Sanremo 2010, nessun ‘caso dialetto’: regolamento confermato

Sanremo 2010, nessun ‘caso dialetto’: regolamento confermato

Non è stato necessario, a parere del CdA Rai, modificare il regolamento della 60ma edizione del Festival: il dialetto è ammesso e tale resterà

da in Attualità, Festival di Sanremo 2013, CdA Rai, Festival di Sanremo 2010, lega-nord
Ultimo aggiornamento:

    Come sostenuto da tempo, il dialetto è già ammesso nel Festival di Sanremo 2010 e pare che solo la Lega Nord non se ne fosse mai accorta. Non è stato dunque necessario, a parere del CdA Rai, modificare il regolamento della 60ma edizione del Festival, visto che l’articolo 6 specifica sì che le canzoni in gara devono “essere in lingua italiana“, ma anche che “si considerano appartenenti alla lingua italiana, quali espressione di cultura popolare, canzoni in lingua dialettale italiana e non fa venir meno il requisito dell’appartenenza alla lingua italiana la presenza di parole e/o locuzioni in lingua straniera, purché tali da non snaturare il complessivo carattere italiano del testo“. Insomma il dialetto c’era, c’è e resterà nel Festival di Sanremo.

    Come spesso accade nel nostro Bel Paese si fa tanto rumore per nulla: annunciata con clamore la ‘rivoluzione dialettale’ del Festival di Sanremo, per il quale inizialmente si pensava addorittura a una sezione a parte, si è finito con lo scoprire che il dialetto è da sempre ammesso nella Kermesse della Canzone Italiana. Del resto l’avevamo messo in evidenza anche noi, segnalando i vari testi in ‘dialetto’ (o similia) che sono approdati negli anni sul palco dell’Ariston.

    Il direttore generale della Rai, Mauro Mazza, ieri al cospetto del CdA Rai, non ha dovuto fare altro che elencare i vari casi di dialetto al Festival, dai brani di Nino D’Angelo alle strofe dei Tazenda o dei Pitura Freska con Papa Nero.

    Alla fine il CdA ha ‘capitolato’: “Abbiamo preso atto della spiegazione del direttore Mazza – ha detto all’Adnkronos il consigliere Giovanna Bianchi Clerici (Lega Nord) – il caso in realtà non si è mai aperto. Ci sono tanti precedenti, tantissimi del meridione e uno veneto. E’ assolutamente normale che i testi possano contenere strofe in dialetto o locuzioni in altre lingue che ormai fanno parte del nostro quotidiano“.

    Chissà se la vera intenzione della ‘mozione’ leghista non fosse quella di inserire delle quote ‘verdi’ nel Festival. Possibile che la politica debba condizionare anche Sanremo? Che avessero ragione, un paio di anni fa, Francesco Baccini e Povia?

    414

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàFestival di Sanremo 2013CdA RaiFestival di Sanremo 2010lega-nord