Sanremo 2013, ecco il nuovo Festival targato Rai

Sanremo 2013, ecco il nuovo Festival targato Rai

La Rai detta le linee guida di Sanremo 2013: nessun ansia da Auditel, più qualità, limitazioni alle major e ai talenti da Talent

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    Archiviato (o quasi) Sanremo 2012, il direttore del Dipartimento Intrattenimento Rai Giancarlo Leone può finalmente illustrare alla stampa la ‘rivoluzione’ prevista da Viale Mazzini per il Festival, tutta curata dalle amorevoli mani di Mamma Rai. Elenca, quindi, i quattro punti chiave intorno cui ruota ‘la riforma di Sanremo’, una vera e propria rifondazione che mira a ‘liberare’ il Festival dalle major, dai personaggi mediaticamente sovraesposti (in primis i talenti da talent) ed esaltare le risorse interne. Una rivoluzione (im)possibile?

    Giancarlo Leone è entusiasta del progetto ‘nuovo Sanremo’ e in una lunga intervista al Correre della Sera non manca di approfondire i cardini della rivoluzione accennata nei giorni scorsi, a Festival 2012 in corso – creando non pochi imbarazzi nel rapporti già logori tra direzione artistica e Rai -. Ma leggiamo le linee guida per Sanremo 2013 tracciate da Leone al Corriere della Sera.

    Primo: ‘Fare ascolti ma non pensare a loro in prima istanza. Un Festival non deve arrivare necessariamente al 50% di share. Se si alza troppo l’asticella di rischia di provocare dei guai’. E la Sipra già trema…

    Secondo:’ La qualità della musica e degli autori è fomandamentale. Aver messo in piedi un festival in tre mesi è stato un miracolo e va riconosciuto a Mazzi, Morandi e Presta. Noi contiamo di avere 8 mesi davanti.

    Terzo: ‘La pluralità dell’industria discografica. Le major fanno un gran lavoro, ma sarebbe bello avere le tantissime etichette indipendenti che non hanno accesso a una manifestazione così importante.

    Quarto:’ Stare attenti al mix degli artisti che deve essere adeguato e tenere presente l’eccessiva esposizione televisiva di alcuni. Non è forse un caso che i primi tre classificati di quest’anno vengano, in modo diversi, dai talent’.

    Un piano senza dubbio ambizioso, che però sembra partorito da qualcuno molto lontano dal mondo della televisione.

    Certo, le rivoluzioni mirano a scardinare lo ‘status quo’, ma finché non si sgancia la tv pubblica dagli ascolti e dal mercato tv sembra impossibile ragionare sull’evento della stagione della Rai sciolto dall’Auditel. Già quest’anno si contano i ‘danni’ per una gestione poco oculata delle inserzioni pubblicitarie (come del resto accaduto per lo show di Fiorello); se davvero poi dovesse affermarsi la ‘linea Leone’, l’anno prossimo ci sarà da divertirsi.

    A tutto questo Leone aggiunge l’intezione di lasciare a casa i superospiti stranieri, con annessi cachet stellari (il che, alla luce delle ultime edizioni, ci sembra una scelta saggia e di buonsenso): ‘In Italia abbiamo i talenti per poterlo fare. Geppi Cucciari ne è la dimostrazione‘, dice Leone, intenzionato a puntare per il prossimo conduttore a risorse interne (o quasi). ‘In Rai abbiamo grandissimi artisti come Antonella Clerici, Carlo Conti, Fabio Fazio, Fabrizio Frizzi, Baudo: Ma anche fuori da Viale Mazzini ci sono artisti altrettanto importanti. Penso a Maria De Filippi, che da sempre vuole misurarsi con un evento come Sanremo (?!, n.d.r.). Penso a Brignano, ad Arbore‘, conclude Leone.

    Beh, a parte che tra i nomi elencati Fazio e Clerici hanno già dato – ed è difficile che vogliano bissare l’esperienza – e che Baudo ormai ha conquistato il record di Festival condotti, sembra quasi ‘inevitabile’ che Carlo Conti (sempre tra i primi ad essere indicati alla conduzione del nuovo Festival) possa finalmente conquistare l’Ariston. Ci sfugge, però, cosa voglia dire Leone in merito alla De Filippi. Se si rferisce al fatto che dal 2009 la De Filippi pensa a un contro-Sanremo, allora il senso del ‘volersi misurare col Festival‘ acquista la connotazione di una ‘stoccatina’. Se vuol far intendere che da sempre la De Filippi ambisce alla conduzione del Festival, beh ci sentiamo di contraddire il direttore. A parte che l’Ariston l’ha già calcato con successo (e solo per l’amicizia che la lega a Bonolis), Nostra Signora degli Ascolti è stata fin troppo chiara in merito: la macchina ‘telecomandata’ di Sanremo non le interessa.

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