Sanremo 2011, in attesa di Benigni ecco l’Inno di Mameli (testo e video)

Saremo un po' pedanti, ma in vista dell'intervento di Benigni a Sanremo 2011 sull'Inno d'Italia pensiamo che valga la pena darvi uno sguardo: sicuri di conoscerlo tutto?

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    Visto che questa sera Roberto Benigni ha in serbo per il pubblico di Sanremo 2011 una lectio magistralis (potremmo definirla così, visti i precedenti danteschi) sull’esegesi dell’Inno d’Italia, pensiamo che sia il caso di giungere all’appuntamento ‘preparati’: in basso, dunque, il testo completo dell‘Inno di Mameli, mentre nel video in alto potremo sentirne la versione integrale e non solo il classico ritornello da partita della Nazionale di Calcio.

    Non ci addentriamo nell’esegesi del testo – preferiamo lasciare il compito a Benigni – ma vale la pena ricordare che Il Canto degli Italiani, destinato a diventare l’inno d’Italia, è stato scritto nel 1847 da Goffedo Mameli (ben prima, quindi, dell’Unità, avvenuta nel 1861) e musicato dal maestro Michele Novaro: l’inno debuttò 10 dicembre del 1847 (a pochi mesi, quindi, dai moti del ’48) e fu un po’ la colonna sonora dei moti risorgimentali.

    E’ stato poi scelto come Inno d’Italia e adottato il 12 ottobre 1946 in via provvisoria: è diventato ufficialmente l’inno della nazione solo il 17 novembre 2005.

    Ma veniamo al testo: alzi la mano chi lo conosceva tutto (non imbrogliate…)

    IL CANTO DEGLI ITALIANI

    Fratelli d’Italia,

    l’Italia s’è desta,

    dell’elmo di Scipio

    s’è cinta la testa.

    Dov’è la Vittoria?

    Le porga la chioma,

    che schiava di Roma

    Iddio la creò.

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte,

    l’Italia chiamò.

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte,

    l’Italia chiamò, sì!

    Noi fummo da secoli

    calpesti, derisi,

    perché non siam popoli,

    perché siam divisi.

    Raccolgaci un’unica

    bandiera, una speme:

    di fonderci insieme

    già l’ora suonò.

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte,

    l’Italia chiamò, sì!

    Uniamoci, uniamoci,

    l’unione e l’amore

    rivelano ai popoli

    le vie del Signore.

    Giuriamo far libero

    il suolo natio:

    uniti, per Dio,

    chi vincer ci può?

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte,

    l’Italia chiamò, sì!

    Dall’Alpe a Sicilia,

    Dovunque è Legnano;

    Ogn’uom di Ferruccio

    Ha il core e la mano;

    I bimbi d’Italia

    Si chiaman Balilla;

    Il suon d’ogni squilla

    I Vespri suonò.

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte,

    l’Italia chiamò, sì!

    Son giunchi che piegano

    Le spade vendute;

    Già l’Aquila d’Austria

    Le penne ha perdute.

    Il sangue d’Italia

    E il sangue Polacco

    Bevé col Cosacco,

    Ma il cor le bruciò.

    Stringiamoci a coorte,

    siam pronti alla morte.

    Siam pronti alla morte,

    l’Italia chiamò, sì!