Sanremo 2012, Luca e Paolo clown contro la Rai (video)

Sanremo 2012, Luca e Paolo clown contro la Rai (video)

Luca e Paolo hanno salutato Sanremo 2012 e il palco dell'Ariston con un siparietto ispirato alla preghiera del clown di Totò

    Ore 23.56. A Sanremo 2012 arrivano, quasi dimenticati (forse), Luca e Paolo, la cui prima apparizione sul palco dell’Ariston ha fatto discutere tutti, non solo per i temi trattati, ma anche per il linguaggio utilizzato, (s)fortunatamente non ai livelli di quanto è successo, e risuccederà senz’altro, con Adriano Celentano. Gianni Morandi li presenta; loro, con la solita aria da ragazzi della porta accanto, ispirati dalla preghiera del clown di Totò, danno inizio a un siparietto che, anche se non d’impatto, ‘regala’ a mamma Rai e qualcuno di nostra conoscenza, la simpatica (mica tanto) Lorenza Lei, una di quelle figuracce indimenticabili. ‘O Signore dei Comici – comincia così Luca -, protettore di pagliacci e saltimbanchi, anche stasera, come sempre, noi ti ringraziamo di averci dato il nostro pane quotidiano: il pubblico. Fa’ che si divertano e che ridano di noi‘. Non scoppiano tutti a ridere, ma è solo l’inizio.

    Paolo continua: ‘Sappiamo che nel flebile fascio di luce del riflettore che fa brillare i nostri volti sul palco semibuio c’è anche un po’ della tua luce, che è una luce più grande e resta accesa sempre, anche dopo lo spettacolo‘.

    Luca: ‘Signore, ti ringraziamo per il senso dell’umorismo, che ci fa guardare il mondo e le persone, i nostri trionfi e le nostre miserie, senza mai crederci troppo. Come forse, Signore, dall’alto dei cieli, ci guardi tu.

    E chissà che risate ti fai‘.

    Paolo: ‘Ti prego, Signore, fa’ che quel senso dell’umorismo possano avercelo tutti, nella misura che decidi tu, anche solo un pochino, ma tutti. Lui, lui, lui, ma anche lei, ma soprattutto Lei!

    Luca: ‘E fa’ in modo, tu che puoi, che davvero nessuno quaggiù su questa terra, o su questo palco, si prenda troppo sul serio, dirigenti o cantanti, buffoni o direttori, ballerine o commissari, perché i cuori e le menti restino vigili all’ascolto delle parole importanti e non si perda tempo distratti dalle parole inutili o dalle parolacce‘.

    Paolo: ‘Prendici, Signore, prendici per come siamo: a volte brillanti; a volte mediocri; a volte umili; a volte presuntuosi; quasi sempre un po’ str***i… Scusate! E se puoi, facci un applauso anche tu! Seppure nel tuo misterioso silenzio, ma faccelo. Perché tu lo sai, Signore, che abbiamo bisogno soltanto di quello. Signore… e signori, grazie‘.

    Grazie a voi.

    446

    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI