Sanremo 2011 e l’Unità d’Italia, le pagelle dei Big

Sanremo 2011 e l’Unità d’Italia, le pagelle dei Big

Le pagelle di Luzzatto Fegiz e Marinella Venegoni alle esibizioni dei Big della terza serata di Sanremo 2011 (17/2/2011)

    Sanremo2011 albano unità terza serata

    La terza serata del Festival di Sanremo 2011, dedicata all’Unità d’Italia, ha visto tutti i 14 Big (in gara e non) esibirsi su pezzi storici del repertorio italiano in una sorta di sfida parallela a quella che sabata incoronerà il vincitore di Sanremo 2011 e che ha visto trionfare Al Bano e il suo Va Pensiero. Una vittoria simbolica, decisa dal televoto, i cui proventi, questa volta, sono andati in beneficenza (e in questi casi ben vengano i call center illegali). I critici musicali, però, non si lasciano intenerire dall’omaggio dei Big e danno i loro voti (del resto è il loro mestiere).

    Dopo aver visto le pagelle dei Big dopo la prima serata di Sanremo 2011, vediamo cosa ne pensano Mario Luzzatto Fegiz (Corriere della Sera) e Marinella Venegoni (critico de La Stampa) delle esibizioni dei Big sui pezzi storici scelti per la festa sanremese del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

    al bano sanremo 17 2 2011

    AL BANO – VA PENSIERO
    Luzzatto Fegiz: “7,5.Il celebre coro del Nabucco è da sempre nel repertorio di Carrisi. Per ottenere l’effetto giusto si è fatto supportare da due voci liriche greche (Dimitra Theodossiou e Giannis Ploutarxos) oltre che dal coro stabile del Festival. Trascinante. Qualche riserva sul generoso uso di percussioni e l’accelerazione”.
    Venegoni: “Incerto. Dopo quasi 160 anni di repliche, il coro del Nabucco è ancora parte di un’opera? O è brano a sé, visto l’uso? Nell’incertezza, Albano si fa affiancare nel canto da un tenore e una soprano, ci mette la batteria e noi restiamo perplessi, le domande inevase”.

    barbarossa sanremo 17 2 2011

    LUCA BARBAROSSA E RAQUEL DEL ROSARIO – ADDIO MIA BELLA ADDIO
    Luzzatto Fegiz: “5. È una delle canzoni più tristi e meno belle del Risorgimento, scritta da un volontario che combattè a Curtatone. Fio Zanotti ha fatto del suo meglio per renderla attuale e meno ripetitiva nella melodia. Ma il risultato finale è stato modesto anche per via dell’accento spagnolo di Raquel”.
    Venegoni: “Normale. Un’altra canzone da soldati, datata 1848, dà occasione alla provvisoria coppia sanremese di cimentarsi nel duetto che odora di folk ma sta nel rassicurante mondo del pop: dove capita che la tradizione emigri, alla ricerca di una vita meno spericolata”.

    ferreri sanremo 17 2 2011

    GIUSY FERRERI – IL CIELO IN UNA STANZA
    Luzzatto Fegiz: “4. il motivo è talmente noto e sfruttato che gli arrangiatori e interpreti si sentono in dovere di infierire con adattamenti jazz, rivoltandolo come un calzino. E accade anche con Giusy Ferreri. Intermezzi jazz, accelerate swing. Il cielo lascia la stanza e diventa il tetto di un luna park”.
    Venegoni: “Devastante. La regina di X-Factor non è nuova alle cover: dovrebbe terrorizzare il capolavoro di Paoli, già reduce dalla maestria di Mina come dalla roca Carla Bruni. Sottofondo swing, lei va per i fatti suoi. E noi, si tace educatamente (per non incaponirci)”.

