Sanremo 2012, i big: Eugenio Finardi ‘E tu lo chiami Dio’ (testo)

Sanremo 2012, i big: Eugenio Finardi ‘E tu lo chiami Dio’ (testo)

Il testo di E Tu Lo Chiami Dio di Eugenio Finardi per Sanremo 2012

    Finardi Sanremo2012

    Tra le sorprese di Sanremo 2012 c’è senza dubbio Eugenio Finardi, in gara tra i Big con E tu lo chiami Dio, di cui presentiamo subito il testo in anteprima. Il brano che si configura già tra i più impegnati di questo Festival, insieme a quello scritto da Kekko dei Modà per Emma Marrone (Non è l’Inferno). Finardi duetterà con Noa sulle note della versione Usa di Torna a Surriento (Surrender) – portata al successo da Elvis Presley – nella serata di giovedì 16 febbraio, qualla dei duetti internazionali intitolata ‘Viva l’Italia nel Mondo’. Per i duetti del venerdì, invece, spunta Peppe Servillo degli Avion Travel.

    Partiamo subito col testo di E Tu Lo Chiami Dio, brano di Eugenio Finardi per Sanremo 2012.

    EUGENIO FINARDI
    “E tu lo chiami Dio”
    (testo e musiche di Roberta Di Lorenzo)

    Vorrei volare ma non posso,
    E resto fermo qua
    Su questo piano che si chiama terra
    Ma la terra si ferma…
    Appena mi rendo conto
    Di avere perso la metà del tempo
    E quello che mi resta è di trovare un senso

    Ma tu, sembri ridere di me,
    Sembri ridere di me…

    E tu lo chiami Dio
    Io non dò mai nomi
    A cose più grandi di me
    Perché io non sono come te…
    Ma conosco l’amore
    Io, io che ho visto come te
    Dritto in faccia il dolore..

    Vorrei volare ma non posso
    e spingermi più in là
    Adesso che si fa silenzio attorno
    Ma il silenzio mi parla…

    Devo combattere con le mie lacrime,
    mica con una poesia
    E non c’è ordine nei letti d’ospedale
    Come in una fotografia rivedo
    dritta sulle spalle la mia figura..

    E tu lo chiami Dio
    Io non dò mai nomi
    A cose più grandi di me
    Perché io non sono come te…
    E tu lo chiami Dio
    Io non dò mai nomi
    A cose più grandi di me
    Perché io non sono come te…
    Ma conosco l’amore
    Io, che ho visto come te
    Dritto in faccia il dolore..

    E tu lo chiami Dio
    Io non dò mai nomi
    Acose più grandi di me
    Perché io, io sono come te…

    Eugenio Finardi torna così a Sanremo per la terza volta nella sua lunga carriera. Il suo debutto risale al 1985, quando si presentò all’Ariston con Vorrei svegliarti. Lo rivediamo nel video in basso.

    Tornà al Festival solo 14 anni dopo, nel 1999, con Amami Lara, pezzo ispirato alla celebre Lara Croft, eroina del videogioco cult del periodo, Tomb Raider, che ebbe anche una trasposizione cinematografica con Angelina Jolie protagonista.

    E dopo 13 anni, Finardi decide di riconquistare la ribalta sanremese, forse convinto e ‘confortato’ dalla presenza di Gianni Morandi. La spiritualità come bisogno primario dell’Uomo è al centro di E tu lo chiami Dio, brano che Finardi ha raccontato così: ‘La necessità di dare un senso alla nostra vita ancor più se non credenti, diventa un imperativo sempre più urgente nel complesso tempo in cui viviamo.
    Chissà perché ma non ci stupiremmo di qualche polemica sul testo.

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