Sanremo 2011, Morandi pronto al bis (ma Mazza tituba)

Il Question Time di Sanremo 2011, il dopo Benigni

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    Sanremo2011 question time 18 2 2011

    Grande spazio nel Question Time del 18/2/2011 all’intervento di Roberto Benigni nella terza serata di Sanremo 2011, come ovvio: piena soddisfazione del direttore di RaiUno Mauro Mazza, apprezzamenti dal direttore artistico Mazzi per il testo di Gramsci portato sul palco da Luca e Paolo – anche se l’immagine di Gramsci sul palco dell’Ariston ha fatto sobbalzare qualcuno dalla poltrona, come si fa capire in conferenza stampa -, mentre il dg Rai Mauro Masi si è limitato in mattinata a dirsi felice degli ascolti record nella serata dedicata all’Unità d’Italia. La squadra del Festival è unita, i vertici un po’ meno.

    Prima di entrare nel merito del Question Time, ci teniamo a riprendere un passaggio delle dichiarazioni di Luca Bizzarri in conferenza stampa riguardo all’intervento su Gramsci: “Noi qui volevamo anche uscire dalle etichette che spesso stampa e pubblico finiscono per attaccarci… A me che quelle parole le avesse scritte Gramsci non me ne fregava niente, mi interessava il contenuto; non mi interessano le persone, mi interessano le situazioni, le idee, il costume“. E riprendendo un aneddoto raccontatogli da un giornalista dice: “Prendersela con una persona, magari storpiandogli il nome, è fascista; lotta, combatti, ma con le idee… ed è quello che abbiamo avuto intenzione di fare qui a Sanremo“. Come si fa a non pensare alle invettive di Fede dal Tg4 o alla Santanché? E i comici italiani si confermano i veri intellettuali… E poi una battuta al volo, tranchant, di Luca a un giornalista che chiede se il riferimento dell’aneddoto fosse riferito a Fede: “Ho detto gior-na-li-sta…“. E la sala stampa esplode in un immenso applauso.

    Ma eguiamo in diretta, come nostra abitudine, il Question Time di Sanremo in diretta su RaiUno. Lamberto Sposini continua a gigioneggiare, a inframmezzarsi alle domande e a lanciare rvm. Ma seguiamo il Question Time.

    14.14

    Videosigla del Question Time con il best of della terza serata del festival, dalla bandiera che ha abbracciato l’Ariston a Benigni a cavallo, dai Gaber e Gramsci di Luca e Paolo al Risorgimento di Bella cantato da Morandi e la sua ridondante ninna nanna sull’Inno d’Italia, tralasciando l’Inno di Benigni. Di certo rvm più avanti.

    Scongiurato l’effetto retorica, in agguato per la serata sull’Unità d’Italia, Sposini si dice orgoglioso di essere in Rai e introduce gli ospiti, da Simona Ercolani a Gianni Morandi accompagnato da Mogol, cui si deve il testo di Rinascimento.

    Ed rvm sintetico dell’intervento di Benigni, ancora senza Inno.

    Il direttore di RaiUno Mazza snocciola i dati d’ascolto e ricorda il picco di 19 milioni al termine dell’esibizione di Benigni: “Quello che ha detto e fatto Benigni spetterebbe alla classe dirigente, ma evidentemente non riesce a farlo. Onore a Benigni”.

    Sposini va da Morandi per commentare la commossa esibizione su Rinascimento e sulla sua versione dell’Inno d’Italia: grande emozione per il capitano Morandi, che non dimenticherà mai questa serata. E con la serata di ieri ha dato un altro sapore al suo tormentone ‘Stiamo Uniti’.

    Venegoni: “Rifaresti Sanremo?”

    Morandi: “Mi è piaciuto così tanto che se in questo momento Mazza cacciasse il contratto firmerei subito”. Ma Mazza tituba, mentre Mazzi è riconfermato direttore artistico.

    Rvm su Rinascimento, per poi spostare l’attenzione su Mogol, che racconta l’esegesi del testo e apprezza il senso patriottico uscito dalla serata, spesso oggetto di vergogna. Mogol rivela, inoltre, di aver avuto modo di contattare Bella, che ha mantenuto la funzionalità dell’emisfero destro: ora riesce a contare fino a 10 e non ha mai perso la capacità di ridere. “Mi sono commosso a sentire la sua risata…”. Bella è stato colpito da ictus il 16 gennaio 2010 e fino a poco prima ha lavorato con Mogol alla realizzazione di un’opera lirica, Storia di una Capinera, sulla quale stava lavorando da tre anni.

    Malvagni: “Complimenti per questo Festival, fatto dagli artisti più che dagli autori un po’ fiacchi: lo slogan è loro?”

    Morandi: “Beh, ma pensate sia facile montare una serata o un festival come questo, convincere gli artisti a fare i pezzi storici, contattare Benigni è un lavoro di squadra”.

    Ercolani: “E’ un programma completamente diverso dagli altri e per trovare la linea narrativa orizzontale, lo slogan ‘Stiamo uniti’ ci è voluto tempo. Pipi il festival è una macchina straordinaria che può contare sull’eccellenza della Rai, ma vi assicuro che stiamo lavorando tantissimo”.

    Morandi: “Voi non avete idea del lavoro che ci vuole: ieri sera con Benigni è saltata tutta la scaletta, gli spot e non sapete cosa è successo per mettere tutto a posto”.

    Rvm su Canalis che si dice orgogliosa di essere italiana, ancor più ora che vive all’estero e sul balletto di Belen su Nine (e ti pareva che non facevano ricicciare le due primedonne… a forza ce le mettono, eh!)

    Dopo il video chiede la parola la Ercolani: “Ieri sera le ragazze sono state attentissime al monologo di Benigni e si sono commosse: per la Canalis è stato difficile tornare sul palco”.

    Mangiarotti: “Convinto dell’emozione della Canalis ed è stato un momento leggero. Ma questa serata e il suo successo non ci dice che il pubblico è più intelligente di quanto si pensi”.

    Ovvia la risposta di Mazza (“L’ho sempre saputo”) e poi via di Raccomandati…

    Sui duetti, Morandi si dice dispiaciuto dell’assenza di Morgan: ormai l’Ariston per lui è maledetto.

    Attesa per De Niro, che avrebbero voluto ieri per l’Unità d’Italia: “Si sente italiano, vorrebbe votaare qui e forse parlerà italiano… “. Oddio, pessimi presentimenti per l’intervista di stasera, dopo quella di Garcia…

    Rvm su Luca e Paolo che prendono in giro La Russa, ieri in prima fila: “La Russa! Ma allora esiste davvero, non è una parodia… ed è ministro! C’è speranza per tutti….”. Ma Perché a Sanremo ride e a Ballarò si arrabbia?

    Rvm su Cutugno e Tricarico ne L’Italiano, tratto dalle esibizioni di ieri (i giornalisti fanno sempre più tappezzeria). Bella la presenza sul palco di 20 ragazzi di diverse etnie tutti nati in Italia che cantano “sono un italiano”… ed è così che Mazzi vuole ricordare la serata di ieri, un recupero del passato per rappresentare l’Italia di oggi.

    Pagnoncelli ricorda che stasera i Big saranno votati da televoto e orchestrali.

    In chiusura lo struggente Inno d’Italia cantato da Benigni.

    Sposini si scusa con i colleghi che oggi hanno dovuto fare scena muta e si dà appuntamento a domani.