Sanremo 2013: le migliori battute della Gialappa’s Band alla radio

Sanremo 2013: le migliori battute della Gialappa’s Band alla radio

Sanremo 2013, la Gialappa's Band commenta le ultime tre serate

    Sanremo 2013, la Gialappas Band commenta il Festival con Flavia Cercato


    Sanremo 2013, la Gialappas Band commenta il Festival con Flavia Cercato

    Che Sanremo sarebbe senza la Gialappa’s Band? Molti fan se lo sono chiesti l’anno scorso quando il magnifico trio ha deciso di commentare solo la serata finale e per chi è abituato a sentire la kermesse sanremese solo con il loro sarcasmo è stata davvero difficile. Quest’anno i tre, al momento in forza (o meglio in voce) a Le Iene hanno deciso di dedicarsi alle tre serate finali. La conferma è arrivata qualche giorno prima dall’inizio del festival dallo stesso Giorgio Gherarducci (un terzo dei Gialappi) sulla neonata pagina ufficiale Facebook del trio. Nuovi tormentino per i tre: la passione per Nardinocchi e la composizione del cognome della Littizzetto come se fosse una partita di Ruzzle.

    La Gialappa’s Band ha commentato la terza serata del 63esimo Festival di Sanremo con loro in studio, o meglio in stanza anche Flavia Cercato che conduce dal lunedì al venerdì con Marco Santin e Giorgio Gherarducci Stile Libero. Come al solito la loro ironia non ha risparmiato nessuno e si sono toccati alcuni temi cari alle cronache degli anni passati: Rudy Zerbi e la mitica esibizione di Giacomo Celentano di cui vi riproponiamo il video.

    Terza serata

    Terza serata

    La prima a farne le spese è Simona Molinari presa alla berlina per il suo vestito e i nostri fanno notare una certa somiglianza fra lei e Paola Cortellesi. Non solo, più volte il signor Giorgio si è chiesto chi fosse Peter Cincotti, ma chi conosce il trio sa che Gherarducci è solito a improperi verso qualsiasi artista. Dai loro commenti si salvano in pochini, Elio e le Storie Tese. Anche se su Stefano Belisario hanno detto che la fronte molto alta con la quale si è esibito era ‘per minimizzare le sopracciglia‘.

    Marco Mengoni, primo nella classifica di gradimento, è stato preso parecchio di mira: ‘I suoi capelli non sono essenziali‘, citando il titolo della canzone che ha portato al Festival. Se in questi giorni vi siete chiesti dove è solito guardare l’ex vincitore di X Factor, i Gialappi vi danno una risposta: ‘È il ciuffo a renderlo strabico‘. In più hanno notato una somiglianza fra il cantante e Pericle, il personaggio interpretato da Carlo Verdone (assente al Festival) in Grand Hotel Excelsior. Oltre Mengoni, non è passato inosservato il look di Malika soprattutto per la sua “pettinatura naturale”. Come spesso accade la telecronaca è stata interrotta da alcune telefonate, i Gialappi hanno parlato con Il Cile e seppur ‘preferiscono il Brasile‘, gli hanno chiesto cosa ci facesse ancora all’Ariston se è stato eliminato al loro modo: ‘Ma cosa ci fa il Cile a Sanremo fino a domenica? È come se ti molla la fidanzata e tu stai lì a vedere che te la ciulano‘. Per Roberto Baggio hanno detto che parlava con la voce di Chiara ed è stato invecchiato dagli interventi chirurgici. Non si salvano neanche Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, per i tre Fazio ci prova con Litti e assomiglia a Topo Gigio. Su Antony and the Johnson: ‘È Marilyn Manson dopo sei mesi in un ristorante a Roma‘.

