Sanremo 2012, Pierdavide Carone: ‘L’esclusione mi è servita’. A Nanì il Premio della critica?

Dopo l'esclusione Pierdavide Carone si gioca concorete chance per il podio di Sanremo 2012 e anche per il Premio della Critica

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    Intervistato dalle nostre colleghe di Music Room, Pierdavide Carone ha confermato il carattere disponibile e la sua concreta, solida, viscerale identità di cantautore, decisamente lontana dal cliché del talento da talent. Lui che un Sanremo lo ha già vinto, deve aver vissuto ogni momento di questa esperienza diretta sul palco dell’Ariston come un ‘master di alto perfezionamento’ dopo l’accademia di Maria De Filippi, dalla quale non è uscito vincitore ma che di certo l’ha imposto all’attenzione del mondo discografico e autoriale italiano. Come definire la sua collaborazione con Dalla se non un ‘dottorato di ricerca’?

    Magari Per tutte le volte che non ha rappresentato la ‘vetta’ della sua produzione artistica, ma quel ‘in tutti i luoghi e in tutti i laghi(tanto discusso sul piano linguistico-narrativo e portato al successo dalla voce di Valerio Scanu a Sanremo 2010) si è installato nella memoria di pubblico, critici e media, raggiungendo l’obiettivo che ogni autore vorrebbe raggiungere, essere ricordato.

    Difficile che gli assidui telespettatori di Amici non ricordino gli inediti con cui si è imposto nel talent di Maria De Filippi (Jenny o La Ballata dell’Ospedale): quella sua vena ironico-surrealista ha lasciato il posto a una scrittura più ‘sentimentale’ arrivata ora a Sanremo con la benedizione e il tutoraggio eccellente di Lucio Dalla. ‘Essere paragonato a Dalla è un onere e un onore: sappiamo tutti cosa ha rappresentato 4 marzo 1943 in Italia ed è una canzone che è stata esportata tanto, ed esportata bene, all’estero‘.

    Insomma, il ‘rischio’ di una seconda vittoria diventa concreto, anche se la giuria demoscopica della seconda serata lo ha eliminato: ‘Doveva toccare a qualcuno: ci sono 14 progetti tutti validi, ma alla fine l’esclusione è servita a far sentire una volta in più la canzone‘, dice Carone con onestà e modestia.

    Dato l’accresciuto peso della Golden Share della Stampa nella determinazione del vincitore di quest’anno, l’ipotesi quantomeno del podio non è poi tanto peregrina: e se non sarà vittoria, saremmo pronti a scommettere sul premio della critica Mia Martini. Magari perderemo (forte anche la candidatura di Finardi, senza contare Non è l’inferno di Emma Marrone), ma per delicatezza, toni e argomento (e per la presenza di Dalla), Nanì lo meriterebbe.