Sanremo 2013: Claudio Bisio e il monologo sugli ‘elettori impresentabili’

Claudio Bisio ospite di Sanremo 2013 fa un monologo su politici e soprattutto su elettori impresentabili

da , il

    Claudio Bisio a Sanremo

    La serata finale di Sanremo 2013 non rinuncia al momento dedicato alla satira con Claudio Bisio, nelle vesti pressocché inedite di autore di monologo. La partenza del suo intervento non è entusiasmante né priva di qualche tempo morto, ma lo storico conduttore di Zelig si riprende sul finale, virando come il contestatissimo Maurizio Crozza sulla satira politica, ma più all’acqua di rose.

    Probabilmente più a suo agio nei panni di conduttore o di attore, come dimostrato dal successo a Zelig e soprattutto con Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, comincia con una partenza davvero soft. Lasciando intendere le costrizioni imposte alla creatività dalla par condicio, scodella una serie di battutine di riscaldamento. Giusto per non provocare delusioni prepara il terreno ricordando quanto sia difficile arrivare ai livelli quasi ultraterreni raggiunti da Roberto Benigni sul palco dell’Ariston. Punta, dunque, sulle false partenze, chiedendo l’applauso e lo critica in quanto ‘promiscuo’: meglio fare una distinzione tra uomini e donne. Niente Divina Commedia per lui ma piuttosto solo Topolino, particolarmente interessante per la psicologia dei personaggi. Nonna Papera ha l’autorità di dar da mangiare alle galline e alle mucche, Clarabella e Orazio insolita coppia che non riesce ad avere figli, lo strano mix di Qui Quo e Qua in cui al secondo toccano solo le preposizioni o le congiunzioni.

    Lo stacco arriva quando si riferisce a ‘loro’ e poi nega di aver parlato dei politici, piuttosto parla degli italiani che li hanno votati e ammonisce: ‘Se guardate i politici è impressionante come ci somigliano: c’è l’imbroglione, il servitore di due padroni, quelli che cambiano casacca alla velocità dei ‘razzi’, il professore universitario che sa tutto lui, quelli che vanno al Family Day e hanno due famiglie‘. Tra il dire e il fare per molti italiani ci sta di mezzo la chiacchiera: ‘Io sono cattolico ma a modo mio…se divorzi sono Casini.. sei comunista e devi mangiare i bambini, tirar su il muro di Berlino, vedere film delle Corea del nord’. Ma i luoghi comuni sono anche nella gente normale tra cui si nascondono quegli elettori ‘impresentabili’ capaci di essere negozianti e ‘lamentarsi del governo ladro senza aver mai rilasciato uno scontrino‘. Peggio ancora è chi vende il proprio voto per un po’ di soldi, forse sostituire l’elettorato italiano con quello danese potrebbe essere una soluzione: finalmente si potrebbe vedere il nuovo premier dall’aria normalissima che dice cose normalissime e va in tv due e tre volte l’anno. E un Bisio non strabiliante chiude così il suo intervento, sulle note de L’Italiano.