Sanremo 2010, anche Cassano all’Ariston

Sanremo 2010, anche Cassano all’Ariston

Prima conferenza stampa di presentazione di Sanremo 2010 e primi giudizi sulle canzoni in gara

    Prima conferenza stampa ufficiale per il 60mo Festival di Sanremo: Antonella Clerici, Gianmarco Mazzi e Mauro Mazza hanno presentato alla stampa una prima bozza, quasi definitiva, del programma delle cinque serate del Festival, in onda su RaiUno dal 16 al 20 febbraio. E per i giornalisti anche il primo ascolto, in anteprima, dei brani in gara. Tra gli ospiti spunta anche il nome del calciatore della Sampdoria Antonio Cassano, che potrebbe aprire il festival con Bonolis e Laurenti, mentre Rania di Giordania sarà a Sanremo mercoledì 17. Di seguito le news, in alto il primo promo del Festival.

    Il nome a sorpresa spuntato nella conferenza stampa di presentazione della 60ma edizione del Festival di Sanremo è quello del calciatore Antonio Cassano: le trattative sono ancora in corso ma il corteggiamento della Clerici è serrato. “E’ una persona che mi ha sempre incuriosito; un ragazzo non facile, ma con un grande cuore. Vorrei farvelo conoscere per come è sotto la sua maschera da sbruffone” dice la Clerici, che quindi manifesta la volontà di compiere un’altra missione impossibile, oltre quella di bissare il successo del Sanremo di Bonolis.

    E proprio a Bonolis toccherà l’onore di aprire, insieme al fedele Laurenti e al ‘genio sregolato’ di Cassano, la serata inaugurale: “Ci sembrava quasi scontata la presenza di Bonolis, uno dei piuù grandi artisti e talenti al Festival – ha detto Antonella – la sua presenza mi onora ed è un regalo per lo spettacolo stesso. E’ un artista che ha generosità oltre che talento, due qualità che non accade spesso di vedere unite insieme. Quindi, lo ringrazio“. Ospite musicale della prima serata, invece, Susan Boyle, alla sua prima apparizione italiana. “Ho insistito perché ci fosse anche Susan Boyle, che rappresenta la realtà di una donna, sì forse un po’ bruttarella, ma che ha una voce straordinaria che ha incantato il mondo“, ha detto la Clerici.

    Mercoledì 17, invece, il palco dell’Ariston ospiterà la regina Rania di Giordania: una presenza senza dubbio preziosa in una serata che vede ospiti anche Raoul Bova, l’attrice Michelle Rodriguez, protagonista di Lost e di Avatar, uno spettacolo del Moulin Rouge, che quest’anno compie 120 anni, e, sul fronte musicale, Robbie Williams.

    Veniamo a giovedì 18, quando la gara lascerà spazio alla serata della Leggenda, un omaggio alla storia del festival: ancora da annunciare gli artisti italiani che interpreteranno i brani preferiti lanciati all’Ariston, anche se qualche nome è venuto fuori qualche giorno fa, ma è ancora in attesa di conferma. Pare che Ferro e Antonacci abbiano detto no, che Eros Ramazzotti sia impegnato col tour, che Claudio Baglioni sia indeciso, così come Venditti. L’unica certezza, al momento, è Elisa che canterà Canzone per te, con la quale Sergio Endrigo vinse il Festival nel 1968. Ospiti della terza puntata Cristian De Sica, che sta studiando con gli autori il suo intervento, e il musicista techno Bob Sinclair, oltre alla Banda dei Carabinieri.

    Venerdì 18 sarà la serata dei duetti dei 12 big e dei Tokio Hotel che si esibiranno con la Sanremo Festival Orchestra, mentre sabato sera gran finale con Maurizio Costanzo (senza Maria De Filippi), Lorella Cuccarini che si esibirà in Fever - tratto dal musical Il Pianeta Proibito - con indosso solo una chitarra e il corpo di ballo di This Is It per un tributo a Michael Jackson: “Abbiamo invitato il coreografo e i cinque ballerini del film ‘This is it’. Sul palcoscenico dell’Ariston porteranno un pezzo della vita di Michael Jackson“. Intanto si cerca di convincere anche Lady Gaga, che chiede, stando a quel che racconta Il Giornale, di cantare con l’orchestra.

