Sanremo 2012, Celentano divide l’Ariston: fischi alla predica, applausi al cantante

Questa volta l'intervento di Adriano Celentano non è durato quaranta minuti, ma la metà della metà

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    Nel bel mezzo dell’ultima serata di Sanremo 2012 Gianni improvvisa C’era un ragazzo – nessuno riesce a trovare Alessandro Casillo, e questo non piace né ai fan né al conduttore -, ma a un certo punto entra Celentano, il gelo minaccia l’Ariston e tutti i giornalisti della sala stampa costretti a seguirlo. Inizio alle 22.41. Fine? Non lo sappiamo. Intanto, canta e questo è un bene. Quali altre perle di saggezza proporrà questa sera, nell’attesa di scoprire il vincitore del Festival? Parte il discorso, ma prima lui beve un po’: ‘Quando sono qui mi si secca sempre la bocca, come mai? – così esordisce -. Sarà l’effetto Morandi? La corporazione dei media si è coalizzata in massa contro di me, neanche se avessi fatto un attentato allo Stato. Tra i quattro o cinque che mi hanno difeso mi ha colpito la voce di un prete, Don Mario. Grazie, Don Mario. Tu hai capito ciò che i vescovi hanno fatto finto di non capire. [...] Alla fine è solo la vostra piaga che diventa sempre più profonda, in quanto vi distolgono dal capire e allora cosa fanno affinché possiate non capire? Dal contesto del mio discorso estrapolano una frase, cambiando anche il modo dei verbi; ma io sono venuto qui a fare quattro chiacchiere con quei sedici milioni che hanno visto il Festival di Morandi per parlare della straripante fortuna che abbiamo avuto per essere nati‘.

    Dovremmo cercare in qualunque modo di tracciare una linea del carattere del Padre Nostro – continua -; anche se lontanamente, i tratti del suo volto, quasi come in una gara, per capire che, se c’è una via non ininterrotta, quella è la Sua.

    Su questi temi dovrebbe basarsi un giornale come Famiglia Cristiana o l’Avvenire, ma loro parlano della politica, della politica del mondo, e non della politica di Dio, perché Gesù era un politico, come Giuda [poi fa le opportune e dovute distinzioni, ndr]. Dal pubblico arrivano fischi e urla, ma non si capisce cosa siano. Perché dite ‘basta’? Dovreste farmi finire di parlare. Il pubblico urla: ‘Basta, vai a casa!‘, ma lui continua: ‘Io non ho il potere di chiudere il giornale, così come qualcuno ha fatto. Se i giornali fossero miei, certo io non li chiuderei, ma mi affretterei a rivederli. Per me potete stare aperti, ma almeno cambiate la testata‘.

    E continua su Dio: ‘Parlare di Dio significa mettere un insieme di validi disegnatori che siano in grado di raccontare ciò che è successo. La vita di Gesù deve essere un metro infallibile, che non può ridursi solo alla predica domenicale. E questo vorrebbe dire far rivivere la figurà di Gesù. Adesso potete fischiare‘. E parte con una canzone contro i funzionari dello stato, la chiesa, il popolo italiano.

    Entra Gianni Morandi a fine invettiva: ‘Adriano – dice -, grazie‘. A nome di chi, ci chiediamo noi. Il pubblico continua a rumoreggiare. Improvvisano una sceneggiata con il direttore d’orchestra Fio Zanotti, che finge di sbagliare la base (la solita minestra riscaldata, insomma). Entrambi bevono un bicchiere d’acqua. Qualcuno grida: ‘Siete un pezzo d’Italia‘. Un piccolo pezzo. ‘Lui è la parte del Nord‘, aggiunge Celentano. ‘Tu dell’Europa‘, urla qualcun altro. Ennesima pagliacciata sul palco dell’Ariston. Quando arriva il verdetto? Intanto, cantano uno dei pezzi storici di Adriano: Ti penso e cambia il mondo.

    Gianni Morandi: ‘Ritrovarmi insieme a lui mi ha molto emozionato. Sono veramente felice: Adriano ama la musica, ama Sanremo, ama i giornali [cosa? ndr], ama tutti, non odia nessuno‘. Gianni, hai provato a correggere il tiro. Ma non ci sei riuscito. E noi continuiamo ancora a chiederci quale sia il senso di tutto questo ambaradam in una serata sanremese. L’ultima, per giunta.

    La reazione di Famiglia Cristiana non si è fatta desiderare. Questa volta la redazione ha scelt Twitter per commentare il discorso del Molleggiato: