Sanremo pazzo: tra playmate e pornostar vince Arisa. Fuori Dolcenera e Gemelli Diversi

Sanremo pazzo: tra playmate e pornostar vince Arisa. Fuori Dolcenera e Gemelli Diversi

Davvero un pazzo, pazzo venerdì quello del 59° Festival di Sanremo 2009, che ha sì accolto le playmate di Playboy ma ha anche subito il blitz della pornostar Laura Perego comparsa nuda sul palco dell'Ariston

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    Una pazza, pazza, pazza serata quella di ieri per il 59° Festival di Sanremo. Pienamente rispettate le promesse di Bonolis che da mesi annunciava un venerdì un po’ folle. Di certo non poteva immaginare l’irruzione sul palco della pornostar Laura Perego versione streaker (con benedizione di Gabriele Paolini) o l’eliminazione della favorita Dolcenera, che lascia la gara con i Gemelli Diversi. Prevedibile invece la vittoria nelle Proposte della stra(-)ordinaria Arisa, che con la sua Sincerità e con il suo look ‘carnevalesco’ (deliziosa!) ha chiuso perfettamente la serata. E per evitare di far troppo tardi, questa sera la finalissima partirà alle 20.45.

    Paolo Bonolis l’aveva detto fin dalla prima conferenza stampa: “La serata del venerdì sarà la più pazzerella, una ventata di originalità e di allegria che darà un volto diverso al Festival”. E dire che lui si riferiva principalmente all’arrivo delle conigliette di Playboy in veste di primedonne, rivelatesi invece le più tranquille ‘di tutto il cucuzzaro’.

    Annunciate in 40, arrivate poi in sette, solo tre hanno funto da vallette, le italiane Sara, Micol e Cristina. Le altre quattro invece si sono palesate solo al momento dell’intervista con Hugh Hefner, la più seria finora riservata agli ospiti. E proprio quando iniziava a montare un po’ di noia ecco arrivare placidamente sul palco la pornostar Laura Perego, in perizoma e corpo (nudo) tigrato grazie al body painting. “Grazie, siamo abituati alle zizze. Siamo pieni” dice senza scomporsi più di tanto Bonolis, con lo sguardo però fisso sulle tette della signorina (come dimostrano gli scatti della nostra fotogallery). Come ha fatto ad arrivare sul palco? La cosa più semplice del mondo: ha comprato un biglietto della galleria, ha indossato una lunga pelliccia, è scesa, si è spogliata e ha raggiunto il palco senza incontrare ostacoli. Chissà, forse la sicurezza ha pensato che si trattasse di un’iniziativa a sorpresa ideata da Hefner, che invece, ignaro, ha seguito la scena divertito. Certo che l’Italia sia il suo paese d’elezione, no? Comunque, portata via dalla sicurezza ha poi raccontato alla stampa di voler protestare contro le pellicce. Ovviamente non ci crede nessuno: il suo è stato un perfetto provino davanti al patron della rivista più sexy e patinata del mondo. Evidentemente i film a luci rosse, con tanto di Fernando Vitale, ex tronista di Uomini e donne, come partner, non le bastano più: ora si punta alla ribalta internazionale.

    Dietro tutto però ci sarebbe Gabriele Paolini, ben noto soprattutto agli inviati dei tg: “Ho organizzato io il blitz della pornostar Laura Perego sul palco dell’Ariston. Ho già parlato con la questura di Sanremo e me ne sono assunto la responsabilità legale” ha detto all’Apcom ma non si capisce se si tratti di ‘mitomiania’. Creativa la motivazione addotta per la protesta: la lotta contro l’uso delle pellicce” e “il contrasto alla speculazione che la tv italiana fa della cronaca nera: “Meglio l’immagine di una bella donna nuda, con la parte pubica coperta – spiega – che la crudeltà dei personaggi della cronaca nera”. Paolini allude inoltre a ‘coperture dall’alto’ sull’incursione, ma si dice pronto a pagare tutte le spese legali che saranno necessarie”.

