Sanremo 2012, vincono le donne (e i talent)

Sanremo 2012, vincono le donne (e i talent)

    62mo Festival della canzone italiana   Serata Finale

    Strano Festival quello appena finito: annunciato come il Sanremo delle donne, vista la massiccia presenza femminile nel cast dei Big, è stato poi inondato di critiche per l’immagine della donna offerta dal siparietto di Belen e della sua farfalla tatuata, come se alla fine cinque giorni di spettacolo potessero essere rappresentati da 20” di consapevole esibizione di sé. Ma il podio ha rimesso ordine: tre donne, tre diverse canzoni, tre stili artistici, tre racconti di vita, premiati da pubblico a casa, dalla giuria tecnica e dalla stampa, cui va aggiunta Nina Zilli, scelta dalla direzione artistica per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Ma è anche l’affermazione dei talent: sul podio salgono Amici e X Factor e anche un giovane talento, scoperto da Sanremo Giovani 2009 e approdato nella grande famiglia tv come giudice proprio di X Factor. Come a dire che se la donna in tv non è solo spacchi e scollature, neanche i talent sono solo tv trash.
    Il tutto nella serata in cui Geppi Cucciari si ‘candida’ a condurre un prossimo Sanremo, chiudendo la sua brillante partecipazione ricordando alla stampa, distratta da Belen, una cooperante italiana prigioniera da 117 giorni.

    Nel Festival accusato di aver restituito l’immagine della donna-oggetto, Geppi Cucciari chiude la sua brillante e convincente partecipazione ricordando alla stampa italiana Rossella Urru, cooperante italiana rapita in Algeria 117 giorni fa e sostanzialmente ignota al grande pubblico. ‘Spero che se ne parli e che siano anche queste in Italia le donne che fanno notizia‘ dice Geppi, che sposta quindi l’attenzione sul trattamento della donna da parte della stampa. Occhi puntati su Belen, silenzio totale su una donna che ‘ci rende orgogliosi di essere italiani‘, dice la Cucciari. E non è un caso se in sala stampa, di fronte alle tre ‘vincitrici’, si faccia riferimento alla bionda, alla mora e alla rossa… tutto torna.

    Dopo 13 anni ci sono tre donne sul podio: tre donne sul podio che oscurano le tre showgirl, soprattutto l’inutile Ivana Mrazova, capace di rinverdire i fasti di Antonella Elia offendendo lo sponsor (‘Uff, pesano i fiori di Sanremo…’). Un podio che dimostra come i talent show, nelle forme ‘classiche’ come Amici e X Factor o in quelle meno televisive dell’accademia di SanremoLab (ora Area Sanremo) che incoronò Arisa, non sono solo trash. O meglio nella sostanza non lo sono, magari gli autori ce la mettono tutta per trasformarli in discariche. E questo è un altro ragionamento.

    La questione rimbalza anche in conferenza stampa: a chi fa notare alle tre ‘vincitrici’ lo sdoganamento del talent grazie alla loro affermazione, ciascuna dà una propria lettura.
    Noemi: Alla gente che ascolta musica non importa nulla della provenienze: l’importante è chi sei, quello che canti, essere coerenti con se stessi.
    Arisa: La differenza per chi partecipa a un talent show è il bacino d’ascolto: in questi casi i vota anche la simpatia e l’amore che hai per un personaggio.
    Emma: Se hai un fuoco dentro, che tu venga da una cantina o da Amici, che per me è arrivato a 26 anni, arrivi alla gente. La questione dei talent è un modo degli altri per nascondersi dietro a uno schema e a un pregiudizio.

    Beh, Emma ha ragione: in qualche modo la Golden Share su Noemi dimostra che i talent sono trampolini importanti, ma da cui pochi sanno davvero tuffarsi per affrontare la gara vera, quella del mercato e della credibilità. Emma e Noemi ci sono riuscite, non vanno più ‘ricordate’ o considerate come ‘figlie di talent’. Ora attendiamo i tabulati, ma Sanremo 2012 intanto si scrolla di dosso l’immagine di Festival misogino.

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