Sanremo 2012, Mazzi attacca Striscia e fa bene: ‘Iacchetti senza credibilità’

Gianmarco Mazzi è intervenuto sulla polemica sui voti della giuria, sollevata da Striscia La Notizia in modo assolutamente pretestuoso, e ha sottolineato che tutto era stato già comunicato in conferenza stampa

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    Ancora scontri tra Sanremo 2012 e Striscia la Notizia, forse spinta dalla chiara intenzione di Enzo Iacchetti di mettere i bastoni tra le ruote agli organizzatori e a Morandi (con il quale si è scontrato, lo saprete senz’altro, dopo i risultati delle selezioni di Sanremo Social). La conferenza stampa della finale, seguita da noi minuto dopo minuto, rappresenta l’ennesimo atto di una rappresentazione teatrale che continuerà ad assillarci anche dopo la fine del Festival: dopo il servizio mandato in onda da Striscia proprio ieri sera, infatti, il Direttore Artistico dell’evento, Gianmarco Mazzi, ha voluto mettere un punto alle critiche degli avversari, attaccando non soltanto il programma di Canale 5, che in effetti è stato a dir poco pretestuoso, ma anche uno dei suoi principali protagonisti, vale a dire il già citato Iacchetti. ‘[...] Striscia poi può fare quello che vuole – ha dichiarato in conferenza -. Striscia, pur di far polemica, si aggrappa a tutto: ma per star dietro a Iacchetti si rischia di bruciarsi la credibilità‘.

    Cosa è successo esattamente? Ve lo spieghiamo subito: per evitare che ulteriori disguidi impedissero per l’ennesima volta l’eliminazione dei cantanti in gara, così come è successo nella prima puntata, in vista della seconda puntata Morandi e Mazzi hanno pensato bene di muoversi con largo anticipo, facendo votare la giuria demoscopica alle 18.30 sulla base di versioni registrate e non live.

    Striscia, volendo puntare come sempre sul sensazionalismo, ha realizzato un video di protesta, senza considerare che in conferenza stampa era stato già comunicato tutto. Al peggio, insomma, non c’è mai fine, e Mediaset lo sa bene, visto che in questa settimana (prendete in considerazione, per esempio, l’atteggiamento di sufficienza con cui la D’Urso ha parlato di Sanremo, assieme alla Mussolini e ad altri ospiti in studio proprio ieri) non ha fatto altro che (cercare di) danneggiare la rivale. Per fortuna, senza riuscirci.

    Fino a che punto si può giustificare la concorrenza, quando c’è un programma nazionalpopolare di mezzo?