Sanremo 2017, Federico Russo: ‘PrimaFestival una sfida, Carlo Conti un maestro’ [INTERVISTA]

Il conduttore al timone della striscia quotidiana che anticipa Sanremo 67.

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    Il Festival di Sanremo 2017 è ai blocchi di partenza e dal 29 gennaio Rai 1 propone PrimaFestival, una fascia quotidiana di 5 minuti, condotta da Federico Russo, in cui si raccontano la frenesia e il fermento che hanno già invaso la città dei fiori. Uno studio televisivo, due collegamenti, tre servizi e cinque minuti a disposizione per mostrare ai telespettatori cosa succede a Sanremo, dentro il Teatro Ariston e non solo, durante le giornate festivaliere.

    E’ già stato contagiato dalla frenesia sanremese?

    Direi di sì, è molto facile che succeda. Sono a Sanremo già da dieci giorni e ho modo di entrare gradualmente nell’atmosfera che, giorno dopo giorno, cambia e si avvicina sempre di più al 7 febbraio, data di inizio del Festival. Per me è la prima volta e devo dire che è molto divertente.

    Dalla scrittura alle interviste molto brevi, dalle puntate di PrimaFestival traspare tanta ironia, chiave insolita per raccontare un evento istituzionale quale è il Festival di Sanremo. E’ una scelta voluta?

    Sì. Dobbiamo dare tante informazioni in cinque minuti e bisognava trovare una formula. PrimaFestival ha tutti i contenuti di un programma di mezz’ora, ma concentrati in pochi minuti. E’ una sfida, ma anche una chiave per rendere il programma singolare: diamo tutte le informazioni della giornata, abbiamo sempre un servizio o un video di Tess Masazza nel suo stile inconfondibile, che l’ha resa celebre al pubblico specialmente di Youtube; abbiamo due collegamenti live con l’inviato Herbert Ballerina. Cinque minuti per buttarci dentro tutto quello che ci piace e naturalmente anche i cantanti. Ho un buon rapporto con la maggior parte degli artisti in gara, per cui si prestano a questo gioco di domande veloci.

    Sembra quasi una sorta di telegiornale.

    Sì, sembra una specie di TG perché lo studio suggerisce questo. In realtà, è semplicemente un appuntamento, una striscia quotidiana con tante cose all’interno.

    Il ritmo è molto serrato ed è impossibile non pensare al Federico Russo di TRL.

    Un po’ la deformazione radiofonica, un po’ la formazione televisiva fino a oggi, mi hanno sempre portato a prediligere la TV del ritmo. Da questo punto di vista, mi trovo sempre molto d’accordo con il direttore artistico Carlo Conti, che è un maestro.

    Durante il Festival vero e proprio la formula rimarrà la stessa?

    Sì, rimarrà intatta e saremo ancora più concentrati. Commenteremo e approfondiremo le notizie della giornata in modo da accompagnare lo spettatore a ogni serata. Forse saremo in onda qualche secondo in meno, perché non vogliamo rubare spazio al Festival di Sanremo.

    L’anteprima è anche preludio di altro? Federico Russo, prima o poi, sarà sul palco dell’Ariston?

    Tra mille anni, forse. In generale, nella mia vita, ma anche nella mia carriera professionale, ho sempre fatto tutto passo per passo perché credo che sia la miglior cosa per fare bene il proprio lavoro. Ho iniziato a lavorare in radio nel 2001 per poi arrivare in un grande network qualche anno dopo: ho sempre fatto tutto abbastanza step by step, con la dovuta esperienza e pratica, per cui prima del’Ariston ce ne vuole. Per il momento sono contento di quello che faccio.

    C’è già stato un passaggio da Rai 2 a Rai 1 con la conduzione di Dieci Cose. Tornerà presto al timone di un altro programma?

    Non lo so, perché no? Speriamo. Per il momento c’è questo. Finito Sanremo, parte sul Nove Hidden Singer, un format totalmente nuovo in cui si celebra, in ogni puntata, un protagonista della musica italiana: il pubblico deve scoprire chi si nasconde dietro alcune cabine, se il cantante vero o un imitatore vocale. E’ un programma a cui tengo molto perché è una cosa totalmente nuova. Poi inizierà la nuova serie di Start!, il programma che abbiamo condotto l’anno scorso Francesco Mandelli ed io, in cui raccontiamo tutte le nuove tecnologie, le nuove realtà.

    La musica è il fil rouge.

    Amo la musica, è la mia materia e, a distanza di anni, credo di saperla maneggiare con tranquillità e una buona sicurezza, però non è detto che faccia solo cose musicali. Facciamo intrattenimento a 360 gradi: sia Sanremo sia Hidden Singer non è soltanto musica, PrimaFestival non parla solo delle canzoni o delle note musicali, ma è anche costume, cultura, storia; è un evento.

    Come ha reagito alla notizia della chiusura di The Voice?

    E’ un programma a cui sono molto affezionato, un capitolo della mia vita importante dal punto di vista professionale, un’occasione preziosa, per cui mi mancherà. Adesso sono felice che comunque, nonostante la mancanza di The Voice, ci siano altre cose e per il momento mi concentro su cosa c’è di nuovo.

    Per chi fai il tifo?

    Pur avendo sbirciato un po’ di canzoni, ritengo sia necessario sentirle sul palco dell’Ariston durante il Festival.