Sanremo 2012, i cantanti scelti? Incapaci: ‘Mancano trasparenza e merito’

Sanremo 2012, i cantanti scelti? Incapaci: ‘Mancano trasparenza e merito’

Sanremo 2012 all'insegna del merito e del talento? Sanremo 2012 trasparente e pulito? Non proprio: ecco a voi le riflessioni del prof

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    La scelta dei cantanti che parteciperanno a Sanremo 2012 ha scatenato un vero e proprio vespaio, a causa dell’esclusione di artisti che, secondo i più, andavano assolutamente presi: chi ha contestato Morandi & Co. crede che tutto sia stato portato avanti, prendendo in considerazione non standard qualitativi di alto livello ma gli interessi del mondo discografico e commerciale. Lo ha gridato all’Italia intera Enzo Iacchetti, contro il quale Mazzi avrebbe intenzione di agire legalmente, ma non solo: nel web sta girando una e-mail del Movimento di Rinnovamento Culturale della Musica Leggera Italiana, scritta dal professore Nicolò D’Agostino che ha sottolineato come ‘ancora oggi l’intera organizzazione è affidata a discutibili valutazioni e professionalià, a discapito di tutti i giovani e di quanti riversano su di loro la speranza di vedere esprimere i veri talenti di una nazione in decadenza morale, artistica ed economica‘. La lettera è molto lunga e rappresenta l’altra parte dei telespettatori, quella che con Morandi (e con i talent show) non va assolutamente d’accordo.

    Come ogni anno – così esordisce il professore – la manifestazione è contraddistinta da feroci critiche nei confronti di coloro che, con libero arbitrio ma rispettosi di un discutibile Regolamento, effettuano le selezioni degli artisti, giovani ed affermati. Le critiche fatte dalla maggioranza dei partecipanti è la mancanza di trasparenza e meritocrazia nelle scelte che, a detta dei molti, sono condizionate da spartizioni e privilegi.

    Al Festival di Sanremo, insomma, andrebbe avanti chi è raccomandato e sborsa fior fior di quattrini per accaparrarsi un posto sull’Ariston; non tutte le canzoni meritavano di essere lì, soprattutto a fronte del fatto che le scelte – sottolinea – non sono state effettuate con trasparenza. In realtà, almeno a nostro avviso, negli ultimi tre anni il Festival è migliorato parecchio: si è aperto ai cantanti provenienti dai talent, attirando così l’attenzione del pubblico della De Filippi e non solo. Le canzoni portate in gara, tra l’altro, non sono scadenti, così come D’Agostino ha fatto intendere.

    Certo, una maggiore trasparenza non farebbe male a nessuno…

    Quello che dovrebbe essere il tempio della musica leggera italiana, quella popolare – prosegue il prof. – che ha fatto sognare intere generazioni di italiani, è diventato la ‘Piazza dei Mercanti’, trasformando il sogno dei giovani artisti italiani in un perenne incubo. [...] Già nel 2007 era stato posto il problema dì una selezione trasparente e meritocratica che ebbe un’iniziativa popolare, molto forte. [...] La proposta era quella di non affidare più a garanti di sistema, tipico da ‘repubblica delle banane’, le selezioni ma ad una Commissione di Qualità [...] formata da circa 12 elementi (musicisti, giornalisti di settore, dj e consumatori) che ascoltati i brani, numerati e resi anonimi i proponenti, formulava un voto che facesse scaturire una graduatoria ed una successiva immissione, sia giovani che affermati, al Festival di Sanremo.

    Le accuse di Nicolò D’Agostino e del Movimento che rappresenta sono davvero forti e da ciò che ha scritto – potete leggere tutto qui – sembra davvero che la questione non sia destinata a finire nel dimenticatoio.

    Che questo 2012, che ha portato con sé una serie ininterrotta di cambiamenti, sia l’anno della svolta? Ne dubitiamo, ma mai dire mai.

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