Sanremo 2010: bufera su Nino D’Angelo (che si ispira alla Tarantella del Gargano)

Sanremo 2010: bufera su Nino D’Angelo (che si ispira alla Tarantella del Gargano)

Il napoletano di Nino D'Angelo eliminato da Sanremo 2010, ma Zaia (Lega Nord) chiede per il prossimo anno par condicio nei dialetti

    Jamme Jà, canzone di Nino D’Angelo per Sanremo 2010, sta dividendo stampa e giuria demoscopica e ha sollecitato persino la reazione del ministro Zaia, in quota Lega Nord, che chiede a gran voce le ‘quote dialetti’ nel prossimo Festival: ‘‘Auspico che a Sanremo ci sia una par condicio dei dialetti: mai più come quest’anno dove è stato privilegiato il napoletano“. Talmente ‘privilegiato’ da essere eliminato alla prima serata. E mentre si invocano i sottotitoli, noi evochiamo lo spettro di un piccolo ‘prestito‘ per la canzone di D’Angelo: il ritornello ricorda La Tarantella del Gargano. In alto un piccolo confronto.

    Esaltato dalla stampa (grazie anche alla bella voce di Maria Nazionale), condannato dalla giuria demoscopica: Nino D’Angelo e la sua Jamme Jà ha fatto parlare di sé fin dalla vigilia, visto che il suo è l’unico brano completamente in dialetto ammesso nella rosa dei 15 big. Un tema quello dei dialetti a Sanremo particolarmente vivo quest’anno, visto che in estate si parlava perfino di una sezione dedicata. Alla fine l’ha ‘spuntata’ il napoletano, lingua di cultura prima che dialetto locale, talmente diffusa nel teatro, nella poesia e nella tradizione musicale del nostro Paese da essere ormai trans-regionale, se non internazionale.

    Ma la scelta non ha premiato D’Angelo, non nuovo a brani completamente in napoletano o spruzzato di cadenze partenopee e che, quasi per un gioco del destino, quest’anno si è presentato con una partner che di cognome fa Nazionale: un paradosso. Ma lui di partner se ne intende: risuona ancora la bellissima voce di Brunella Selo che lo accompagnava nel 1999 in Senza Giacca e Cravatta.

    Questa volta però la giuria demoscopica, unico giudice delle prime due serate per i Big, ne ha sancito l’eliminazione, insieme ai brani di Cutugno e Pupo & Emanuele Filiberto. Stando anche alla critica favorevole, la canzone potrebbe essere ripescata dal televoto domani sera.

    Sarebbe un ulteriore smacco per il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia (Lega Nord), che ai microfoni di Klaus Davi ha lanciato un ‘appello’ e un rimprovero al Festival: “Mi appello ad Antonella Clerici e a mamma Rai affinché il prossimo anno valutino l’opportunità di introdurre una par condicio per i dialetti e una sezione speciale del Festival dedicata agli idiomi di tutta la penisola. Quest’anno si è’ persa una grande occasione, se ci deve essere una canzone in napoletano allora ce ne sia una anche in veneto, in siciliano o in toscano“. Niente contro il napoletano, ma…: “Noi ormai ci siamo assuefatti a sentire parlare in romano o in napoletano e non abbiamo nessun problema ad ascoltare una canzone in questi dialetti. Ovviamente ne avremmo qualcuno in più con altre lingue. Perché? Perché puntualmente si scartano. Quindi si introduca una quota obbligatoria di canzoni in dialetto, altrimenti si facciano concorrere solo canzoni in italiano“.

    La par condicio al Festival di Sanremo ci sembra davvero eccessiva (fra un po’ la stabiliranno anche per i violinisti o gli oboisti), ma l’argomento è di gran moda. E Nino D’Angelo ovviamente non ci sta all’esclusione: se Cutugno dichiara di averla presa con dignità e Pupo è sicuro del ripescaggio, il cantante partenopeo si scaglia contro la miopia della giuria: “Ma non è un po’ strano che in Romania mi capiscono e qui no? Li’ Senza Giacca e Cravatta la capiscono e a Sanremo no? Eppure li’ non è che l’hanno tradotta la mia canzone, eppure ha avuto successo“. E distribuisce alla stampa una versione tradotta del testo.

    Ma noi, più che dal dialetto, ci siamo incuriositi per una certa ‘somiglianza‘ del ritornello di Jamme Jà con un brano della tradizione musicale del Sud Italia, La Tarantella del Gargano, che pare risalga al XVII secolo. Il giro armonico dell’inciso è lo stesso (come confermano musicisti più esperti di noi), da cui hanno tratto ‘ispirazione’ anche altri nel passato (su tutti Gli Showman). Voi che ne pensate?

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