Sanremo 2009, ripescati Al Bano e Sal Da Vinci

Sanremo 2009, ripescati Al Bano e Sal Da Vinci

Terza serata lunghissima ma emozionante per il 59° Festival di Sanremo, impreziosita dai duetti delle Proposte 2009

    Emozionante ma sfiancante la terza serata del 59° Festival di Sanremo iniziata splendidamente e poi calata per via del mastodontico ritardo accumulato nella prima parte. Fuori Iva Zanicchi, Afterhours, Tricarico e Nicky Nicolai & Stefano di Battista. Vince il melodico, paleo e neo. Offensivo però l’orario in sui si sono esibiti gli Artisti, dalle 00.30 alle 01.00. Ania vince il Sanremofestival.59.

    Iva Zanicchi dice quindi definitivamente addio al palco dell’Ariston: la polemica con Benigni non l’ha aiutata ma va detto anche che la canzone può non piacere. Fuori, come prevedibile, gli Afterhours, certo non giunti a Sanremo per vincere, e Tricarico, molto lontano dalla Vita Tranquilla dell’anno scorso: il suo Bosco delle Fragole lascia perplessi. Fuori, davvero un peccato, Nicky Nicolai &Stefano di Battista, ma non è difficile immaginare che la loro canzone, Più sole, scritta da Jovanotti, avrà un ottimo seguito in radio e nelle vendite.

    Ma veniamo alla serata, partita come la sagra del capello riccio: riccio Giovanni Allevi che l’ha aperta, ricci Riccardo Cocciante e Filippo Perbellini che hanno dato il via al ciclo dei duetti, riccia Gabriella Pession, permanentata all’inverosimile come lei stessa ammette, riccio il modello brasiliano Thyago Alves che ha funto da valletto muto. Sembrava di essere in uno spot iperbolico di Cesare Ragazzi.

    A parte questa notazione tricotica (che fa tanto colore) procediamo, come sempre, a una ricostruzione tematica della serata. Se andiamo in ordine cronologico finisce che ci mettiamo 4 ore, tante quanto è durato il programma.

    I Duetti delle Proposte 2009
    Trascinato dall’eccezionalità del Parterre de Roi che sfila davanti ai suoi occhi, Paolo Bonolis, che ringrazia tutti per il personalissimo regalo ricevuto, perde il senso del tempo, ma la magia è tanta. Ogni ospite, dopo aver accompagnato il proprio protetto, ha ripercorso la propria carriera con un pezzo o con un medley. E il piacere di essere a Sanremo, fuori dai canonici schemi festivalieri, ha attraversato tutti, ospiti, conduttori e pubblico alzatosi spesso in piedi per ballare o cantare con le star. È accaduto con Cocciante, accompagnato dal pubblico in Se Stiamo Insieme, con Lucio Dalla, che ha messo alla prova pubblico, orchestra e conduttori sui suoi virtuosismi ‘lessicali’, con Massimo Ranieri e la sua Perdere l’Amore,e soprattutto con Zucchero, Dodi Battaglia, Maurizio Vandelli e Fio Zanotti che saliti sul palco per accompagnare la figlia di Zucchero, Irene, hanno poi dato vita ad un vero concerto, partito con Pensiero dei Pooh, passato per E Ho in Mente Te, arrivato a Lady Marmelade e conclusosi con Baila Morena. “Non sembra di essere all’Ariston“, commenta Bonolis. Noi aggiungiamo che vedere Zucchero fare il corista della figlia fa quasi tenerezza.