    Grande soddisfazione per la telefonata a Max Gazzè. Del ‘diversamente giovane‘ Gazzè hanno detto che era passata la peggiore delle due canzoni (‘ha portato due canzoni una bella l’altra di mer*a, è passata quella di mer*a‘). Il signor Marco ha deciso di usare una delle dichiarazioni di Gazzè come epitaffio: ‘È una cannuccia nel cranio che ti succhia il cervello’, tutto questo mentre il signor Carlo cantava il ritmo della marcetta di Sotto casa e sognava un duetto con l’Armata Rossa. Capolavoro del signor Giorgio che su Maria Nazionale dice: ‘Mi bastano dieci secondi di questa canzone per farmi crescere le mozzarelle sotto le ascelle‘ e la chiama Maria Regionale.

    Anche su i Modà si scatenano: ‘Kekko sembra Mino Reitano‘ e la loro stampante è rotta e stampa sempre gli stessi testi. Marco aggiunge: ‘È la stessa presentata gli anni scorsi, ecco adesso arriva Emma‘. Il 4 dato da Luzzatto Fegiz al gruppo è stato giustificato dal fatto che il giornalista ‘voleva essere largo di voti‘. Su Daniele Silvestri i tre hanno il dubbio che si sia sottoposto a una rinoplastica e si prendono l’impegno di dire a tutti che ‘l’altra canzone faceva cagare‘. Scopriamo, poi, che Flavia Cercato è terrorizzata da Raiz. Punzecchiato perché non ricorda il testo.

    La Gialappa’s Band ha dato il meglio di se stessa per uno dei giovani in gara: Andrea Nardinocchi. Il signor Carlo ogni due per tre urla: Nardinocchi sei un grande! Viene paragonato all’imitazione di Gigi & Ross degli Zero Assoluto, preso di mira per le sue scarpe (‘assomiglia più a Justin Timberland che a Justin Timberlake‘). Gli dedicano un remake di Hey Jude cantando Hey Nardinocchi. Paolo Simoni viene paragonato a Furio di Viaggi di Nozze, a Leonard di The Big Bang Theory e si becca il classico sfigato. Ultimi “bersagli” Al Bano (‘è sempre uguale solo che negli anni ’60 aveva i capelli più grigi‘) e Rudy Zerbi: ‘Gli si vuole anche bene, non dico come a un fratello, ma come un cane sì‘.

    Quarta serata

    Seconda serata (la quarta in realtà) con il commento della Gialappa’s Band. Mentre sul palco dell’Ariston Fazio e la Littizzetto ripercorrono la storia delle belle canzoni di Sanremo, inevitabilmente i tre tremendi fanno la loro classifica: i pezzi più trash arrivati a Sanremo. Senza tralasciare, ovvio, i commenti irriverenti durante la quarta serata del Festival. Il primo commento ironico è dedicato alla nostra Lucianina con il vestito di Nilla Pizzi per Fabio sembrava una principessa e per i Gialappi ‘per fortuna non ha risposto di sto ca**o‘. È la volta di Malila Ayane bersagliata per la sua scarsa modestia durante la loro consueta intervista, ma prima Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci hanno concentrato le loro attenzioni sui ballerini: ‘Trasudano eterosessualità, in confronto Don Lurio è Rambo‘. Riprendono quindi la loro classifica trash, aiutati dai 4.000 fan, si va dai Gazosa a Pippo Franco, passando per Donatella Milani, anche se il signor Carlo è intento a cantare Sugli Sugli Bane Bane de Le figlie del Sole. Malika viene poi intervistata e per lei viene creato l’angolo della presunzione, ma dopo un po’ la cantante sta al gioco. Dopo la telefonata a Roberto Vecchioni per spiegare il senso di un verso della canzone preferita dal Signor Carlo, si riprende con il commento di Sanremo Story. Il signor Giorgio non riesce a distinguere sul palco chi sia Emma Marrone e chi sia Annalisa Scarrone. Quando all’Ariston torna Antonella Ruggiero, i nostri fanno somigliare una certa somiglianza con Antony Hegarty, il protagonista della terza serata.

