Sanremo 2009 sempre più a rischio

Sanremo 2009 sempre più a rischio

Ancora nessun accordo per il Festival di Sanremo 2009, a rischio cancellazione

    Claudio Cappon e Claudio Borea, sindaco di Sanremo, con Alba Parietti

    E’ iniziata ieri la pausa estiva del CdA Rai e ancora non si è trovato un accordo per la nuova convenzione con il Comune di Sanremo per la realizzazione del Festival della Canzone Italiana. Claudio Cappon ha fatto sapere a mezzo stampa di essere molto preoccupato, dati i tempi sempre più stretti per l’organizzazione dell’edizione 2009, e che si fa sempre più concreta l’ipotesi di un anno sabbatico se il Comune continuerà ad opporsi alle proposte della Rai.

    Come già detto, Claudio Cappon, il direttore generale della Rai, sperava di riuscire a portare nell’O.d.G. del CdA di ieri una proposta esecutiva di accordo con il Comune di Sanremo, per pemettere così alla complessa macchina organizzativa del Festival di Sanremo 2009 di mettersi in moto. E invece il Comune non ha elaborato nessuna significativa controproposta a quella avanzata dalla Rai, e sgradita al sindaco della cittadina ligure, limitandosi a dirsi favorevole ad un incontro urgente per tornare a discutere degli elementi cardine dell’accordo.

    La pietra della discordia è, ovviamente, il budget: la Rai vuole ridurre di almeno il 30% il proprio finanziamento per il Festival e le manifestazioni ad esso correlate, finora attestatosi sugli 8 milioni e 300mila Euro. Non solo, ma vuole ridurre il numero di trasmissioni tv in onda da Sanremo che fanno parte solitamente del pacchetto ‘convenzionato’ e avere la possibilità di non fare il Dopofestival, considerato invece imprescindibile dal direttore del Casinò di Sanremo.

    Fatto sta che l’appello lanciato la settimana scorsa da Cappon non ha avuto gli esiti sperati e per questa ragione ieri il d.g. della Rai ha nuovamente ‘avvisato’ stampa e Comune che se non si troverà in fretta una soluzione il Festival 2009 non si farà.


    A questo punto tutto slitta ai primi di settembre, mentre a gettare sale sulla ferita interviene anche Enzo Mazza, il presidente della Fimi, che continua a cantare la ‘morte’ del Festival.
    Riprendendo l’adagio con il quale aveva ‘battezzato’ la scorsa edizione di Sanremo, Mazza ritiene che ormai il Festival sia un inutile carrozzone che costa tanto e non favorisce l’industria discografica italiana. “Anche alla Rai se ne stanno rendendo conto” dice Mazza riferendosi ai tagli voluti dall’Azienda, “bisogna puntare sui nuovi talenti e per far questo il Festival deve rivedere seriamente la sua formula”. Aggiunge poi che “la concorrenza è sempre più agguerrita” e il pensiero corre subito a XFactor e al fenomeno Giusy Ferreri.

    Un anno senza Sanremo non sarebbe poi la fine del mondo. Già nel 1973 la Rai decise di trasmettere solo la serata finale. In ogni caso le intenzioni della Rai, che ha combattuto anche per ridurre il numero di serate (da cinque a tre), ci sembrano sagge. Speriamo che il Comune di Sanremo non tiri troppo la corda, altrimenti dopo un’estate senza Festivalbar ci ‘toccherà’ un inverno senza Sanremo.

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