Sanremo 2010, la Lega propone una sezione dialetti

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Il teatro Ariston di Sanremo

In questa calda estate si moltiplicano le proposte ‘innovative’ della Lega Nord: ora arriva a chiedere per il prossimo Festival di Sanremo una sezione e una serata tutta dedicata ai dialetti.

Dopo l’inaugurazione del Polo della Cinematografia Lombarda, la polemica sull’eccesso di romanesco nella fiction italiana e la proposta di un esame di dialetto per i docenti delle scuole del Nord, la Lega è pronta ad intervenite anche su uno dei capisaldi della programmazione tv nazionale, il Festival di Sanremo.

Non sembra scherzare il presidente del Consiglio comunale di Sanremo, Marco Lupi, esponente della Lega Nord, quando propone al Comune di chiedere alla Rai che venga aperta una sezione competitiva per le ‘Lingue Municipali’, modo creativo per definire i dialetti. Una vera e propria gara tra cantanti provenienti dalle diverse regioni italiane, selezionati dalle varie case discografiche, ovviamente ‘portatori sani’ di canzoni rigorosamente in dialetto.

Certo, ci sarebbe giusto un problemino, sempre che si riesca a convincere la Rai, ovvero bosognerebbe modificare la convenzione Rai-Comune stipulata con fatica l’anno scorso dopo quasi un anno di trattative.
Ma gli esponenti della Lega Nord non potrebbero prendersi un po’ di ferie come tutti: il caldo rischia di far sentire i suoi effetti.

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Gioann Pòlli 30 luglio 2009 20:12
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Non capisco che cosa ci sia da criticare o da – visto il tema – “canzonare”. Se negli ultimi anni qualcosa di innovativo è nato nell’ambito della cosiddetta “musica italiana” è proprio la musica che riprende le culture e le lingue locali. Da Davide Van De Sfroos (che ha vinto anche il premio Tenco) ai Lou Dalfin (Piemonte, lingua d’Oc), dai Taranta Power e dalla rinascita della pizzica salentina fino all’esplosione della musica sarda. De Sfroos ha venduto le sue prima 50 mila copie di cd direttamente ai concerti. L’industria discografica farebbe bene a valutare questa prospettiva, anziché piangere e lamentarsi sul fatto che nessuno compra più i cd. Non è nemmeno un caso che i sardi Tenores di Bitti fossero conosciuti, amati e lanciati in tutto il mondo da personaggi come Frank Zappa e Peter Gabriel mentre in italia non se li filava nessuno.

Altrimenti facciamo così: noi ci teniamo volentieri Teresa De Sio, i Folkabbestia, il rapper veneto Herman Medrano e il bresciano Charlie Cinelli, che ha ripreso una tradizione locale dal tardo medioevo portandola fino al rock contemporaneo d’autore. Voi criticoni gingillatevi pure ascoltando Marco Carta, Povia e Arisa.

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Giorgia Iovane
Giorgia 31 luglio 2009 09:26
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e c’è bisogno di farne un’area protetta? Non è anche quella musica italiana? perdonate l’ignoranza….

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Marisa 31 luglio 2009 15:37
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mamma mia che pesanti questi della Lega…….Sanremo è il festival della canzone ITALIANA
le canzoni in dialetto, con massimo rispetto parlando, le vedo + da manifestazioni paesane!!
è Sanremo, non la Corrida!
(vabbè, alla fine che me frega, Sanremo mi fa pure schifo)

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Niteowl 31 luglio 2009 16:09
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Non capisco quale problema dovrebbe trovare la Rai – visto chi decide e in quali rapporti (tenuto per le p.lle) si trovi oggi con la Lega – se la proposta avesse anche un minimo sentore di serietà.
Se passasse la balzana idea della Lega si può stare sicuri che Sanremo rimarrebbe alla Rai.
Ormai è destinato a diventare un flop altrimenti Mediaset l’avrebbe già opzionato.

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ANNA 31 luglio 2009 17:10
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Ma che fissa è questa del dialetto?! Bisognerebbe preoccuparsi che tutti parlassero l’italiano prima del dialetto.

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