Sanremo 2011: la Rai teme Bella Ciao e Giovinezza, cassate dal Festival

Il CdA Rai blocca Bella Ciao e Giovinezza a Sanremo 2011: niente politica a Sanremo

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    Morandi e Mazzi portano Bella Ciao e Giovinezza a Sanremo 2011 e infuria la polemica in casa Rai: per evitare rogne politiche, il CdA blocca l’iniziativa del gruppo artistico del 61° Festival di Sanremo ‘proibendo’ l’esecuzione di brani a sfondo politico. Gianni Morandi, conduttore di Sanremo 2011, chiede fiducia alla Rai e promette: “Non facciamo né faremo politica“. Ma ormai la Rai sembra aver talmente paura della politica da evitarne qualsiasi manifestazione, anche se si tratta di ricostruire la storia d’Italia nel 150mo anniversario della sua Unità. In alto la videochat di Morandi.

    Omaggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia senza parlare di politica: un’impresa davvero improba quella che cerca di portare avanti Viale Mazzini (ops, andrebbe cambiato anche il nome della via in cui ha sede la Rai…) visto che il CdA ha deciso di bloccare l’iniziativa promossa dal gruppo autoriale di Sanremo 2011 per celebrare l’anniversario nella terza serata del 61° Festival, prevista per giovedì 17 febbraio, quella di una ‘gara’ tra Big a suon di pezzi che hanno accompagnato la storia del Paese. Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo regolamento, Gianni Morandi aveva annunciato una serata musicale dedicata alla storia d’Italia a suon di Bella Ciao; poco dopo il direttore artistico Gianmarco Mazzi, preoccupato di non creare casi politico-diplomatici e ben disposto a seguire regole di ‘par condicio’, aveva diffuso una nota stampa nella quale annunciava che nella serata avrebbe potuto trovar posto anche Giovinezza (meglio evitare Faccetta Nera in questi tempi di Ruby e Bunga Bunga).

    Ma l’idea non è piaciuta al CdA Rai che ha immediatamente freddato la proposta: niente politica al Festival, no a canzoni con marcata coloritura politica. Ma Gianni Morandi, stupito dal gran baccano creatosi intorno a questa proposta, cerca di rassicurare vertici e CdA: “Fidatevi di noi. In tanti anni di carriera sono sempre stata una persona equilibrata. Il Cda Rai si può fidare. Agiremo con grandissima responsabilità, soprattutto nei confronti del direttore di Raiuno Mauro Mazza, che ci ha dato totale autonomia. Non vogliamo fare arrabbiare nessuno. La musica non può far arrabbiare nessuno“.

    In realtà la situazione in Italia è talmente compromessa da scatenare putiferi anche là dove sono del tutto superflui: un Paese che ha paura del suo passato, che trema al pensiero di parlare di politica, che sbianca perfino al pensiero di ricordare al grande pubblico le canzoni che hanno segnato la sua storia, è un Paese al collasso. La Storia è fatta di politica, qualcuno dovrebbe ricordarlo ai vertici Rai: altrimenti come intendono ricostruire i 150 anni di Unità d’Italia? Intanto la Rai ha dimostrato di aver paura perfino delle canzoni: certo, non è la prima volta, ma ormai siamo davvero all’ammazzacaffè!