    La Crus sanremo 17 2 2011

    LA CRUS – PARLAMI D’AMORE MARIÙ
    Luzzatto Fegiz: “6,5. Il gusto romantico e la raffinatezza vocale di Ermanno Giovanardi si sono espresse in una rilettura abbastanza letterale del capolavoro del 1932 con testo scritto da Ennio Neri e musica composta da Cesare Andrea Bixio, pensata inizialmente per la voce di Vittorio De Sica”.
    Venegoni: “Sfizioso. Nella sua rincorsa al modernariato musicale che comprende «Io confesso», Mauro Ermanno Giovanardi restaura il pezzo scritto nel ’32 per De Sica, sfumando la svagata allure dell’originale, per poi trascinarlo (con il cursore) in un galvanizzante terzinato”.

    madonia sanremo 17 2 2011

    MADONIA E BATTIATO – LA NOTTE DELL’ADDIO
    Luzzatto Fegiz: “8,5. Pochi sanno che non si tratta della solita rottura amorosa, ma di quella definitiva. Sulla musica di Memo Remigi, Alberto Testa scrisse quei versi al capezzale della moglie che stava morendo. La spensieratezza della versione Zanicchi scompare grazie all’arrangiamento di Franco Battiato”.
    Venegoni: “Ispirato. Capolavoro di Memo Remigi al Festival ’66 con la Zanicchi, che Battiato ha voluto rispolverare, come perentorio direttore d’orchestra, «perché all’altezza dei grandi Lieder». Luca Madonia asseconda il progetto con misura e rigore rimarchevoli”.

    emma moda sanremo 17 2 2011

    EMMA MARRONE E I MODA’ – HERE’S TO YOU (LA BALLATA DI SACCO E VANZETTI)
    Luzzatto Fegiz: “8. Hanno fatto una scelta abile, perché il brano lanciato dalla Baez (musica di Ennio Morricone) è bello, ancora attuale, e pure bilingue. Così rivive al meglio una canzone ormai vecchissima, simbolo di un’Italia emigrante e discriminata”.
    Venegoni: “Incosciente. Trattamento d’urto per Morricone-Joan Baez, autori nel 1971 del pezzo della colonna sonora del celebre film sugli anarchici italiani. Kekko recita, canta Emma in inglese, voci e urla si mescolano, chitarre stridono. E’ il gabinetto del dott. Caligari”.

    Nathalie sanremo 17 2 2011

    NATHALIE – IL MIO CANTO LIBERO
    Luzzatto Fegiz: “9. La canzone più significativa di Mogol-Battisti ha brillato di luce purissima nel supremo rispetto della struttura originale, semmai un po’ dilatata e resa più colorata. L’inno alla libertà risalta al massimo. L’umiltà ha pagato e il tributo è arrivato dritto al cuore degli spettatori”.
    Venegoni: “Filologica. Il repertorio è il 70 per cento di un successo. Abbracciando la versione originale (con appena qualche iniezione di basso pesante) di uno dei pezzi più amati di Battisti, Nathalie riqualifica il profilo di interprete messo in forse come cantautrice nella gara.

    anna oxa sanremo 17 2 2011

    ANNA OXA – ‘O SOLE MIO
    Luzzatto Fegiz: “8. Una canzone simbolo del 1898, affrontata dalla Oxa in maniera abbastanza dissacratoria.

    Con una partenza a «cappella» a voce raschiante, un crescendo accattivante e alla fine sempre più esagerato. Insomma, la tendenza della nuova Oxa è quella di innovare e di strafare. A noi è piaciuta”
    Venegoni: “Azzardata. Un inno consumato ma non usurato, che Oxa cucina destruttura mescolando canto a cappella e vocalizzi liberi, dissonanze, chitarre rock, testo napoletano, versione inglese alla Elvis. Il mix impegnativo, causa digestione pesante e sonno agitato”.