    Salgono sul palco i figli di e poco prima di andare Gianmarco Tognazzi ci regala Situation, per chi non segue la Gialappa’s da anni è stato un tormentone lanciato durante un Rai dire Sanremo di anni fa e si credeva che l’artefice del tormentone fosse Sergio Cammariere, invece, fu proprio l’attore milanese a lanciarlo. Tognazzi viene subito chiamato dai tre e dice la sua sull’intervento dei figli di di ieri, dice un mucchio di cattiverie ironiche (‘Quinn si è rifatto tutto‘). I tre sostengono che Paola Domingui sia diventata Cesara Buonamici. E per Gimbo, come viene affettuosamente chiamato Tognazzi, ‘La Celentano per via del suo look fa apparire Luciana Littizzetto bene‘ e svela che tutte le papere di 24 anni fa erano volute. Tutto questo mentre una ‘sobria‘ Maria Nazionale arriva sul palco, Flavia Cercato sottolinea che per fortuna ‘non ha portato lo stesso truccatore di ieri‘. E hanno risposto con la splendida Perdere il trattore.

    Durante l’esibizione di Simona Molinari, accompagnata dal maestro Franco Cerri, il signor Giorgio, che ieri ha sottolineato che la musica che ascolta è al 90% Bruce Springsteen, ha detto: ‘C’è puzza di jazz‘ e si sono intrattenuti a lungo a commentare lo spot dell’uomo ammollo di cui Cerri era protagonista. Oltre a parlare al lungo della sua “morte” avvenuta sul palco dell’Ariston. Alla Molinari intervistata dicono che la loro classifica ‘è fatta di vecchi pezzi trash, ma cantati bene‘. È la volta di Marco Mengoni, il signor Marco dice che si è pettinato con un tosacani e sta meglio, solo che adesso muove tutti gli occhi. I tre richiamano Gianmarco Tognazzi il quale lancia un nuovo tormentone: Certamente! Più di una volta nel corso della quarta serata si sono chiesti cosa ci facesse Massimo Boldi al sax. Preoccupa, poi, la reazione di Pippo Baudo di fronte alla statua di Mike: ‘Farà un gesto estremo, si piazza là davanti e si fa piombare‘ e sulle gote della vedova Bongiorno: ‘Secondo me può tenere le ghiande nelle guance come Cip & Ciop‘. E la Cercato ammette che la più paura di Afef. In molti si chiedono quale posizione e quale parte del corpo sia stata raffigurata nella statua.

    Mentre sul palco arrivano i piccolissimi Elio e le storie Tese, i nostri commentano la frase (a quanto pare) pronunciata da Rocco Siffredi: ‘Scusate se questa sera sono rigido‘. Dopo gli Elii, arriva sul palco Pippo Baudo. Per i tre ‘Baudo non-tinto sembra Pannella senza aver mai fatto uno sciopero della fame. È gonfio come un otre‘. Sarebbe disposto a tutto per lasciare il segno: ‘Suicidarsi con del cianuro nelle mani’, invece, verso la fine dell’intervento dicono che non sanno più come mandarlo via e l’unico modo è dare la pubblicità. Durante l’intervista agli Elii, il frontman si definisce: ‘Sono un musicista aggiunto, mentre canto praticamente suono‘.

    Bersaglio di questa sera è il direttore d’orchestra Massimo Morini ‘lo schivo’ che ha deciso anche di cantare sul palco. Rudy Zerbi li chiama, ma solo per non pagare il conto. Durante i Giovani, i Gialappi sono orfani di Nardinocchi e si sente.

