Sanremo 2011, le pagelle dei Big

Sanremo 2011, le pagelle dei Big

Le pagelle dei critici italiani sulle 14 canzoni dei Big in gara a Sanremo 2011

    Sanremo2011 ilpalco

    Le 14 canzoni dei Big di Sanremo 2011 sono state ormai ascoltate da tutti e sciasuno avrà già individuato le proprie preferite. Diamo però un’occhiata alle pagelle date dai principali critici musicali italiani, partendo da Marinella Venegoni de La Stampa e di Mario Luzzatto Fegiz del Corriere della Sera, il veterano di Sanremo e memoria storica della kermesse. Promossi a pieni voti Tricarico e Vecchioni, con Van De Sfroos, giudizi variabili per Emma e i Modà, bocciate Giusy Ferreri, Anna Tatangelo e Nathalie. Divide Battiato.


    sanremo2011, Al Bano

    AL BANO – AMANDA È LIBERA
    Luzzatto Fegiz: “7,5. Dal vivo Albano è una macchina da guerra. Senza cedimenti, senza sbavature. Stavolta è in bilico fra canzone d’autore e bel canto. Il contenuto drammatico del brano (una nigeriana uccisa) deve fare i conti con un testo alla disperata caccia di eufemismi («Notti di Venere piene d’infamità»).
    Venegoni: “6. Notiziona, il decano esce dal solito seminato per una ballata (per giunta a sfondo sociale) sulla vera storia dell’assassinio di una nigeriana sfruttata. C’è perfino l’inserto etnico in una melodia gradevole, che si chiude con l’usato, irresistibile, acutissimo”.

    Sanremo2011 Barbarossa

    LUCA BARBAROSSA E RAQUEL DEL ROSARIO – FINO IN FONDO
    Luzzatto Fegiz: “6. Siamo davvero lontani dalle sfumature delicate di «Portami a ballare», che portò Barbarossa alla vittoria nel 1992. Un amplesso romantico con duetto gridato nella miglior tradizione festivaliera (tipo Oxa-Leali, Mietta-Minghi). Raquel è davvero brava. Ma l’accoppiata appare improbabile e un tantino forzata”.
    Venegoni: “4, Il pop lieve lieve rischia di diventare trasparente, con le sue banalità che si appiccicano subito in testa e non sembrano nemmeno farina di Barbarossa. E’ un po’ triste che l’elemento di interesse sia la signora Alonso, moglie del pilota e cantante professionale”.

    Sanremo2011 Ferreri

    GIUSY FERRERI – IL MARE IMMENSO
    Luzzatto Fegiz: “5. Seconda a «X Factor» 2008, appare in forma e sicura di sé, perfettamente a suo agio in un assordante accompagnamento rock. Lo stile nasal-biascicante la rende riconoscibile e divide nettamente il pubblico fra chi la ama e chi la odia. Il brano (non eccelso) ha una esile trama su una coppia in crisi”.
    Venegoni: “5. Spiace che un autore sensibile come Bungaro si sia intruppato in una canzone in puro stile talent-show (vedi Nathalie), che parte simpaticamente, ma si arrampica poi sulle salitine dentate del rock, dove Giusy riconferma di non aver imparato a usare la voce”.

    Sanremo2011 La Crus

    LA CRUS – IO CONFESSO
    Luzzatto Fegiz: “8. La voce muta di Susanna Rigacci conferisce un sapore-Morricone e contribuisce a rendere la canzone del duo Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti in qualche modo unica. Giovanardi in particolare ha una grande capacità teatrale. Il clima è molto retrò. Il brano ha una forte identità e una grande classe”.
    Venegoni: “8. Crus o non Crus, Giovanardi affronta con vocalità irresistibile una notevole partitura vintage ispirata ai primi ’60, con guizzi di modernità e un testo un po’ provocatorio; è un esercizio di stile, con la presenza del soprano di Morricone Susanna Rigacci”.

