Sanremo 2012, Rocco Papaleo rivelazione: il Festival (e non solo) ringrazia

Sanremo 2012, Rocco Papaleo rivelazione: il Festival (e non solo) ringrazia

Rocco Papaleo è la vera rivelazione di Sanremo 2012: umile, divertente e, soprattutto, mai fuori posto, l'attore ha fatto davvero un ottimo lavoro

da in Festival di Sanremo 2012, Festival di Sanremo 2013, Rocco Papaleo
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    La rivelazione di Sanremo 2012? Non è Adriano Celentano. Neanche Gianni Morandi. Ivan(k)a? No no, assolutamente: la sua utilità sull’Ariston è pari a quella di Gigi D’Alessio nel duetto con Loredana Bertè e Macy Gray sulle note della stupenda Almeno tu nell’universo. La rivelazione di quest’anno porta il nome di Rocco Papaleo, che, almeno finora, non ne ha sbagliata una (o forse sì: ha provato a ironizzare sulla reazione delle associazioni gay alle battute di troppo di Morandi, ma proprio non ce l’ha fatta, a tal punto che ha dovuto approfittare dell’arpista per spuntarla). E non parliamo soltanto dei siparietti divertenti e dei commenti spregiudicati agli abiti e alle forme abbondanti delle cantanti (da Emma Marrone a Silvia Mezzanotte) e delle showgirl (Belen, senza mutande; Canalis, più truzza che mai, e l’Anonima Talentuosa, sulla quale è inutile sprecare parole).

    Parliamo anche di umiltà: il comico ha saputo intervenire al momento giusto, senza rubare la scena a Morandi, per una conduzione che, tra l’ironia del primo e la semplicità del secondo, potrebbe dirsi riuscitissima (gaffe dell’ultima ora permettendo).

    Per chi non lo sapesse, Rocco Papaleo è attore, comico e anche cantante, ma non solo. Pensate che prima di intraprendere questa carriera volle tentare la strada della matematica, senza riuscirci, certo, ma questa è tutt’altra storia. Chissà se nel 1985, quando esordì a teatro con Sussurri rapidi, si aspettava di vincere, nel 2011, il David di Donatello come miglior regista esordiente per Basilicata coast to coast, e di condurre assieme all’eterno adolescente uno tra i Festival più discussi della storia. Sicuramente no, ma il talento c’era già da allora, visto il successo avuto nel corso degli anni: Classe di ferro, Con gli occhi chiusi, I laureati, Ferie d’agosto, Barbiere di Rio e Senza parole sono soltanto alcuni dei film che hanno scandito la sua bellissima carriera.

    E a questi potrebbe aggiungersi – lo saprete senz’altro, ma ribadirlo non fa mai male, soprattutto in casi come questo – il risultato ottenuto in occasione della prima serata di questo Festival: il picco d’ascolti di lunedì non c’è stato con il discorso del Molleggiato, contro il quale sono stati rivolti attacchi da tutti i fronti (e non ingiustamente), ma proprio con lui.

    Al suo ingresso i telespettatori sono arrivati a 16.5 milioni, cifra superata, strano ma vero, soltanto dai Marlene Kuntz.

    Voleva finire in prima pagina ed eccolo qui. In fondo, se lo merita. Bravo, Rocco!

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