Sanremo 2015: Alessandro Siani al Festival fa il Roberto Benigni e ricorda Pino Daniele

Sanremo 2015: Alessandro Siani al Festival fa il Roberto Benigni e ricorda Pino Daniele

Sanremo 2015: Alessandro Siani al Festival fa il Roberto Benigni, 'offende' un bambino cicciottello e ricorda Pino Daniele

    Alessandro Siani arriva Sanremo 2015 e fa il Roberto Benigni con la sua consueta verve, non dimenticando di ricordare Pino Daniele, ma non manca lo scivolone sul bambino sovrappeso cui dice ‘Ma ci entri nella poltrona. Da lontano mi sembravi una comitiva‘ (cui segue tweet pacificatore dall’account del Festival). ‘Ma sto pagando il canone o sto pagando l’Inps?’ continua Siani, che nota ‘Persone che spendono anche 500 euro per una poltrona, o anche 200, ci sono occasioni ti danno la Ferilli per 1000 euro‘: salito sul palco, Siani ringrazia tutti ‘tranne la prima fila che non ha pagato‘ e bastona anche Carlo Conti che ricorda i suoi venti anni di carriera,: ‘Oggi ti sei fatto un’altra lampada, se ti vede Salvini ti chiede il permesso di soggiorno‘. E poi ringrazia il conduttore del Festival ‘per non avere invitato Salvini, anche perché noi non ci saremmo stati: io sono napoletano, tu nero, Emma di cognome fa Marrone e Charlize è Terron‘. Poco prima di mezzanotte, l’annuncio di Conti: Siani ha deciso di devolvere il suo cachet a due ospedali, al Gaslini di Genova e al Santo Bono di Napoli.

    A Sanremo 2015 Alessandro Siani fa il Roberto Benigni ne ha per tutti, dall’orchestra (col violinista grassottello) al pubblico, che capisce le battute dopo un quarto d’ora. Il comico ricorda la sua ospitata sanremese di due anni fa, con ‘forte crisi economica, tanta disoccupazione… mi sembra che siano passati due giorni‘. Ma Siani aggiunge ‘Voglio essere ottimista anche per voi, per il futuro dei bambini – non li vedo qua, forse stanno al Casinò a giocare con Pupo’. E poi al pubblico augura che ogni applauso siano mille euro – e poi li ringrazia per la spontaneità.

    Diritto alla scuola e al lavoro, ma anche un bel discorso sui bambini e i debiti dell’Italia: ‘Quando nascono non vedono due infermieri, ma due esattori di Equitalia: hanno un debito di 36.000 euro. Il bonus di 80 euro per i bambini nati dal primo gennaio, vi immaginate le mamme di quelli che dovevano nascere il 31 dicembre? Quando il dottore ha detto ad una signora che si erano rotte le acque, quella ha risposto chiamate l’idraulico.‘). Si passa ai politici e alle auto blu, usate per andare a fare la spesa, accompagnare i bambini a scuola (uno dei quali era però Brunetta).

    Si passa poi alla corruzione, dal Mose a Mafia Capitale a Salerno – Reggio Calabria (‘I cui lavori sono arrivati in Africa e gli autogrill sono pure in Tunisia‘) e gli incidenti su quest’ultima arteria, che ‘al posto del casellante vede il prete per il funerale‘. Si ritorna a parlare della crisi con i regali di Natale riciclati, tra cui una grappa riclata a suo che ‘è stata per cinque anni in una botte…e sette anni a casa nostra‘ e i progetti matrimoniali di una ragazza che sogna di sposare un uomo che guadagna duemila euro al mese – e la mamma gli consiglia ‘anche due che guadagnano mille euro‘.

    Non poteva mancare Expo 2015: turismo e cibo sono le eccellenze italiane, ‘ed è un’occasione che non dobbiamo perdere: noi ne capiamo e passiamo dalla parmigiana di melanzane a qualsiasi prodotto, abbiamo inventato il gelato al puffo (ne ho mangiato un kg, ho fatto un ruttino ed è uscito Gargamella. Noi udiamo in tutto il mondo che siamo i numeri uno, ci dà fastidio fare la dieta. Dobbiamo pagare il nutrizionista che ci dice di non mangiare, dovremmo dirgli Io non ti pago, dobbiamo soffrire insieme.

    Il nutrizionista ci toglie il pane, ma noi il pane ce lo abbiamo nel dna, non abbiamo il Belpaese abbiamo la scarpetta‘.

    Si chiude con un discorso serio sull’amore e i diritti: ‘Carlo Conti – dice Siani – mi ha chiamato e mi ha detto, vorrei fare un Festival sull’amore, in tutte le canzoni vorrei mettere i colori dell’amore, tu sei napoletano e nella tua città sono state scritte tante canzoni d’amore. E io ho risposto, ma io non so parlare d’amore: di sicuro però l’amore sdovrebbe essere di tutto e di tutti: e come sarebbe bello se iniziassimo a pensare non che l’amore non è la cosa più bella del mondo, ma che il mondo dovrebbe essere la cosa più bella dell’amore. Questo significherebbe amare le proprie radici‘. Si chiude, da napoletano quale è, con un ricordo di Pino Daniele – un semplice: ‘Il mio ricordo va a Pino Daniele, un artista che ha amato la sua terra e che dalla sua terra è stato amato‘ – sulle note di Quando: poche parole, ma dette dal cuore: l’omaggio più bello e meno retorico che abbiamo sentito. E non a caso, è standing ovation. E per farsi perdonare dello scivolone sul bambino cicciottello, Alessandro Siani si scatta una foto con lui: ma la polemica corre sui social network e non solo.

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