    Sanremo2011 Battiato

    MADONIA & BATTIATO – L’ALIENO
    Luzzatto Fegiz: “5,5. Non è carino partecipare al Festival con uno zaino di riserve mentali. Ma è quel che fa Franco Battiato che si risparmia cantando una frazione finale della canzone del suo amico Madonia, con l’aria di chi è capitato qui per caso. Madonia è un bravo musicista, ma non troppo carismatico come cantante”.
    Venegoni: “8. La ballata dell’estraneità a questo nostro presente. Una stornellata eccentrica di un emergente fuori tempo, che il cameo finale di Battiato (e il di lui arrangiamento) trasformano in un sofisticato, surreale volo sopra le miserie umane”.

    sanremo2011 emma modà

    MODÀ & EMMA MARRONE – ARRIVERÀ
    Luzzatto Fegiz: “8. Testa a testa fra due generi musicali, quello di Vecchioni e quello dei Modà con Emma. Il duetto fra Emma e il cantante Kekko è assolutamente travolgente, la scrittura furba, i giochi armonici azzeccatissimi. Emma appare decisamente «miracolata» da questa collaborazione con i Modà. Brano davvero efficace”.
    Venegoni: “6. La joint-venture radio-tv dell’accoppiata, produce un surrogato di Negramaro con Elisa. I toni viscerali e un po’ kitsch di Kekko rappresentano bene il nostro tempo italiano, fra appiccicosa melodia strappacuore e irrompere di chitarre rock d’epoca”.

    sanremo2011 Nathalie

    NATHALIE – VIVO SOSPESA
    Luzzatto Fegiz: “4. Viene da «X Factor», nel brano offre una vocina esile non troppo riconoscibile. Siede al pianoforte, canta delineando atmosfere stralunate con un crescendo fine a se stesso, ma non succede niente di speciale. La canzone è inutile, confusa e noiosetta. Insomma: non lascia traccia. Ha fatto di meglio”.
    Venegoni: “5. Non lasciarsi ingannare dalle prime piacevoli note di una sorta di diario, pianoforte e voce, della cantautrice, vincitrice di X-Factor. Il modulo (vedi Ferreri), prevede che la delicatezza si trasformi in salita ardita, dove la fanciulla arranca con fatica”.

    Sanremo2011 Oxa

    ANNA OXA – LA MIA ANIMA D’UOMO
    Luzzatto Fegiz: “7,5. Spesso accade che la Oxa dal vivo non riesca a esprimere con precisione quel che la canzone richiede. Brano bellissimo, ma che dal vivo si rivela arduo per i suoi registri e la costringe a strappare con uno sgradevole effetto squarciagola.

    Clima comunque originale, moderno, imprevedibile. Eliminata”
    Venegoni: “5. Ognuno perso dentro i fatti suoi: l’orchestra impegnata in un notevole lavoro sperimentale; e l’interprete sbandata in una vocalità esasperata che annega qualunque piacevolezza, nel canto di ricerca che cita il dito medio alla Santanché”.

    Sanremo2011 Pezzali

    MAX PEZZALI – IL MIO SECONDO TEMPO
    Luzzatto Fegiz: “6. Riproposta dello stile 883, ma con contenuti davvero più seri. Il tono narrante è scanzonato, ma la maturità si sente. Cambiano le priorità, soprattutto quando uno diventa padre. Si butta via quel che fa male, o è inutile. Pulizia totale. Un precisione esecutiva da robot, ai limiti della freddezza”.
    Venegoni: “7. La rinascita artistica e umana, una riflessione sui 40 anni («ho superato la metà del mio viaggio e mi devo sbrigare»), in un pezzo gioviale di puro pop pezzalesco con vaghi accenti country, cantabile e condito di una ritmica infernale”.

