Festival di Sanremo 2017

Cantanti, conduttori, date, ospiti: tutto sull'edizione 67 della kermesse più amata d'Italia

Sanremo 2017, Marco Masini a Televisionando: ‘A volte un secondo basta per fare la differenza’ [INTERVISTA]

Sanremo 2017, Marco Masini a Televisionando: ‘A volte un secondo basta per fare la differenza’ [INTERVISTA]
    Marco Masini: 'A Sanremo ricordo Giorgio Faletti'

    ‘L’ansia c’è sempre, ma non è un’ansia: è adrenalina’. Marco Masini riassume così la sensazione che si prova nel calcare il palco del celeberrimo Teatro Ariston. Con ‘Spostato di un secondo’, Masini partecipa al Festival di Sanremo 2017 per l’ottava volta: la canzone nasce dal sodalizio artistico con Zibba e Diego Calvetti. La canzone scelta, invece, per la serata delle Cover è ‘Signor Tenente’, di Giorgio Faletti.

    Sanremo 2017 è il tuo ottavo Festival.
    E’ l’ottava partecipazione, però sono ventotto gli anni di musica che ho vissuto. C’è un’altra consapevolezza. La vivo in maniera diversa, anche con più entusiasmo, perché all’inizio sei un po’ frastornato, poi, piano piano, ti rendi conto di quello che stai facendo. C’è uno spirito molto diverso rispetto all’inizio.

    Non hai più la cosiddetta ‘ansia da Ariston’?
    L’ansia c’è sempre, ma non è un’ansia: è un’adrenalina pura che ti permette di raccontare tutto te stesso in quei tre minuti e mezzo. E’ la cosa più bella perché avere questa occasione credo sia una fortuna e un privilegio di pochi. Mi sento fortunato per questo. Sono veramente felice.

    ‘Spostato di un secondo’ è firmato da te, Zibba e Calvetti. Com’è nato questo testo?
    E’ nato come è nato tutto l’album. Abbiamo avuto la possibilità di incontrarci. Calvetti ha prodotto il disco, mi ha fatto conoscere cose nuove, mi ha riportato all’elettropop.

    La facevo negli anni ’80, però ovviamente oggi ci sono possibilità infinite e l’elettronica si sfrutta molto di più rispetto a ieri. E’ stato bello anche incontrare universi letterari e sintesi di concetti che si sposavano con la filosofia di quello che sono adesso, che è tutt’altra cosa rispetto a quello che cercavo negli anni ’90.

    Canti: ‘Come sarebbe bello il mondo se fosse sposato di un secondo’.
    A volte basterebbe davvero un secondo, ritrovarci negli stessi posti con questo spazio temporale leggermente sfalsato, no? Un po’ come il déjà vu che ti sembra di averla già vissuta. E’ come se tu potessi scegliere o sapessi cosa scegliere. A volte un secondo basta per fare la differenza.

    Terza serata del Festival. Stasera ti esibirai con ‘Signor Tenente’. Come mai questa scelta?
    Innanzitutto perché con Giorgio ho avuto l’occasione di collaboratore, di musicare un suo testo, che poi ho inserito in un album. Ho avuto dei rapporti molto stretti con Giorgio, il quale è venuto anche all’allestimento di un mio tour all’Isola d’Elba, aveva casa lì. E’ stato anche un motivo di ispirazione prendere spunto dal suo coraggio e dalla sua imprevedibilità. E poi perché ‘Signor tenente’ secondo me è una di quelle rare canzoni che hanno avuto un successo straordinario, ma che non sono state ricantante né risuonate in radio. La serata delle cover non è un’esibizione, è l’occasione di ricordare qualcosa di storico, importante.

    Cosa ti aspetti da questo Festival?
    Mi aspetto di potermi raccontare e che arrivi alla gente quello che sono adesso artisticamente, umanamente. Tutto ciò che scrivi è quello che hai vissuto. L’autobiografia è un trucco: è scegliere la strada più corta per raccontare la storia degli altri.

    Sanremo in una canzone: quale scegli?
    ‘Ancora’. Secondo me, è veramente la canzone di Sanremo, una delle più belle canzoni italiane scritte negli ultimi cinquant’anni. Per me ‘Ancora’ potrebbe vincere.

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