    Solo la Perego è riuscita, di fatto, a distrarre Bonolis che fino ad allora se l’era egregiamente cavata con le playmate subendo solo un leggerissimo momento di confusione quando ha parlato del 500mo anniversario di Playboy. E dire che fino ad allora aveva preso in giro tutti, tecnici in difficoltà alle prese con una chitarra elettrica traditrice sul pezzo di Fausto Leali compresi. Gli ormoni impazziti sono stati il leit motiv della serata e non solo con riferimento a quelli maschili: nell’introdurre il valletto modello Ivan Olita (che ha svelato una parlantina sciolta da far impallidire persino Bonolis che commenta “Poi uno dice che li prende stranieri…Almeno non parlano!”) il conduttore, con un altro ‘fuori programma’ ha invitato una signora dalle prime file della platea a riceverlo sul palco. “C’è tra le prime fila qualche signora che non sia moglie di assessore?” è stato l’originale, quanto realistico, invito rivolto alle signore.

    Ma c’è stato anche un momento da Striscia la Notizia, un’invettiva sociale rivolta ai sistemi di assistenza domiciliare gratuita offerti dalle Asl (non molte) in Italia per i gravi portatori di handicap. Di fronte alle sperequazioni di un sistema che non ha ‘anima’ Bonolis invita tutti a “pretendere quello che ci spetta” e si commuove presentando le iniziative del CeRS, associazione che cerca di colmare i disservizi del sistema, e raccontando il caso di una bimba per la quale sono state richieste dai medici 12 ore di assistenza quotidiane per permettere alla madre di poter lavorare e alla quale sono stati concessi solo 20 minuti al giorno. “Smettetela di prenderci per i fondelli” dice accorato Bonolis tirando su col naso. Il messaggio è arrivato.

    Qualche problema tecnico, qualche attesa di più per l’allestimento del palco, qualche lungaggine sull’elaborazione dei voti per il verdetto degli Artisti ha dato a Bonolis qualche occasione in più per improvvisare: e tra una battuta sulla moglie (“La più bella coniglietta ce l’ho anche perché mi ha dato tre figli, più coniglietta di lei!”) e qualche ringraziamento di rito, ha finito anche per cantare Tu Vuo’ fa’ l’americano al cospetto di Claudio Cappon, giunto proprio in quel momento al teatro Ariston. “Buonasera direttore, è arrivato proprio nel momento più mesto per assistere a questa pagina ingloriosa della tv di Stato. Complimenti!” lo saluta Bonolis prima di ‘baudizzarsi’ e dare sfogo alle sue velleità canore con la complicità dell’Orchestra.

    Tutto ciò nonostante ormai avesse già la busta in mano portata di corsa da una playmate che cerca di salvarlo dall’imbarazzo. Tentativo apprezzato da Bonolis che l’accoglie con un esauriente “Sei più bona con ‘sta busta in mano che senza ‘sto vestito addosso!”.

    Forse proprio per l’adrenalina scatenata dai tanti imprevisti la serata è scivolata rapidamente (nonostante la chiusura alle 01.10), scandita dai duetti degli Artisti e apertasi con le scene de E la nave va di Fellini e con le voci della soprano Dimitra Theodossiou e il tenore Gianluca Terranova. Insieme eseguono le arie Sempre Libera, E lucean le Stelle, per passare a Memory, Torna a Surriento e chiudere con We are the Champions dei Queen, in una cavalcata che ha come obiettivo quello di esaltare lo strumento della voce. Momento accompagnato da una coreografia di Daniel Ezralow (e sul pezzo dei Queen ci sembra di essere alla Finalissima di Amici) con la ballerina Letizia Giuliani (prima ballerina del Maggio fiorentino) in body painting: una premonizione?

    Comunque sia si passa ai duetti: la prima parte, conclusasi a mezzanotte, è tutta dedicata agli artisti. Gianni Morandi dà un nuovo spessore a L’Opportunità di Pupo, Belli e Youssou N’Dour; Patty Pravo canta E io verrò un giorno là con il batterista Dave Weckl, il bassista Nathan East e il chitarrista Todd Rundgren; traballano vocalmente Fausto Leali e Fabrizio Moro in Una piccola parte di te, eseguita senza chitarrista per problemi tecnici, casualmente sorti all’apparire delle playmate; Sal Da Vinci cala l’asso Gigi D’Alessio su Non riesco a farti innamorare; Dolcenera, la vincitrice in pectore, si dà a un duetto tutto femminile con Syria per Il mio amore unico. Si prosegue con Francesco Renga che evidenzia la chiave lirica del suo pezzo, Uomo senza età, con la soprano Daniela Dessì; Alexia e Mario Lavezzi puntano su Teo Teocoli e le Ophir per Biancaneve; Marco Masini si avvale della faccia scolpita di Francesco Benigno per cantare/recitare L’Italia; Al Bano si contiene facendo recitare parte del testo di L’amore è sempre amore a Michele Placido; Marco Carta e i Tanzenda offrono al pubblico una versione sarda de La Forza Mia (se solo Carta stonasse un po’ meno); infine i Gemelli Diversi, ancora Vivi per un miracolo schierano la BMB Marching Band.

