Sanremo 2012, Celentano troppo caro? ‘Scelta di mercato’, dice la Lei

Sanremo 2012, Celentano troppo caro? ‘Scelta di mercato’, dice la Lei

Lorenza Lei interrogata dalla Commissione di Vigilanza Rai per i compensi in casa Rai: dominano le polemiche sul cachet di Celentano a Sanremo 2012

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    L’accordo per la partecipazione di Adriano Celentano a Sanremo 2012 è stato firmato (forse) e le polemiche per il suo compenso non si placano: le agenzie parlano di 300.000 euro a puntata, per un massimo di 750.000 euro totali, ma in tempi di ‘crisi’ tutto va bene per scatenare le solite storie ‘sull’amoralità’ di certi costi. Tra parlamentari che ipotizzano uno ‘sciopero della tv’ e altri che si domandano le ragioni di una tale spesa, il Dg Lorenza Lei ne risponde alla Commissione di Vigilanza Rai.

    Occorre diminuire le pretese e non accettare le esagerazioni, ma occorre anche considerare che c’è sempre il mercato‘: così Lorenza Lei ha risposto a quanti gli hanno chiesto del compenso di Celentano per Sanremo 2012 in Commissione di Vigilanza Rai, dove è stata ascoltata ieri in merito a diverse spinose questioni ancora aperte a Viale Mazzini. Tra le vertenze in oggetto i cachet degli artisti e dei dirigenti Rai, non ultimo ovviamente quello del Molleggiato all’Ariston che ha scatenato – come sempre – furiose discussioni di natura soprattutto politica. ‘La Rai opera in un mercato fortemente concorrenziale – ha chiarito il DG – In questo contesto non è agevole definire dei costi standard per figure artistiche e manageriali di più alto livello ed i compensi devono essere comunque commisurati ai risultati‘.

    La questione, come ovvio, non riguarda solo Celentano e non si riferisce solo al Festival di Sanremo, da sempre appuntamento di punta del palinsesto Rai. Certo è che i 750.000 euro concordati con il Molleggiato sembrano un’esagerazione a molti.

    C’è chi come il deputato Pd Marco Carra invoca l’intervento del premier Monti e del ministro Passera perché taglino, ‘nel rispetto dell’autonomia gestionale della Rai‘, il compenso di Celentano, giudicato ‘sproporzionato e immorale‘. ‘Non vogliamo minimamente mettere in discussione la qualita’ dello spettacolo che sarà offerto da Celentano – precisa il deputato PD – ma il governo deve essere consapevole che il pagamento di un cachet cosi’ elevato da parte della televisione di Stato non aiuta di certo la ricerca di quella coesione sociale fondamentale per uscire uniti dalla crisi‘. Beh, che Monti debba occuparsi anche di Celentano ci sembra eccessivo…

    Ma l’opposizione al cachet è politicamente ‘trasversale’: la senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice di Grande Sud, propone su Twitter ‘uno sciopero della Tv appena Celentano compare sul palco di Sanremo‘. ‘300.000 euro per ogni mezz’ora sono tanti per un predicatore francescano come Celentano vuol farsi passare. Tutto questo mentre stiamo facendo le pulci giustamente ai parlamentari, di meno ai consigli regionali, sinceramente molto agli italiani medi, oberati dalle tasse‘. La retorica si spreca.

    Ma chiudiamo con un tweet pubblicato da Roberto Rao, capogruppo Udc in Vigilanza, che ha ‘regalato’ in tempo reale sul social network le sue ‘impressioni’ su quanto stava avvenendo in quel momento in Vigilanza: ‘Sui compensi a Celentano il dg Rai invoca la concorrenza. Ma chi altro avrebbe offerto tanto per ospitare il Molleggiato?‘.

    Chissà perché, ma immaginiamo come adrà a finire: 300.000 euro per una sola ospitata fatta di silenzi. Se la colonnina dell’Auditel salirà a sufficienza saranno soldi ‘ben spesi’.

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