    Se la prendono con Nino Blasfema, il cantante del gruppo arrivato quarto, e dicono che con lo sguardo mentre cantava cercava il cesso, l’ultimo in cui era andato. Al Cile chiedono se ‘soffre la presenza esplosiva di Nardicchioni‘ e se può tirare un pugno in faccia a Morini ‘lui sa il perché‘. I Gialappi, visto il livello, si propongono come direttori d’orchestra l’anno prossimo. Il signor Marco fa sapere che domani Nardinocchi riceverà l’ambitissimo premio Nardinocchi. Arriva sul palco Caetano Veloso, apprezzatissimo: ‘Veloso a mezzanotte dà ritmo, tiene sveglio‘. E si chiedono se ha senso far venire un ospite straniero per farlo esibire a quest’ora. ‘È per scaricare le mille miglia‘. Su Nardinocchi dicono anche che ha plagiato se stesso e infine Maggio, commosso, al momento della vittoria, piangeva già mezzora prima di salire sul palco.

    La finale

    La Gialappa’s Band ha chiuso il 63esimo Festival con una missione: far dire (alla maniera di Ruzzle) il cognome della vera vincitrice di Sanremo 2013 Luciana Littizzetto. Come tradizione hanno raggiunto alcuni dei 14 campioni in gara telefonicamente e chi più e chi meno disponibile (Annalisa Scarrone) hanno detto LIT-TI-ZET-TO. A partecipare: i Marta sui Tubi, i Modà, Elio e le Storie Tese e Simona Molinari. Dopo il “gufo con gli occhiali” un altro tormento dei terribili tre. Ma rileggiamo le migliori battute dell’ultimo capitolo di Mai dire Sanremo.

    I Marta sui Tubi si dimostrano subito geniali e disponibili quando citano il nome del vero vincitore di questo Festival: NARDINOCCHI. Quando salgono sul palco gli Almamegretta, il signor Giorgio si chiede come mai Raiz canti sempre con la faccia di uno che ha appena sentito un peto in ascensore. La regia del Festival indugia sulle gambe dell’étoile Eleonora Abbagnato, in un accavallamento degno di Basic Instinct e i tre Gialappi sono certi: ‘La Abbagnato è seduta come un calciatore, ha la patata di fuori‘.

    Dopo aver insinuato una presunta rinoplastica per Daniele Silvestri, i nostri tre ammettono che sì c’è stato un cambio di look: il romano si è lavato! E hanno un dubbio sull’esperto di linguaggio Lis che accompagna il cantante sul palco: ‘È uno bravo o è Jerry Calà?‘. Quanto l’orchestra, poi, accompagna l’esibizione per il signor Giorgio non c’è dubbio: ‘È il gioca jouer!‘. Raggiunto telefonicamente Raiz, scoprono che il cantante napoletano non ha nessun pregio e sua madre ha paura di lui. I tre ringraziano perché si sono persi la canzone dei Modà e iniziano a commentare il look di Bianca Balti: il suo shatoush è orrendo, come il suo vestito e i suoi candelabri alle orecchie. Sospettano che abbia anche qualche problema di equilibrio a causa dei pesanti gioielli.

    Arriva Maria Nazionale, la ‘sempre fine’ cantante napoletana per vestirsi ‘ha dovuto disfare una Croma‘ e il suo abito carta da zucchero - come pensa l’Accademia del Galateo - doveva essere di tue taglie più grande. Per il signor Carlo, l’attacco ricorda Sorry seems to be the hardest word di Elton John ‘ma, poi, purtroppo’ cambia. Maria Regionale ricorda per i tre Gennaro del duetto Gennaro e Louis che li accompagnava a Mai dire Gol negli anni ’90. Il verso ‘la tua frenesia‘ del testo è chiaramente riferito a un uomo che ha fallito e ‘dopo 30 secondi è già a farsi la doccia‘. Annalisa Scarrone era incaricata di pronunciare LIT e non lo fa: apriti cielo! I Gialappi si chiedono se il verso ‘prendimi, comprami’ sia un inno alla prostituzione. Lutz Forster nel suo numero va molto al di là di Don Lurio in Testa, spalla‘ e indossa la giacca di Scialpi. Annunciano che la Abbagnato ha le mutande e mentre Lutz lascia il palco dicono che voleva baciare Fabio Fazio.