    Ma non si possono dimenticare Quando e l’accenno a Napul’è di Pino Daniele (che ha ripetuto infiniti complimenti a Bonolis per il suo Festival e ha ringraziato anche Bertolaso e Bassolino per il buon lavoro svolto a Napoli, invitando i concittadini a non abbassare la guardia e a continuare la raccolta differenziata); il trio Karima, Mario Biondi (sempre potentissimo) e Burt Bacharach, che ha eseguito al piano un medley dei suoi successi; la simpatica Simona Molinari accompagnata da una Ornella Vanoni che ha cantato Vedrai di Tenco e Una Ragione di Più, omaggio a Mino Reitano. È arrivato sul palco solo a mezzanotte e venti Gino Paoli, con un accenno della sua Gatta e con Il Cielo in una stanza (che immediatamente Bonolis ha dedicato alla moglie Sonia, che oggi compie 35 anni), preceduto da Roberto Vecchioni (Sogna Ragazzo Sogna) e Lelio Luttazzi che con i soui 86 anni ha accompagnato al piano con lo smalto di sempre la giovanissima (un vero personaggione) Arisa per poi eseguire Vecchia America del Quartetto Cetra. Ricordiandovi che i video delle esibizioni sono visibili su www.rai.tv, vi proponiamo in basso la scaletta delle uscite delle Proposte, che hanno iniziato alle 21.13 e hanno terminato alle 00.30.

    Riccardo Cocciante- Filippo Perbellini, Cuore senza Cuore: la canzone ha decisamente cambiato volto e intensità;
    Silvia Aprile – Pino Daniele alla chitarra, Un desiderio arriverà: pezzo perfetto per Pino Daniele ma che sacrifica Silvia;
    Karima – Mario Biondi e Burt Bacharach, Come in Ogni Ora: Karima incerta ed emozionata e questa volta con le scarpe, ma il pezzo non ci entusiasma;
    Irene – Zucchero – Fio Zanotti – Maurizio Vandelli – Dodi Battaglia, Spiove il Sole: Irene ritrova la grinta e la voce, che sfodera con potenza anche sul ritornello ‘Sono in Down’;
    Chiara Canzian – Roberto Vecchioni, Prova a dire il mio nome: pezzo non proprio memorabile;
    Iskra – Lucio Dalla, Quasi Amore: no, purtroppo pezzo e interpretazione non ci piacciono molto;
    Simona Molinari – Ornella Vanoni, Egocentrica: pezzo accattivante e ironico;
    Arisa – Lelio Luttazzi, Sincerità: estremamente piacevole anche per la personalità dell’artista;
    Barbara Gilbo – Massimo Ranieri, Che ne sai di me: dimenticabile;
    Malika – Gino Paoli, Come Foglie: pezzo e interprete affascinante.

    Le canzoni: gli Artisti
    Fischi accolgono la lettura del verdetto dei ripescati che giunge alle 01.25. Fischiata soprattutto l’eliminazione di Tricarico e la promozione di Sal Da Vinci. Il televoto, pilotato o genuino che sia, ha premiato il più classico genere melodico. Saremmo davvero curiosi di conoscere la composizione del televoto e incrociarlo con la composizione del pubblico. Certo, non direbbe molto, forse, visto che il televoto è stato aperto ad inizio puntata, ma fare esibire i sei eliminati tra mezzanotte e mezza è l’una ci sembra un’offesa per degli artisti rimasti in attesa per 4 ore. Da questo punto di vista il Festival non riesce proprio a trovare una soluzione.

    In basso la scaletta degli ingressi, sorteggiata prima della diretta.

    Nicky Nicolai e Stefano Di Battista
    Iva Zanicchi
    Sal Da Vinci
    Al Bano
    Afterhours
    Tricarico

    La serata Tv: Bonolis e Laurenti, una garanzia
    Peccato per la durata, ma del resto lo spettacolo offerto non avrebbe potuto avere quella densità se non si fosse dato spazio alle ‘emozioni’, alle parole, agli omaggi e soprattutto ai duetti, sempre la parte migliore del Festival, che quest’anno raddoppia, proponendoli anche questa sera per le 12 canzoni finaliste degli Artisti.

    Le gag tra Paolo Bonolis e Luca Laurenti, per quanto possano apparire ‘telefonate’ per chi li conosce da anni, hanno sempre quel margine di imprevedibilità che dà il senso di un’improvvisazione intelligente, figlia di una complicità non solo artistica. E su questa complicità un po’ equivoca giocano più o meno a metà serata (abbiamo perso anche noi la cognizione del tempo), quando la Pession illude Bonolis su un bacio che il conduttore riceve invece da Laurenti. I due vanno poi via saltellando a mo’ di effeminati: attendiamo le polemiche dell’Arcigay.

