Sanremo 2012: ‘I fischi a Celentano una buffonata Rai’ dice la Mori. E gli applausi?

Sanremo 2012: ‘I fischi a Celentano una buffonata Rai’ dice la Mori. E gli applausi?

I fischi dell'Ariston a Celentano sarebbero una buffonata organizzata dalla Rai, secondo Claudia Mori

    62mo Festival della canzone italiana   Serata Finale


    Dopo la standing ovation della prima serata, la predica di Celentano a Sanremo 2012 raccoglie fischi. Per Claudia Mori si tratta di una ‘buffonata’ messa su dai detrattori di casa a Viale Mazzini. Ma non si limita ad accuse generiche: arriva ad indicare il consigliere di maggioranza Antonio Verro (quello a cui Mazzi e Presta non sono mai andati giù) come il ‘mandante’ della contestazione. Scatta l’immediata solidarietà di Lorenza Lei al consigliere e la protesta del presidente Rai, al quale anche il secondo intervento del Molleggiato non è affatto piaciuto. Insomma, secondo la Mori i fischi sono stati pilotati: a noi viene il dubbio che lo siano stati anche gli applausi.

    Applausi sinceri e fischi pilotati? Beh, troppo facile archiviare le contestazioni dell’Ariston come frutto di un congiura e gli applausi scroscianti della prima serata come spontanea manifestazione di apprezzamento. Certo, in cinque giorni l’accoglienza dell’Ariston è completamente cambiata: nella serata in cui dichiarò che secondo lui Famiglia Cristiana e Avverire avrebbero dovuto chiudere (perché troppo interessati alla politica terrena e non ai temi sprituali) il teatro sembrava venire giù dagli applausi e lo show si concluse con una standing ovation; quando ha cercato di puntualizzare, tornando a parlare della stampa cattolica e affermando di essere stato strumentalizzato, sono partiti fischi e proteste. Una condotta in entrambe i casi a nostro avviso eccessiva.

    Ma l’inattesa contestazione della platea, in realtà divisa tra l’amore e la stima per il Celentano cantante e la noia e la stizza per le suevesti da predicatore, non è andata giù al Clan e soprattutto alla moglie del Molleggiato, Claudia Mori, che uscendo dal teatro avrebbe incontrato il consigliere Verro. Stringendogli la mano avrebbe detto: ‘Complimenti per la buffonata che ha organizzato‘.

    Immediata la reazione del dg Lorenza Lei che ha diramato al volo una nota stampa per solidarizzare con il Molleggiato (‘Nessuno ha organizzato nulla e i fischi, così come gli applausi, sono fatti naturali‘ ha ovviamente sottolineato la Lei), mentre Paolo Garimberti tuonava contro l’ennesima dimostrazione di ‘cattivo gusto‘, non solo per il nuovo ‘attacco ai giornali cattolici‘ ma anche per ‘le teleprediche totalmente fuori contesto e il modo in cui sono stati trattati argomenti alti che andrebbero toccati in diverso contesto e con ben altro livello intellettuale‘. E dire che solo pochi minuti prima che le agenzie lanciassero il commento di Garimberti, dagli ambienti Rai (non meglio specificati dalle agenzie) arrivavano plausi al ‘lavoro corretto e attento‘ del Molleggiato: ‘C’è soddisfazione per il suo discorso, vicino agli uomini, alle donne, alla realtà. E’ stato bello ascoltarlo‘. Chissà chi ha avuto l’ardire di dire la propria senza aver consultato i vertici.

    Fatto sta che l’accusa della Mori sarebbe (usiamo il condizionale non avendo ascoltato in prima persona le sue parole) un triste autogol, contrario ai principi della ‘libertà’ individuale cari a Celentano. Gli applausi vanno bene e i fischi no? Uhm, non torna…

    Intanto la stampa cattolica non esita a rispondere: se Famiglia Cristiana lo ha fatto a caldo via Twitter, l’Avvenire si affida al proprio sito internet.

    Cancellare uno schiaffo in faccia alla verità è difficile. Ed è difficile chiedere scusa a se stesso prima che a chiunque altro (nessuno di noi lo aveva preteso) allungando incredibilmente la lista dei presi di mira’, scrive il direttore Marco Tarquinio, ‘Difficile quasi come gridare, sperando di essere creduto, che Avvenire e Famiglia Cristiana sono fatti da giornalisti che non si curano di Dio e distolgono lo sguardo dalla vita e della morte degli uomini e delle donne del nostro tempo (lui dov’era quando Avvenire chiedeva alla Rai di far parlare quelli che lottano la vita e si misurano col dolore e la morte?). Ma probabilmente è ancora più difficile pensare di poter sostituire un indicativo condito di imperiosa malizia (Avvenire e Famiglia Cristiana devono chiudere definitivamente) con un condizionale ingeneroso e furbetto (andrebbero chiusi se). Non si prendono in giro milioni di persone, non si può pensare di riuscirci, neanche se si canta bene, si ottiene ‘carta bianca’ dalla Rai. Peccato. Davvero peccato‘. E la nota si chiude con un post scriptum: ‘Insomma, caro Celentano la delusione resta e s’aggrava. E come s’è capito ieri sera in diretta tv non è solo nostra‘.

    E non finisce qui…

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