Sanremo 2012, Mazzi asseconda Celentano: ‘E’ vero, la Lei non lo voleva’

Sanremo 2012, Mazzi asseconda Celentano: ‘E’ vero, la Lei non lo voleva’

Mazzi 'cede' all'ultimatum di Celentano: conferma la sua versione, raccontando di aver saputo da Mauro Mazza che per il Dg Lei il Molleggiato era fuori da Sanremo 2012

    mazzi sanremo celentano

    Gianmarco Mazzi cede all’aut-aut di Celentano e inizia a ‘vuotare il sacco’ su quanto successo ieri pomeriggio nel corso delle trattative tra la Rai e Celentano per Sanremo 2012. Mazzi conferma che il direttore di RaiUno Mauro Mazza gli ha comunicato, ‘per iscritto‘, che la Rai aveva ‘bloccato la programmazione dei promo su Celentano‘ e poi ‘sempre per iscritto e in modo inequivocabile, che Lorenza Lei aveva detto che è fuori‘. Il direttore artistico si schiera quindi dalla parte del Molleggiato, sperando che tutto questo porti finalmente a un accordo.

    E’ un Gianmarco Mazzi irritato quello che inizia a rivelare all’Ansa i retroscena del bailamme scoppiato ieri intorno all’accordo tra la Rai e Celentano per Sanremo 2012. Dopo la bomba fatta scoppiare ieri dal Clan del Molleggiato e le accuse lanciate anche oggi da Claudia Mori, Celentano ha indirizzato a Mazzi un ultimatum secco a mezzo blog: se non racconti la verità su quanto successo ieri – e su come la Rai volesse farmi fuori – io a Sanremo non vengo. Questo il succo della lettera aperta apparsa poco fa sul suo sito e che ha decisamente messo in stand-by le trattative per la sua partecipazione al Festival.

    Gianmarco Mazzi non ci ha messo molto a rispondere, schierandosi dalla parte del Molleggiato e accettando il suo aut-aut: ne conferma la versione, dichiarando all’Ansa di aver ricevuto da Mauro Mazza per iscritto (dovrebbe trattarsi di sms) prima la notizia della sospensione dei promo di Sanremo dedicati a Celentano, quindi di aver saputo dal direttore di RaiUno che il Dg Lorenza Lei aveva deciso che Celentano era fuori da Sanremo.
    Rivela i retroscena a mezzo lettera, rispondendo così al Molleggiato servendosi dello stesso mezzo adottato per lanciare l’aut-aut.

    Caro Adriano,
    mi sono molto impegnato in questi mesi per la tua partecipazione.
    A questo punto capisco che mi devo impegnare per difendere qualità e quantità del mio lavoro e mi rivolgo alla Rai. Sono pagato per quello e quello voglio raggiungere, così come ho sempre fatto negli anni. Per il resto non esprimo giudizi anche se mi piacerebbe tanto sapere quali uffici, e quali ufficiali, dovrebbero concordare i contenuti dell’intervento di Celentano.

    Non mi fido, preferisco che Celentano dica quello che vuole, anche perché in diretta può farlo liberamente, e a me (come a chiunque altro) sia data la possibilità di rispondergli se non sarò d’accordo. Il che è anche probabile.
    Rivedere dopo otto anni Celentano in tv e a Sanremo, rappresenta per la Rai e per me un successo artistico, professionale e commerciale.

    Se penso agli appelli fatti, tra gli altri, da un grande come Fiorello per avere Adriano nella sua trasmissione e al giusto sostegno dato dalla Rai, dico che da parte dell’azienda mi sarei aspettato più entusiasmo.

    Fino a un certo punto le trattative sembravano andare per il verso giusto, con gli accordi sul compenso chiusi in linea con il mercato attuale, addirittura al di sotto di compensi erogati negli anni scorsi per un evento importante come Sanremo (in ottemperanza alla corretta politica di contenimento dei costi imposta dalla crisi e voluta dal dg Lei) e Celentano ha potuto iniziare a lavorare. Sabato scorso ‘qualcosa si è inceppato: Mauro Mazza, direttore di RaiUno, mi comunica per iscritto che la Rai ha bloccato la programmazione dei promo su Celentano, decisione platealmente ostile e autolesionista, in una fase di trattativa ormai avanzata.
    Poi mi comunica, sempre per iscritto e in modo inequivocabile, ‘la Lei dice Celentano è fuori’, fatto confermatomi telefonicamente dall’avvocato Fiorespino che riferisce dell’invito della direzione generale a cercare ‘un’alternativa a Celentano’.

    Ribadisce inoltre i punti caldi su cui si sono interrotti le trattative, ovvero spot e libertà editoriale.
    Se sugli spot ‘abbiamo individuato presto una soluzione accettabile da Celentano e proponibile alla Rai‘, dice Mazzi, sulla libertà autoriale ‘mi sentivo particolarmente sicuro avendo avuto rassicurazioni dai vertici Rai e nessuna smentita alle dichiarazioni fatte in occasione dell’annuncio di Celentano‘, aggiunge il direttore artistico.
    Quando poi è giunta la bozza di contratto, con l’articolo 8 che garantisce ‘discrezionalità ed autonomia sui contenuti dell’intervento delle performance di Celentano che saranno concordati, unitamente alle modalità della sua partecipazione con i competenti uffici‘ è sceso il gelo. ‘Celentano mi ha guardato e mi ha detto ‘Secondo te, che dice questo contratto, sono libero o non sono libero?’. Non ho saputo rispondere‘, chiosa il direttore artistico.

    Si confermano, dunque, le accuse mosse dal Clan del Molleggiato a Viale Mazzini, rea di aver promesso a voce libertà editoriale e sospensione degli spot nel corso del suo (o suoi) interventi, e poi di aver presentato bozze di contratto opposte. In più Celentano è sicuro che la Rai stesse cercando in tutti i modi di estrometterlo dal Festival, provvedendo da un lato a rendere inaccettabile un accordo e dall’altro a metter su un dossier utile a spiegare alla stampa i motivi per cui ‘avrebbe dovuto’ rinunciare al suo superospite.

    Insomma la partecipazione di Celentano si è tradotta, come immaginabile, in una guerra vera e propria, con la Rai ‘impegnata’ a restituire la sua solita immagine censoria e ‘timorosa’ di ‘personaggi scomodi’, offrendo un’altra occasione d’oro a Celentano per vestire i panni del paladino del libero pensiero.
    Mazzi, dal canto suo, si dice ‘molto irritato’ per questo insopportabile teatrino e si augura che la Rai conceda al Molleggiato la tanto desiderata libertà autoriale. Come sempre la Rai si dà la zappa sui piedi da sola.

    999

     
     
     
     
     
    ALTRE NOTIZIE