    sanremo2011 Patty Pravo

    PATTY PRAVO – IL VENTO E LE ROSE
    Luzzatto Fegiz: “5,5. La scena: una pigra domenica mattina, due corpi uniti nel letto. Bussano. Chi è lo scocciatore che disturba l’intimità degli amanti cullati dal sottofondo della tv? Come un film al rallentatore il senso di una relazione. Bel brano, ma grandi problemi di canto dal vivo per Patty. Per questo il voto è basso”.
    Venegoni: “6. Squassato da un’inattesa scampanellata alla porta di casa, il vento erotico della canzone si porta dietro pensieri pesanti sul futuro. Patty li cavalca con la storica distrazione, ben attenta a non farsi sporcare il vestito da un sentimento qualunque”.

    Sanremo 2011 Tatangelo

    ANNA TATANGELO – BASTARDO
    Luzzatto Fegiz: “5,5. È una sorta di invettiva che si adatta al nuovo look aggressivo della discussa giurata di «X Factor». Lady Tata tende a strappare negli acuti, spesso rinforzata dalla voce della brava corista Daniela Loi. È un brano incisivo, ma che comunque si muove nell’ambito del birignao sanremese classico. Eliminata”.
    Venegoni: “5. Un volto d’angelo, una voce volonterosa al servizio di una storiaccia di sentimenti truculenti. Che parte nientemeno che con Amarsi un po’ di Battisti, ingloba strada facendo i Verve di Better Sweet Symphony, e si ispira a Bugiardo e incosciente”.

    Sanremo2011 Tricarico

    TRICARICO – TRE COLORI
    Luzzatto Fegiz: “9. Un piccolo gioiello che rilegge in modo speciale e cesellato le battaglie del nostro Risorgimento. Tutto è rarefatto, silenzioso, irreale, nebbioso, e il confine fra soldatini di latta e soldati umani molto sfumato. La melodia si richiama ai canti alpini della Prima guerra mondiale come «Il ponte di Perati». Senza enfasi”.
    Venegoni: “9. Saranno i 150 anni, sarà la continua sorpresa suscitata da questa filastrocca infantile e rarefatta che evoca la nostra storia, ieri e oggi, con uno spruzzo di pacifismo e di Risorgimento. Il rischio è l’instabilità vocale di Tricarico, ma tant’è: una delizia”.

    Sanremo2011 Van De Sfroos

    DAVIDE VAN DE SFROOS – YANEZ
    Luzzatto Fegiz: “8. L’idea di base del brano è spiritosa e intelligente: gli eroi salgariani si abbandonano alla pigrizia e ai piccoli vizi sull’Adriatico, e tutta la loro carica avventurosa e romantica si scioglie fra sale giochi, biciclette, aperitivi, infradito e riporti. Allegro e ironico. Ma il dialetto comasco forse non aiuta”.
    Venegoni: “7. Ci piace l’inglese? E becchiamoci anche il laghée, dialetto comasco che narra le imprese del Sandokan locale invecchiato, a Cesenatico col suo riporto. Fra Messico e lambada, trombe e fisarmoniche e combat-folk, è una via espressiva del nostro Nord”.

    Sanremo2011 Vecchioni

    ROBERTO VECCHIONI – CHIAMAMI ANCORA AMORE
    Luzzatto Fegiz: “10. È una canzone adatta al Festival, ma anche in perfetto stile Vecchioni doc. La lunga notte dell’Italia è cantata con una misura e un equilibrio commoventi, e fotografa lo sconcerto della gente comune. Ma offre anche bagliori di speranza. Una delle più belle canzoni del nuovo millennio”.
    Venegoni: “9. Un’accorata, classica ballad, impeccabile nel suo più puro stile vecchioniano. Un testo inimmaginabile qui a Sanremo. Una dedica al potere salvifico della musica attraverso i contenuti, in un Paese dove si fatica a scrivere, declamare, leggere, e rispettare”.

    1918

     
     
     
     
     
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