Santoro attacca Garimberti: “Dica se vuole Annozero”

Infuocata conferenza stampa questo pomeriggio per Michele Santoro che rilancia la questione Annozero: "Il presidente Garimberti sia chiaro e dica se vuole il ancora Annozero"

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    Una conferenza stampa di fuoco quella con la quale Michele Santoro ha fatto il bilancio sull’edizione di Annozero che si chiude mercoledì 9 e soprattutto con la quale rilancia la questione aperta con la Rai in merito al suo contratto e al rapporto di lavoro con Viale Mazzini. “Non sono io a decidere sulla prossima stagione di Annozero, è l’azienda. Se il presidente Garimberti mi dice ‘rimani, fallo Annozero’ io resto“. “Se non ce la fate a reggere questo fatto – aggiunge Santoro rivolgendosi indirettamente ai vertici della Rai – è inutile che scaricate su di me la situazione. Dite che insieme abbiamo trovato un accordo, io lo firmo e me ne vado“. In alto una parte della conferenza.

    Michele Santoro è agguerrito: l’accordo non la Rai non è stato ancora trovato e la sua situazione contrattuale resta in bilico. Congelata al momento l’ipotesi di prepensionamento e di collaborazione esterna – che tanto ha fatto discutere per le cifre miliorarie di buonuscita trapelate dai corridoi di Viale Mazzini – Santoro chiede ancora a gran voce che il suo lavoro in Rai venga riconosciuto e con esso il successo di Annozero, che ha permesso a RaiDue di conquistare un mezzo punto percentuale in più in prime time, come ricordato in apertura della scorsa puntata del suo talk.

    Vuole intanto che la rai si assuma le sue responsabilità e prenda una posizione chiara nei suoi confronti: “Se il presidente Garimberti mi dice ‘rimani, fallo Annozero io resto e ad aprile-maggio del prossimo anno vediamo anche insieme quali sono i programmi più giusti da fare, gli restituisco la ‘libertà editoriale’” ha deto Santoro, che torna a chiedere chiarezza anche al centrosinistra, come già fece durante la lunga ‘avvelenata’ di qualche settimana fa.

    La Bindi ha detto che è una scelta di Santoro: no cara mia, non è così. E’ la difficoltà di trovare un equilibrio con l’editore – ha sottolineato il giornalista – La chiarezza non deve essere solo di Berlusconi, ci sono anche le atre forze politiche, a partire dal Pd e da Bersani. Berlusconi lo conosciamo, controlla le cose, ma poi fino a un certo punto. Perché se i finiani alzassero la testa e dicessero questa è l’azienda degli italiani, non di Berlusconi, non è utile che vengano personaggi da Mediaset a gestire pezzi importanti della nostra produzione, potrebbero dirlo persone di destra. La sinistra non si batte per farmi restare, si batte per farmi firmare l’esclusiva per i prossimi due anni. Cosa dobbiamo fare noi? Tutti prendono la liquidazione e noi no? La devolviamo a Paragone?“.

    Polemico e combattivo, non c’è che dire. E proprio sulla questione liquidazione, con cifre da capogiro circolate sui media all’indomani della presunta chiusura del contratto di dipendente Rai, Santoro torna più volte, chiedendo al presidente della Rai di rendere pubblici tutti i compensi affinché stampa e opinione pubblica possano avere sufficienti elementi di giudizio.

    Chiedo al presidente Garimberti che tutti gli stipendi siano pubblicati in Rete e che siano rese note anche tutte le consulenze e chi ha compiuto i 65 anni ed è davvero indispensabile all’azienda“: una stoccatina al rivale Bruno Vespa.

    Inoltre aggiunge: “Io soldi dalla Rai non ne ho presi se non in una parte proporzionale ai soldi che io e il mio gruppo di lavoro abbiamo portato dentro le casse di questa azienda“.

    Un clima, quindi, sempre più avvelenato con Santoro che chiosa affermando che “la trasmissione quest’anno per me è Raiperunanotte, non Annozero”.

    Tenta una timida difesa, ma alla Ponzio Pilato, il direttore di RaiDue Massimo Liofredi: “Annozero è la trasmissione di punta che ha avuto il risultato più importante di RaiDue, e a dire il contrario sarei un folle, ma il problema Santoro non sono io a doverlo affrontare“, ha puntualizzato Liofredi. Se ne lava le mani anche Nino Rizzo Nervo, consigliere di minoranza della Rai, che cerca di allontanare da sé la patata bollente: “Sulla vicenda Santoro è sbagliato lasciare le decisioni al CdA della Rai, non lo si deve chiedere al CdA perché si avrebbe un voto politico e ci si dividerebbe su differenti scelte di tipo editoriale dell’azienda, con una parte del CdA che non accetta che i palinsesti vengano decisi fuori. E’ giusto porre al presidente Garimberti e la risposta deve essere molto chiara. Se Garimberti dice sì, la vicenda non è necessario che torni all’esame del CdA“.

    Siamo ancora all’anno zero…