedere alla Rai di riportarlo in onda. Un’opposizione, per Santoro, di fatto scollata dall’elettorato e incapace di sostenere il proprio ruolo politico. Ovviamente ce n’è anche per la Rai.

    Il suo Servizio Pubblico ha già raccolto decine di migliaia di adesioni, con conseguenti contributi utili a realizzare i suoi nuovi progetti tv (primo tra tutti il talk Comizi d’Amore che partirà in prima serata giovedì 3 novembre) e Michele Santoro battaglia con le opposizioni, verso cui – va detto – non è mai stato particolarmente dolce. “Mi sembra straordinario che già 50.000 abbiano speso 10 euro, dopo aver pagato il canone Rai, per vedere me, ma vedrà che andiamo verso le 100.000” dichiara gongolante Santoro a Vanity Fair: 50.000 ‘indigati’ con il servizio pubblico Rai che però non trovano, secondo Santoro, una sponda politica. “Che cosa fa Bersani? Come si sintonizza con queste persone?” si chiede Santoro che dununcia l’immobilismo delle opposizioni anche di fronte a una risposta così massiccia di chi, evidentemente, si oppone al modello di informazione pubblica propugnato dalla Rai ‘Berlusconiana’. “Cosa potrebbe accadere Bersani, Di Pietro, Vendola, Casini, Fini si mettessero d’accordo, andassero dal presidente della Rai Garimberti e gli chiedessero di mettermi in onda?” si domanda il giornalista, che si legge come ‘possibile strumento’ di lotta collettiva in una battaglia politica per la libertà d’informazione. “Ma non succederà: non è alla loro portata, non sono capaci di fare queste cose normali” chiosa amaro (e consapevole) il giornalista.

    Beh, va detto – ad onor del vero – che una provocazione in tal senso è giunta da un esponente di Sinistra, per la precisione dal Consigliere Rai di Minoranza Nino Rizzo Nervo, che qualche giorno fa ha proposto alla Rai di ‘acquistare’ i diritti di trasmissione di Comizi d’Amore.

    Una proposta masochista, come l’abbiamo definita, che al momento è l’unico atto ‘concreto’ a favore di Santoro dal mondo delle opposizioni (impegnate in gatte più rognose da pelare…).

    La principale colpa della Sinistra, per Santoro, è quella di essere “soli e lontanissimi dalla vitalità, dall’effervescenza dei giovani che tornano in strada, che protestano davanti alle banche, per esempio. Non credo che Bersani abbia alcun contatto con queste realtà. Ognuno di loro va per la sua strada e si considera autosufficiente. La verità è sotto gli occhi: i politici non li vuole sentire nessuno“.

    Ovviamente Santoro rimbecca i vertici Rai, tanto più che ora non deve più dar loro ‘conto’: “Ai vertici Rai hanno messo dei signorsì. Sarebbe divertente vedere cosa succederebbe se tutti i produttori di format andassero alle Bahamas per un po’ e la televisione la facessero gli attuali dirigenti Rai: andrebbe in onda il segnale orario, forse solo il monoscopio. Sono incapaci, per questo ricorrono agli esterni: la Tv che si fa assomiglia ai dirigenti che ci sono“. Non vede neanche molte speranze: “Il peggior direttore generale della Rai? Il prossimo…” disortientando chi si aspettava di sentire il nome di Mauro Masi, che Santoro liquida in maniera sprezzante: “Ha avuto tratti di comicità involontaria“. Della Lei invece, parla con maggior ‘rispetto’: “Un po’ di azienda ne sa, conosce la Rai e gli artisti. Starebbe a lei decidere, ma mi pare che non vada nella direzione di invertire la tendenza“.

    Procede quindi parlando di Berlusconi (“Lasciamo perdere queste ragazze che accompagnano il suo declino. Il suo errore imperdonabile è aver raccontato al Paese che le cose andavano bene [...] Ma anche i suoi estimatori lo hanno sgamato [...]. Il problema è: chi ci mettiamo?“) e di Prodi (“Non è convincente [...] E’ stato il leader di un’ammucchiata. Farne un’altra francamente non mi pare il caso“): ma di politica ne sentiremo parlare a sufficienza in Comizi d’Amore.

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