    MAX PEZZALI CON ARISA – MAMMA MIA DAMMI CENTO LIRE
    Luzzatto Fegiz: “5. Scelta la versione che, dopo il naufragio del bastimento, recita: «Quando furono in mezzo al mare /il bastimento si sprofondò. /Pescatore che peschi i pesci /la mia figlia vai tu a pescar». Versi che cantati oggi sanno di macabro umorismo. Tappeto rock e suoni sovraccarichi. Che pasticcio”.
    Venegoni: “Avventuroso. Si parte con la più bella musica nera dei ’60, si chiude con quella bianca dello stesso decennio. In mezzo c’è la voce sicura di Arisa che governa la perigliosa navigazione fra impasti folk, chitarre, invenzioni e tradizione. Un viaggio vero”.

    patty pravo sanremo 17 2 2011

    PATTY PRAVO – MILLE LIRE AL MESE
    Luzzatto Fegiz: “7. È la canzone (del ’39) simbolo di chi aspira a una vita tranquilla, ovvero a quella che i romani chiamavano «aurea mediocritas». È velocissima, quasi uno scioglilingua per cantanti, e Patty per mantenere il tempo deve mangiarsi qualche parola. Però il risultato finale è carino grazie anche alle tre ballerine”.
    Venegoni: “Rivitalizzata. Ha ritrovato la verve, s’è con evidenza divertita più qui che non in gara, dove ha dato il minimo. Galvanizzata dalle simpatiche, originali atmosfere di un brano sopravvissuto allo svuotamento della memoria, Nicoletta c’è (e le incertezze sono un dettaglio)”.

    ANNA TATANGELO – MAMMA
    Luzzatto Fegiz: “7. Questo classico della canzone italiana di Bixio e Cherubini, affrontato anche da Beniamino Gigli, è stato virato in un mix, teoricamente incompatibile, di rock e birignao. La mamma è stata sterilizzata dall’enfasi romantica ed è diventata una sorta di riferimento affettivo moderno e un po’ sbarazzino”.
    Venegoni: “Familiare. Da Beniamino Gigli, Claudio Villa e Pavarotti, il successo che arriva dal 1941, firmato Cherubini-Bixio, finisce ora alla mamma del piccolo Andrea D’Alessio: condita con sugo sudamericano e ritmica campionata, suona parodistica ma tuttavia viva e vegeta”.

    TRICARICO CON TOTO CUTUGNO – L’ITALIANO
    Luzzatto Fegiz: “8. Vedere riapparire Toto Cutugno con la canzone presentata 28 anni fa su questo palco è stato suggestivo. Una convivenza fra opposti nel duetto più imprevedibile e surreale di tutto il Festival. Ottima la scelta di far cantare italiani di seconda generazione, figli di immigrati.
    Venegoni: “Tenero. Su questo stesso palco, 28 lunghi anni fa, fece discutere per i suoi stereotipi poi lavati dal tempo. Con Tricarico, diventa una celebrazione in minore del come eravamo, e dello stesso autore. Il coro dei nuovi italiani multicolor è un colpo d’attualità”.

    Van de sfroos sanremo 17 2 2011

    DAVIDE VAN DE SFROOS – VIVA L’ITALIA
    Luzzatto Fegiz: “7,5. Il musicista comasco ha preso di petto il celebre pezzo di De Gregori. Lo ha reso più veloce e scorrevole, più sincopato; ha dribblato le eccessive ripetizioni del tema di base. In sostanza non ha rispettato la stesura originale. Una rilettura forse sacrilega, ma coraggiosa”.
    Venegoni: “Sanguigno. Il cauto uomo del Nord abbraccia per passione, e con qualche provocazione, la causa di una vetta dell’immaginario cantautorale: se De Gregori è rarefatto e severo, lui suona sanguigno e pragmatico, in una versione folk accettabile anche in balera”.

    vecchioni sanremo 17 2 2011

    ROBERTO VECCHIONI – ’O SURDATO ’NNAMMURATO
    Luzzatto Fegiz: “9. Con Lucio Fabbri al mandolino, un bellissimo arrangiamento che mette in evidenza la tragedia dei poveri costretti alla guerra. Prevale un contorno percussivo, e gli archi, che hanno regalato in passato alla canzone una falsa allegria romantica, arrivano solo alla fine”.
    Venegoni: “Accorato. Rispetto dello spirito e del testo, con chitarra e violino di Lucio Fabbri, nella scorribanda affettuosa e nostalgica del nostro professore milanese dentro la canzone napoletana del 1915, che racconta di un soldato al fronte nella Prima Guerra Mondiale”.

    1896

     
     
     
     
     
     
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