Sanremo 2010, diretta quarto Question Time

Sanremo 2010, diretta quarto Question Time

    Sanremo 2010, il terzo question time

    Siamo al quarto Question Time di Sanremo 2010: se Maurizio Costanzo lo permetterà si potrà parlare dei risultati d’ascolto (ancora ottimi) raccolti da Antonella Clerici e sul ripescaggio di Valerio Scanu e soprattutto di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, davvero inatteso. In fin dei conti siamo d’accordo con Aldo Grasso, che oggi sul Corsera critica la gestione della conferenza stampa da parte di Costanzo. In realtà una rassegna stampa più che una conferenza.

    Prima di vedere cosa ne pensa Aldo Grasso del Question Time targato Costanzo, cerchiamo di seguire quel che avviene alla sala stampa dell’Ariston, tra un cazzeggio sul premio alla Carriera a Mario Luzzatto Fegiz (si cerca un nome adeguato per il trofeo da consegnare entro domani) e qualche battuta sui commenti dei giornalisti, che non fanno domande ma vengono interrogati proprio da quello che dovrebbe essere il moderatore.
    Ma vediamo oggi che sketch ci aspettano.

    Si inizia come sempre puntuali: sono le 12.55 e Costanzo apre le danze.
    Si parte dagli ascolti che “reggono in maniera imbarazzante” nonostante l’atteso calo fisiologico che non c’è stato. E Costanzo sottolinea che l’audio non rende l’idea del divertimento che regna in sala (certo, diciamo noi, minore dell’anno scorso).
    Si saluta anche un consigliere della Rai, Antonino Verro, tra le fila dei giornalisti.
    Si va sul Vola Colomba di Nilla Pizzi: “Un privilegio averla anche se per 3/4 minuti sul palco” dice Costanzo, commentando le critiche di chi ha detto a telecamere spente che sarebbe potuta restare di più. “A 91 anni, in condizioni fisiche non ottime… un miracolo la sua voce, pensavo fosse un playback” Costanzo suggerisce l’inizio delle lodi per la voce della Pizzi che risuona in sala, seguito da Giordano. Sull’argomento Costanzo cita e loda il paragone fatto da Fegiz oggi sul Corriere tra la Clerici e la Pizzi, donne semplici e di sostanza.

    Renato Tortarolo del Secolo XIX ha scritto che con 10 milioni di ascolti costanti la Clerici potrebbe scendere in politica: ovviamente la Clerici scarta l’ipotesi “La politica non mi interessa“. “Ma la sorpresa c’è – ribatte Tortarolo – anche perché di Antonella non tutto mi piace: cosa vedono gli italiani in lei oltre l’aspetto normale e materno?” si domanda Tortarolo. “La gente mi vuole bene perché sono una donna normale che fa un lavoro eccezionale“, risponde Antonella.
    Per Paolo Giordano il piacere degli italiani sta nel vedere in lei un’immagine diversa dell’Italia diffusa dai giornali, meno ansiogena e violenta. E la Clerici risponde che lei consiglia sempre alle giovani di essere quello che si è: “Maria De Filippi, ad esempio, conduce per sottrazione ed è esattamente come la vedi. La sua verità si vede, poi può piacere o non piacere“.

    Costanzo, invece, torna sul seno prorompente della Clerici, bocciato da Libero con un 5: “Non ci sta – confessa la Clerici – nonostante i reggiseni che mirano a contenere cuciti nel vestito. Ma stasera forse andrà meglio”.

    La Aprile non coglie l’occasione di cambiare argomento, ma torna sui suoi vestiti: “Tendi a drammatizzare il tuo fisico, valorizzalo. La compressione del vestito ti fa anche prendere anche una camminata strana”. Clerici: “Mi piace lo scintillio, e sui tacchi non so camminare: ho chiesto di scendere dai tacchi 15 ai 12″.

    Ohhh, forse si passa alle canzoni.
    Vacalebre, Mangiarotti e Molendini sugli esclusi: Vacalebre nota che a Napoli ferve il dibattito sull’eliminazione di Nino a favore dei tre Raccomandati. “Hanno vinto i Savoia sulla repubblica partenopea? Se vince andiamo noi in esilio“.
    Mangiarotti: “Mi aspettavo Pupo e i suoi fratelli: il televoto conta. Mi spiace per Cutugno, perché credo non sia più in grado di cantare ma aveva una canzone bellissima. Onore a Toto“.
    Molendini: “Il televoto ha chiarito le prospettive del pubblico: prevale la popolarità sulla qualità artistica. Pupo e Scanu sono i pretendenti più accreditati alla vittoria: confidiamo in una mediazione con Ayane o con Cristicchi“.

