Sanremo attaccato da Iva Zanicchi e dai Jalisse: truccato e di sinistra

Sanremo attaccato da Iva Zanicchi e dai Jalisse: truccato e di sinistra

Iva Zanicchi attacca Sanremo 2011, Festival di sinistra, mentre i Jalisse chiedono di fare chiarezza su Sanremo 1997 e sull'Eurofestival di quell'anno

    Mentre Sanremo 2011 è ancora al vaglio del CdA Rai (causa critiche del consigliere di maggioranza Antonio Verro), arrivano dure stoccate al Festival della Canzone Italiana da parte di due ‘vecchie’ conoscenze dell’Ariston: da una parte c’è Iva Zanicchi, ormai militante nel Pdl, che accusa Sanremo 2011 di essere stato il Festival dell’Unità, dall’altra i Jalisse, vincitori nel 1997 e ormai diventati ‘simbolo’ delle cantonate sanremesi, che hanno consegnato alle stampe un libro denuncia, inoltrato anche al Presidente della Repubblica. In alto i Jalisse all’Eurofestival 1997 con Fiumi di Parole (a vantaggio di quanti non conoscono la canzone oggetto del ‘contendere’).

    Partiamo dalle dichiarazioni fatte da Iva Zanicchi nel corso della puntata di ieri di Domenica Cinque e commentate oggi in radio all’Alfonso Signorini Show. La Zanicchi, ormai militante del Pdl, ha definito il Sanremo di Morandi “bellissimo“, ma eccessivamente schierato a sinistra. “E’ stato un bellissimo Festival di Sanremo, ma è stato un Festival dell’Unità” sintetizza la Zanicchi che descrive Morandi come un amico fraterno (forse non ricambiata in questo sentimento) e “bandiera, emblema della sinistra italiana“.

    Si sofferma sui contributi satirici che hanno costellato le cinque serate di Sanremo 2011: “Benigni ha sorvolato ma ha fatto satira su Berlusconi, poi c’erano Luca e Paolo la prima sera, hanno un po’ esagerato, hanno parlato solo del Governo e di Berlusconi“. Non poteva mancare, poi, un riferimento alla vittoria di Vecchioni: “Vittoria meritata, per carità, ma Vecchioni prima nega poi invece ammette che nella canzone si riferiva a Berlusconi e tutto il testo era di sinistra“. “Anche il Festival di Sanremo è all’insegna della sinistra“, conclude quindi la Zanicchi, ormai convinta che tutto debba essere catalogato (proprio quello contro cui si sono battuti Luca e Paolo per tutta la durata del Festival).

    Scendono sul piede di guerra anche i Jalisse, meteora sanremese ormai diventati emblema delle ‘toppate’ del televoto. Fabio Ricci, che con Alessandra Drusian forma l’ormai mitico duo, ha pubblicato un libro di denuncia sulla loro esperienza sanremese, scritto con Valeria Ducato, con la prefazione di Gigi Vesigna, ex direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, e un intervento del regista Fausto Brizzi, che ha voluto il duo nel suo film Ex.

    Il libro si presenta come una biografia del duo che vinse Sanremo nel 1997 e che poi partecipò all’Eurofestival nell’ultima edizione che vide un gruppo italiano prendere parte alla kermesse europea prima del ritorno di quest’anno con l’iscrizione di Raphael Gualazzi, vincitore delle Nuova Generazione 2011.
    Una biografia nella quale Ricci esprime le sue dure accuse contro il Festival e contro l’Eurofestival e nella quale chiede che “venga fatta luce” su quanto successo nel 1997, tanto da decidere di inviarne una copia al Quirinale e al Presidente della Rai.
    Una denuncia che trova l’appoggio di Fausto Brizzi che scrive: “La sera del 22 febbraio 1997 il Festival di Sanremo premiò il duo Jalisse. Erano finiti gli anni delle vittorie certe, già dopo l’Epifania.

    Il pubblico non si lasciava più incantare da classifiche. Voleva potersi considerare parte attiva. Voleva recuperare la dignità e il valore dell’essere ‘spettatore’. Fu una vittoria che però andava contro il sistema e il sistema li allontanò, facendoli diventare il simbolo delle meteore. Del duo non se ne seppe più nulla. I Jalisse furono stritolati, estromessi, cancellati“‘.

    Nell’Italia delle dietrologie tutto è denunciabile: ma di ‘errori’ il televoto sanremese ne ha fatti parecchi, o no?

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