    Si continua anche a giocare con la ‘donna barbuta’ che ogni sera tocca in dote a Laurenti. Questa volta è stato il turno del bellissimo (del resto sono stati scelti apposta) Thyago Alves, che si presenta con un calzino neroazzurro e uno rossonero e che scambia con Bonolis qualche colpo di testa con un pallone da calcio che improvvisamente fa capolino sul palco. In tutto questo il pubblico, soprattutto la galleria, è stato sempre presente e reattivo, costituendo un terzo personaggio sulla scena, un’altra spalla ‘comica’ per il conduttore. Resta memorabile l’intervento di un signore in platea che regge il gioco a Bonolis in uno scherzo a Laurenti, al quale, bendato viene annunciato l’arrivo della sua dama: quando appare sulla scala Thyago dalla platea si sente un “Sei Bellissima” che lascia di stucco anche Bonolis. “Aho’, ma sei proprio ‘na carogna” dice soddisfatto e divertito Paolo che capisce una volta di più di aver conquistato l’Ariston.

    È in effetti è lui a dare il ritmo, a creare l’atmosfera, a motivare i cantanti e gli ospiti, a coinvolgere il pubblico continuamente. Come nella foto di gruppo fatta con Kevin Spacey (entrato cantando un pezzo di Sinatra e rivelando così le sue qualità canore) con lo sfondo della platea dell’Ariston in piedi. “Ahò fate tutti cheese e nun fate le corna me raccomando, mica siamo al G8!” dice Bonolis al pubblico che ride divertito: e noi a casa pure.

    Unico peccato, veniale a questo punto, l’aver voluto cantare Imagine al cospetto di Spacey, che ama sì la canzone ma che aveva già detto di non volerla cantare per il rispetto che nutre nei confronti di John Lennon, “un rivoluzionario che ha dato speranza come potrà darla Obama, la cui elezione è il più grande evento di speranza negli Usa: sono fiero di chiamarlo il mio presidente” dice Spacey. Ridondante, quindi, l’esibizione canora di Bonolis che non vanta certo doti sufficienti; se la poteva risparmiare. Ma Spacey si candida alla direzione artistica del Festival: “Eh – dice Bonolis – se vuoi farlo devi stare attento a uno alto alto che bazzica sempre da queste parti, che però ha dato tanto a questo festival”: e Pippo Baudo viene rievocato per un attimo sul palco dell’Ariston.

    Un piccolo pensiero a Oreste Lionello ha aperto il festival che si è chiuso con l’esibizione mordi e fuggi degli Easy Star All Stars (01.11) seguita dalla lettura della lettera di Niccolò Ammaniti letta da Giorgio Pasotti. Considerato che stasera ci sono i 12 duetti dei big e il verdetto delle Proposte, prevediamo che si facciano almeno le due di notte.

    La primadonna e il valletto
    La Pession (“Hai un cognome … sembra quello di in terzino dell’Atalanta anni ‘70” le dice Bonolis) se la cava benissimo, anzi finisce per essere penalizzata dal taglio di alcuni pezzi di scaletta rimandati a stasera. Restano superflui i valletti, se non per dare materiale comico alla coppia Bonolis-Laurenti.

    Che dirvi di più? Questo festival ci piace, ma questa serata è stata davvero troppo lunga nonostante la scaletta non sia pesante: gli interventi interlocutori restano legati per lo più all’allestimento del palco e all’introduzione degli ospiti. In questo caso omaggiare degnamente 10 big ospiti della canzone italiana e internazionale prende tempo, peraltro necessario. Siamo seriamente preoccupati per i tempi di questa sera che vede anche le 7 conigliette di Playboy, incredibilmente fischiate dal teatro quando Bonolis le ha annunciate. Che il pubblico dell’Ariston non voglia esagerare con le innovazioni?

    2000

    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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