    Ayala: “Non è esagerato affidare metà del festival al Televoto? E stasera rischiamo di avere un vincitore in contumacia“, visto che qualora vincesse Jessica brando ritirerebbe il premio domani sera.

    Risponde Mazzi: “Rispetto all’anno scorso il televoto è ridotto, ora c’è l’Orchestra che mitiga. In futuro si potrà decidere di comprimerlo ulteriormente“.
    Attardi: “Col televoto cambia il metro di giudizio: condividevo la giuria demoscopica, non il televoto. E la bocciatura di D’Angelo può significare la bocciatura del dialetto a Sanremo?”. “Non credo – risponde Mazzi.
    Piemonte (Ansa): “Il voto popolare è una vecchia storia al festival: popolarità e qualità sono difficili da coniugare. La community di Scanu si è mobilitata per il televoto. Difficile che così vinca la migliore canzone“. Ma Costanzo nota che è sempre stato così.
    Nesi (Adnkronos): “Ma tenete conto che il televoto è targettizzato sui giovanissimi“. Risponde Azzerini: “Non è vero il televoto di ieri dimostra il contrario, visto che hanno votato in misura simile per Pupo e Scanu. E poi pensate a Ballando con Le stelle che fa 600.000 voti“.

    Il Clandestino: “I giovani hanno davvero modo di provare davvero?” e Mazzi torna su una lite con Caterina Caselli perché voleva una prova supplementare per un suo artista. Problemi dovuti alla convulsione, ma poi tutto risolto.
    Marchi, Giornale di Sardegna: “Era così difficile anticipare l’esibizione della Brando?“, Mazzi: “No che non era difficile. Tutto si può fare, ma noi costruiamo il festival come fosse un giornale, in prima pagina mettiamo le cose più forti. E poi bisognava chiudere un televoto alla volta“. La migliore domanda.

    Si passa a Jennifer Lopez.
    Dondoni per Mazzi: “E’ vero che sei tu che non hai voluto Jennifer Lopez in conferenza stampa?”. Mazzi: “No, ma per me una star deve apparire prima sul palco”. Quindi sì, l’ha voluto lui. Ma interviene il capo ufficio stampa: “La Lopez ha dormito solo due ore e ha chiesto di non partecipare perché troppo stanca“. “E ce ne faremo una ragione”, commenta Costanzo.

    Possibile però che nessuno domandi quali sono stati i preferiti degli orchestrali dei 5 big esclusi per capire ‘davvero’ quanto ha pesato il televoto e chi erano, invece, i premiati dalla ‘giuria di qualità’?

    Presidente della Sala Stampa continua sulla polemica del televoto: “Vero è che non si possono avere due televoti in contemporanea, ma quello per i Big è stato chiuso un’ora dopo quello che era stato previsto. Perché?“. “Perché – si risponde - la chiusura del televoto è legata ai momenti della scaletta non all’orario“.

    Crevin: “Volevo solo sapere qual’era la soglia minima degli ascolti, visto che è impensabile che non sia stata contrattata con gli investitori pubblicitari”. Mazza dice che non c’erano soglie minime.
    Tgcom: “Nelle classifiche digitali di vendita sono in testa Mengoni, Malika, Noemi, Scanu, Arisa: perché insistere con nomi come Pupo? Per la Tv?“. Clerici: “Ci vuole varietà: poi i talenti da talent vengono fuori“.

    In chiusura una nota all’Avvenire di cui Costanzo commenta l’articolo in cui Garimberti, presidente della Rai, dice che il Festival dovrà tornare a tre serate: non per il prossimo anno, perché la convenzione, che scade nel 2011 prevede ancora 5 serate. E dubitiamo, dolpo il lungo tira e molla dello scorso anno per il rinnovo della convenzione, che il Comune di Sanremo molli su questo punto.

    E si chiude qui l’ennesima conferenza vuota, accesa solo dallo scontro sulla durata del televoto dei Big. A domani con l’ultimo Question Time.

    1355

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI