Sanremo 2012, I Soliti Idioti tra Giovanardi gay e il ‘vaffa’ a Marano (video)

Sanremo 2012, I Soliti Idioti tra Giovanardi gay e il ‘vaffa’ a Marano (video)

I Soliti Idioti mandano 'affan

    Morandi_bacio gay_seconda serata_sanremo2012

    Ci mancavano davvero solo I Soliti Idioti in questa giornatina rilassata di Sanremo: Antonio Marano è appena arrivato a Sanremo 2012 e già si becca un sonoro ‘Mavattelaapijand…’ da Ruggero De Ceglie, personaggio chiave del repertorio del duo comico diventato cult tra i giovanissimi. Father & Son mettono su con Morandi un siparietto in stile ‘Baudo 1995′ (ovvero finto suicidio dalla balaustra della Galleria) e chiudono con in ‘grazioso’ invito al vicedirettore generale Rai. Ormai la sensazione è che il Festival sia scappato di mano a tutti. O forse Marano ha già ‘messo mano’ al Festival e cancellato l’annunciato sketch del duo su Giovanardi? No state tranquilli, c’è anche quello.

    Appare gratuito e fuori luogo la battuta finale del primo (ore 22.05 circa) sketch dei Soliti Idioti nella seconda serata di Sanremo 2012: al termine di una personale versione di Del Blu Dipinto di Blu (ormai cantano tutti, Luca e Paolo – e ancor prima gli Elii - hanno fatto scuola) Ruggero De Ceglie (alias Francesco Mandelli) chiude lanciando la pubblicità. Fin qui niente di male: peccato che mandi praticamente ‘affan…’ tutto il Festival con ‘citazione’ particolare per Marano. In attesa del video, vi rinfreschiamo la memoria, proponendovi il video ‘originale’ di SuperPippo e il suicidio sventato (tutto finto, eh). La loro gag campa praticamente su quello, aggiungendo qualche elemento del repertorio tipico al personaggio dell’imprenditore evasore e furbetto).

    Alla fine l’omaggio a Marano: certo il pezzo dei Soliti Idioti fa molti riferimenti a quanto successo tra ieri e oggi al Festival (‘Aho, ho visto Pupo che faceva Shakespeare! … ‘La Mrazova c’ha 80 anni, il collare, mo’ dovemo paga’ la pensione pure a lei?‘) e fa scivolare un ‘Giovanardi’ in una gag che nulla ha a che fare con la politica. Che il gentile omaggio a Marano nasca proprio da qualche ‘censura’ dell’ultimo minuto seguita al suo arrivo al Festival?

    Prima di proseguire, li rivediamo nell’anteprima.

    Ma tornano alle 23.00 nelle vesti degli (im)moralisti, MariaLuce e Giampietro.
    Omaggiano i Gialappi con ‘Stile Libero’ (frase tormentone di quest’anno dopo il Gufo con gli occhiali dello scorso anno) e scatta gag sui pregiudizi verso i ‘diversamente colorati’ con annessa canzone, E’ Normale, tormentone dei personaggi.

    Ricompaiono apparizione alle 00.05 proprio con l’annunciata gag sugli omosessuali: mettono in mezzo Gianni Morandi (che diventa Johnny Dorelli) per i loro siparietti sull’orgoglio gay (che secondo noi battono sui luoghi comuni e sugli stereotipi più ritriti e non rendono un buon servizio alla causa che dicono di abbracciare). E scatta altra loro canzoncina di repertorio, nella quale scatta immancabile Giovanardi.

    Omosessuale
    Lo capisce anche mia nonna che è lo stesso di essere donna
    Senza il ciclo mestruale …
    Giovanardi tu che ti venti di essere normale
    Intransigente nella sua scelta genitale
    Prima o poi vedrai che c’è un dubbio che ti assale
    Sarò mica omosessuale….

    Vabbé, in basso il video tratto dalla seconda serata del Festival.

    I Soliti Idioti l’avevano anticipata a Il Messaggero e del resto i due hanno dichiarato solo poche ore fa di aver accettato l’invito solo dopo aver avuto tutte le certezze possibili sulla propria libertà autoriale. E alla fine dello sketch Morandi domanda a Mazza, direttore RaiUno seduto in platea se questa cosa degli omosessuali possa creare problemi domani. ‘No eh, siamo nel 2012…‘ si rincuora Morandi che ripete troppe volte di non avere nulla contro gli omosessuali…. excusatio non petita, accusatio manifesta? No Morandi, non cadere nel tranello, ti preghiamo!

    E alla fine riescono a fare tutta la serata, con l’ultima comparsata alle 00.38 per cantare ‘
    ‘… e in effetti ormai ci siamo. Anche questa di repertorio.

    Beh, una presenza davvero imperdibile, partita con un vaffa al vicedirettore generale Rai, continuata con un ‘Vai Caz***’ (loro slogan) di Ruggero, proseguita con un’escursione negli stereotipi sull’omosessualità con Giovanardi infilato giusto per dire ‘qualcosa di sinistra’ e terminata con ‘Buongiorno mamma, buongiorno nonna, buongiorno moglie, buongiorno cesso…‘. Beh, non è meglio il turpiloquio intelligente di Luca e Paolo? Mauro Mazza batti un colpo… ne riparliamo domani in conferenza stampa.

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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