    Una notazione a parte merita l’esibizione di Povia, che ha allestito di fatto uno spettacolo, piuttosto ridondante e didascalico, con l’aiuto dell’illustratore Alessandro Matta, che ha esposto le sua tavole via via che la canzone (eseguita senza orchestra solo con l’accompagnamento della chitarra) procedeva, in una sorta di video che scorreva alle spalle del cantante. Illustrazioni che mostravano, tra le altre cose, una figura maschile con un seno appena accennato e un membro maschile impugnato in mossa inequivocabile. Tavola appena ‘sfiorata’ dalle inquadrature. Fin qui anche bene, poi l’ingresso degli Massimiliano Varrese e Isabella Infante vestiti da sposi intenti a baciarsi sul palco distrugge quel poco di suggestione che si era creata. Il colpo di grazia arriva con l’ennesimo cartello “Serenità meglio che felicità”: cosa abbia voluto dire con questi cartelli ancora ci sfugge. Ma l’accompagnamento del pubblico, che scandisce il ritmo del pezzo con battito delle mani, e il lungo e caloroso applauso riservatogli al termine dell’esibizione ci fanno credere che il vero papabile alla vittoria sia lui. E allora poi ci si diverte!

    Arriva a mezzanotte il verdetto stabilito, al 50 e 50, dal televoto e dalla votazione della giuria di qualità, composta dai maestri dell’orchestra. Domina ancora il melodico, con l’incredibile esclusione di colei data come vincitrice, Dolcenera (per la quale vale il sempreverde detto ‘Chi entra Papa esce cardinale’) e la più ‘scontata’ eliminazione dei Gemelli Diversi.

    Si apre quindi la gara finale per le Proposte che offrono al pubblico un estratto della loro canzone: in questo caso a stabilire il vincitore contribuisce al 50% il televoto, al 25% la sala stampa e al 25% le radio. La vittoria di Arisa con la sua Sincerità è di fatto anticipata dalla standing ovation che le riserva la sala stampa, letteralmente impazzita per questo personaggio meraviglioso. Occhialoni e naso sembrano un tutt’uno, una di quelle maschere con i baffi tanto care al Carnevale, la sua pelle diafana la rende quasi un personaggio delle fiabe, la sua camminata e la sua voce un cartoon, il suo modo di cantare (con le mani dietro la schiena e un po’ dondolante) fa tanto Zecchino d’Oro. Il tutto condito da una voce melodiosa e un motivetto accattivante la rendono assolutamente deliziosa. E se poi si rivela il nome il quadro è completo: dietro Arisa si ‘nasconde’ Rosalba Pippa. Se fosse tutto una grande operazione di marketing ci sarebbe da assegnare un Nobel: ma è tutto troppo perfetto per essere ‘falso’ in questo caso.

    Arisa mette d’accordo pubblico, critica e colleghi, visto che alla fine tutti partecipano all’esibizione finale battendo le mani (orchestrali ‘nullafacenti’ compresi) mentre le colleghe cantano con lei. Speriamo davvero che non sparisca dal mondo musicale, così come ce lo auguriamo per tutti le altre Proposte, anche se consigliamo un po’ di lavoro in più (ci sentiamo molto giudici di XFactor) a Barbara Gilbo, Filippo Perbellini (inutile che non voglia passare per il clone di Cocciante, è identico!) e Chiara Canzian. A Irene, invece, consigliamo di adottare l’arrangiamento del duetto col padre Zucchero: quello orchestrato rende piatto il brano.

    Che dire? Ricordiamo che stasera si parte alle 20.45: gran finale con Maria De Filippi e con il vincitore di questa pazza, pazza, pazza edizione del Festival di Sanremo.

    (Foto: APP, InfoPhoto, Emmevi, Ansa, LaPresse)

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