    Si scatenano sul look di Max Gazzè: ‘ma uno normale al Festival, no?‘. L’occhio ceruleo è un omaggio a David Bowie o al nano del Trono di Spade, per loro, perderà tre postazioni in classifica. Profonda gioia per i Marta sui Tubi che pronunciano ZET, mentre i tre rimproverano e insultano Annalisa per il mancato Lit. Le danno della cialtrona, Marco ammette che ‘smetterà di difenderla nei bar‘ e dirà che Emma è molto meglio di lei. Arriva Malika Ayane, per il signor Giorgio è la prova che le bionde vere non esistono e che il nero non sfila sempre e di un ignaro trombettista si chiede se suoni o sbuffi. Telefonata con Chiara Galiazzo che si è scordata di dire LIT, ma la ragazza di X Factor si dimostra più carina e non viene insultata come Annalisa.

    Arrivano gli Elio e le Storie Tese, in versione grassa e la Gialappa’s scoppia a ridere. Per il signor Giorgio Elio ricorda Adam Grapes, l’uomo delle scommesse di Sky Sport. Gli Elii piazzano senza problema il loro TIZ e manca solo il TO di Simona Molinari e il nome è quasi completo. Al vincitore Marco Mengoni dicono che indossa la vecchia divisa del Milan (Giorgio), mentre Marco legge la battuta di un fan: ‘Pensava fosse un gatto in calore, invece, era Mengoni‘. Si contattano i Modà per recuperare LIT, il signor Giorgio dice: ‘Se vuoi dire mi piace la figa, lo puoi anche dire, ma devi dire LIT‘. Arriva sul palco Luciana in braccio a Martin Castrogiovanni che viene subito paragonata a Rockfeller e si chiedono dove il rugbista abbia la mano.

    La presenza sul palco di Amos, figlio di Andrea Bocelli, fa urlare al nepotismo al signor Giorgio. E del 18enne dicono che ha i capelli disegnati e si chiedono perché assomigli a un indiano. Il maestro Andrea De Marco, che li ha accompagnati, in queste serate sottolinea che quando era piccolo la madre gli diceva sempre: ‘Quando andavo in bagno cantavo Bocelli e mi diceva attento che diventi cieco‘, pessimo! Birdy per i tre ‘puzza di Adele‘ e si chiedono come mai dai talent italiani escano delle ciofeche mentre in Inghilterra ci siano questi talenti. Il signor Giorgio ripete una battuta su Bar Refaeli che se dovesse sposare Bruno Tabacci diventerebbe Bar Tabacci.

    Torna Bianca Balti sul palco e il signor Marco è sicuro: indossa quegli orecchini per nascondere le orecchie enormi! Il signor Giorgio fa notare che il link al regolamento del Festival non funziona perché lo stanno riscrivendo. Gli Elio e le Storie tese si spazientiscono con il pubblico che continua ad applaudire prima che la canzone finisca: sono degli Aristogatti. Sul nome nuovo degli Elii, i fan si scatenano: Olio e le Storie Tese o Elio e le Storie Obese. O Elio sotto la pancia nasconde Nardinocchi. I Modà salgono sul palco e dicono LIT: missione compiuta ‘Annalisa non esiste più’. Ci ricordano perché i Modà sono diventati famosi, prima cantavano ai matrimoni e ai divorzi. Per il signor Marco, poi, se Mengoni fosse un giocatore di calcio sarebbe imbattibile per quella finta che fa con l’occhio. Mengoni viene premiato e il leone ‘lo prende con il ciuffo‘. Citando Bisio, il signor Carlo saluta il pubblico e dice: ‘Vi raccomando la prossima volta che votate al Festival, fatelo fare a un norvegese‘.

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