Sanremo 2010, La Sera di Morgan ‘premiata’ dai linguisti

Sanremo 2010, il linguista Antonelli analizza i testi in gara al Festival e 'premia' La Sera di Morgan: è il più poetico

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    Morgan non parteciperà (forse sì, forse no) al Festival di Sanremo 2010, al via questa sera. Come ribadito dalla Rai Morgan non sarà all’Ariston “né in video né di persona”, ma potrebbe ‘materializzarsi’ in audio, visto che nella conferenza stampa di ieri Antonella Clerici non ha escluso che si possa ascoltare La Sera, canzone con la quale il cantante avrebbe dovuto partecipare al Festival, se non ci fosse stata quell’intervista a Max. E proprio la grande assente dalla gara è stata giudicata dal linguista Giuseppe Antonelli la canzone dal testo più elegante tra tutte quellle in lizza per la vittoria. Vediamo perché.

    Il linguista Giuseppe Antonelli, autore del libro Ma cosa vuoi che sia una canzone – Mezzo secolo di italiano cantato, ha pubblicato sul sito de Il Mulino la sua analisi dei testi in gara a Sanremo. “Sanremo 2010: una lingua allo specchio” si intitola l’articolo di Antonelli che passa dalla retorica patriottica di Pupo ed Emanuele Filiberto alla memoria involontaria stimolata da Arisa che con “ma l’amore, ma l’amore no” rimanda subito al “ma la notte, ma la notte no” di Renzo Arbore.

    Ma l’attenzione è concentrata su La Sera, di Morgan, che di fatto non è più in gara al Festival: “Un piccolo rimpianto, il testo di Morgan era, a leggerlo, il più elegante” scrive Antonelli, che motiva così il suo giudizio. “Col suo incedere sinuoso che accompagna lento il calare del crepuscolo («S’apre la sera / … / Ecco la sera / … / Avanti, entri la sera / … / Cade la sera / … / Guarda la sera / scende sicura»); con le sue figure di suono un po’ dannunziane («mentre un raggio di luna rifrange / sulla pioggia che piange»); coi suoi vaghi e suggestivi plurali poetici (monti, genti, campi, orizzonti); col suo richiamo a distanza tra l’incanto («E d’incanto l’identico istinto ci coglie») e il canto («E del tormento allora ci faremo un canto»), il testo di Morgan era – a leggerlo – il più elegante (un piccolo rimpianto)“. “Un canto d’incanto (forzatamente accantonato)” scrive ancora Antonelli.

    Noi vi consigliamo fortemente di leggere il suo articolo: uno sguardo diverso sulle canzoni in gara a poche ore dall’avvio di Sanremo 2010.