Sanremo 2012: Brian May strega il pubblico, momento imperdibile

Il momento più bello della terza serata di Sanremo 2012? Ce ne sono tanti

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    L’esibizione si è conclusa circa un’ora fa, ma difficilmente di Brian May al Festival di Sanremo 2012 non si sentirà più parlare. Non che ci fosse bisogno dell’evento più chiacchierato di tutto l’anno per ricordarlo, ma non capita mica tutti i giorni di avere in Italia il chitarrista dei Queen, che, non a torto, la rivista Rolling Stone ha inserito nella lista dei migliori di tutti i tempi (alla ventiseiesima posizione, per l’esattezza). Gianni Morandi e Josè Feliciano hanno preparato il terreno, assieme a Francesco Renga e Sergio Dalma, a un momento di quelli indimenticabili: il duetto tra Irene Fornaciari e Brian May (per non parlare di Kerry Ellis) terminato con una meritatissima standing ovation e le lacrime della prima (non tanto sconvolta dagli applausi, quanto emozionata, ne siamo certissimi, per essersi esibita dinanzi a un mostro sacro delle nuovissime, nuove, vecchie e vecchissime generazioni). Così come abbiamo già scritto nella blogcronaca della terza puntata, Irene, Brian e Kerry hanno prima proposto Uno dei tanti, per poi dare il via, su iniziativa del chitarrista, a una stupenda We will rock you.

    Brian May è stato autore di molti dei pezzi più belli dei Queen, quando all’epoca cantava Freddie Mercury, la cui presenza a distanza di anni e anni manca ancora e mancherà per sempre.

    Autore di Tie Your Mother Down, della stessa We Will Rock You, di Flash, Hammer to Fall, Who Wants to Live Forever, I Want it All, Save Me e The Show Must Go On, Brian è riuscito a riportarlo qui tra noi, per uno dei momenti più belli di tutto il Festival di Sanremo (assieme all’esibizione di Patty Smith, che ha portato sul palco Because the Night, pezzo che la cantante ha scritto insieme a Bruce Springsteen).

    Potevamo fermarci alla blogcronaca, ma per momenti televisivi di livello così alto serve molto di più. Grazie, Brian! Ciao, Freddie!