    Intanto, come dicevamo in apertura, i giornalisti hanno avuto modo di ascoltare per la prima volta le canzoni in gara. Si prospetta una gara serrata tra Simone Cristicchi, Povia - già indicati come papabili alla vittoria -, Noemi e il Trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici, che potrebbe essere la vera sorpresa di questa edizione. Già candidata al premio della critica Malika Ayane, insieme a Irene Grandi, mentre sembra deludere Arisa, la cui Malamoreno non sembra all”altezza di Sincerità. Complesso, come si può immaginare, il pezzo di Morgan, mentre Valerio Scanu e Marco Mengoni, beniamini di Amici 8 e X Factor 3, avrebbero preferito andare sul sicuro con brani in linea con la tradizione sanremese.

    Poche speranze, invece, per Enrico Ruggeri, Sonhora, Irene Fornaciari e i Nomadi, Fabrizio Moro, Nino D’Angelo e Toto Cutugno non particolarmente incisive.

    Sulla valutazione delle canzoni vi rimandiamo, però, al primo giudizio di Gino Castaldo, apparso su Repubblica: “Facendo la tara, e ricordando sempre che stiamo parlando di Sanremo, emerge una qualche attenzione al mondo che c’è intorno. Da deridere, innanzitutto, con ‘Meno male’ di Cristicchi, un pezzo che fa il verso a Rino Gaetano con rime e ironie corrosive. Da protestare, con la rabbia working class di Fabrizio Moro, cupo e furente con il tocco reggae di ‘Non è una canzone’. Oppure da piangere (“Il mondo piange” di Irene Fornaciari con i Nomadi), e perfino da salvare, ovviamente con l’amore, e nel disperato tentativo si cimenta addirittura la candida Arisa con la allegra filastrocca intitolata ‘Malamorenò’.
    E si continua nell’excursus: “Il festival per definizione è un calderone che avrebbe la presunzione di contenere tutte le possibili italie musicali, e poi si riduce di solito a contenerne gli scarti, con qualche fulgida eccezione. Partiamo dal meglio, per una volta. Fascino, eleganza e qualità saranno garantiti per certo da due canzoni: Malika Ayane fa addirittura a meno del ritornello nella sua ‘Ricomincio da qui’, elusiva, eterea, bellissima. Irene Grandi torna a vendicare la clamorosa esclusione di ‘Brucia la città’ (nel 2007) presentandosi con il medesimo autore, l’ispiratissimo Francesco Bianconi di Baustelle che questa volta ha inventato un agrodolce addio d’amore incorniciato da ‘La cometa di Halley’. Due perle. Alle quali va aggiunta quella che sarà la sorpresa più clamorosa di tutta la manifestazione ovvero Morgan che ha prodotto ‘La sera’, un pezzo complesso e magnifico, totalmente fuori registro dai cliché abituali, una sorta di opera in terzinato che ricorda il sinfonismo di Bindi. Una vera pazzia ma non priva di un suo decadente e perverso fascino. Buono anche il pezzo di Enrico Ruggeri, ‘La notte delle fate’, che va iscritto in quella speciale lista di pezzi che centrano mirabilmente aspetti della sensibilità femminile di cui Ruggeri aveva già dato prova“.
    A qualche sparuto tentativo di qualità deve per forza corrispondere un contrappeso micidiale e senza sconti. Povia, ormai abbonato al sensazionalismo da festival, si produrrà in un racconto su Eluana Englaro (gli rimangono l’aborto, la pedofilia e il divorzio per le prossime edizioni). Toto Cutugno ci mette del suo ma, va detto, con grande dignità. A pesare è soprattutto il suo passato. Pupo, il principe Emanuele Filiberto e il tenorino Luca Canonici delizieranno i trashologhi con la loro lettera d’amore a voci spiegate dedicata alla nostra Italia (tanto per ricordare antichi fasti alla Reitano)“.
    Nino D’Angelo con il suo “inno alla condizione meridionale” è definito “bello e vitale”, mentre restano fuori ancora i paladini dei giovani. “Mengoni, che arriva di diritto come vincitore di X Factor, presenta una canzone imbarazzante. Valerio Scanu è uno che sembra uscito da quelle melodie indistinte che si facevano per i Sanremo minori degli anni Settanta. Ancora una volta giovani che sembrano più vecchi non solo dei loro zii, ma anche dei loro nonni. Si salva, e di molte spanne, Noemi, l’unica tra questi presunti big a portare una canzone degna di questa nome, ‘Per tutta la vita’, e per di più cantata con originalità. Per chiudere i Sonhora, quelli con l’h, che hanno almeno il merito di aver stimolato una delle migliori parodie festivaliere a opera di Elio e le Storie Tese, e che quest’anno portano l’unica vera canzone d’amore in chiave pop, moderna quanto basta, ma inguaribilmente innocua“.

    Ovviamente noi non vediamo l’ora di ascoltarle.

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