Sanremo potrebbe morire, parola di Del Noce

Sanremo potrebbe morire, parola di Del Noce

Se quest'anno gli ascolti del Festival di Sanremo non miglioreranno in maniera significativa il Festival potrebbe anche morire: parola di Fabrizio Del Noce, che pur confidando nelle capacità di Paolo Bonolis sente il peso di una kermesse mangia-soldi

    Fabrizio del Noce a Sanremo

    Fabrizio Del Noce, direttore ‘a tempo’ di RaiUno e ad interim di RaiFiction, stila un bilancio del 2008 di RaiUno, annunciando il ritorno di Adriano Celentano nella primavera del 2009. E a proposito di Sanremo dice: “Bonolis sta preparando un festival innovativo, ma se gli ascolti non si risolleveranno Sanremo potrebbe anche morire“.

    Il Festival di quest’anno sarà un “test chiave” per Fabrizio Del Noce: pur confidando nella bravura del conduttore Paolo Bonolis, da lui fortemente voluto e che sta preparando – a detta del direttore – “un festival innovativo e aggressivo“, Del Noce è consapevole che se gli ascolti non saliranno in maniera significativa “dopo la crisi dell’anno scorso, dovremo fare una riflessione sul futuro di quest’evento, perché tutte le cose hanno un ciclo di vita e possono anche morire“.

    Insomma, per Sanremo è la prova del nove: costi sempre molto alti, risultati Auditel al di sotto delle aspettative e solito corollario di polemiche pre e post Festival sono di certo anti-economiche per un’azienda, come la Rai, a rischio bancarotta.
    Come ogni anno, anche questa volta la vigilia del Festival è segnata dalle solite polemiche con la Fimi, che quest’anno ha richiesto un aumento dei rimborsi per le Proposte (i giovani, per intenderci) e per i loro padrini, quelli che li accompagneranno sul palco dell’Ariston nel ‘debutto in società’.

    Proprio nei giorni scorsi il presidente della Fimi, Enzo Mazza, aveva minacciato i vertici della Rai: se non aumentate i compensi boicottiamo il Festival. La Rai, dal canto suo, già provata da mesi di difficili trattative con il Comune di Sanremo per il rinnovo della convenzione che ha bloccato per mesi ogni adempimento buracratico, ha immediatamente ceduto per evitare un braccio di ferro che potesse compromettere l’edizione in partenza il prossimo 17 febbraio. E così via libera all’aumento di poche migliaia di euro per le Proposte che, in tutto, graveranno sul bialncio del Festival per 140.000 Euro.

    La discussione ha però avuto come conseguenza lo slittamento dell’annuncio dei 15 Artisti (Big) in gara e delle altre 6 Proposte, che a questo punto si dovrebbero conoscere nell’imminenza del Natale.
    Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, sembra ormai certa la presenza tra le Proposte di Iskra Menarini, da anni compagna di Lucio Dalla, che dovrebbe farle da padrino sebbene non sia proprio giovanissima: la Menarini con i suoi 62 anni sarebbe la ‘debuttante’ più datata che il Festival abbia mai lanciato.

    Ma la lista delle anomalie non finirebbe qui, a qunato afferma Mario Luzzatto Fegiz, firma storica del giornalismo musicale da sempre critico del festival di Sanremo: visto che il regolamento vieta ai cantanti di sponsorizzare parenti, sarebbero partite una serie di manovre trasversali per garantire ai ‘figli di’ padronati celebri con scambi di favori. Zucchero ‘proteggerebbe’ la figlia Irene Fornaciari col suo gruppo parallelo, i Sorapis; non potendo affiancare il fratello Nello, Pino Daniele affiancherebbe Silvia Aprile, talento scoperto nella scorsa edizione di XFactor; Chiara Canzian, figlia di Red dei Pooh, sarebbe accompagnata da Roberto Vecchioni, Insomma un giro di favori tra vecchi amici. Tra i padrini papabili tornano i nomi di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro per Malika Ayane, Gigi D’Alessio per Sal Da Vinci e Massimo Ranieri per una delle due vincitrici di SanremoLab Simona Molinari o Arisa.

    Qualche sociologo, anni fa, definiva l’Italia come il Paese del ‘familismo amorale’: ci sembra che anche Sanremo non faccia eccezione.

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