Sanremo 2009: Re Paolo sul trono con Arisa Calimero e Luca Paperino Laurenti

Sanremo 2009: Re Paolo sul trono con Arisa Calimero e Luca Paperino Laurenti

    Re Bonolis con Arisa e Laurenti

    Toni leggeri nel quinto e ultimo Question Time del 59°Festival di Sanremo. Bilancio decisamente positivo: qualità e ascolti sono andati di pari passo, per la soddisfazione dei giornalisti, anche stranieri, del pubblico e della critica. Veri vincitori Luca Laurenti e Arisa, beniamini della sala stampa, mentre Panorama affianca la figura di Paolo Bonolis a quella di Barack Obama: “Ringrazio per la presa per i fondelli’ risponde il conduttore.

    Da tempo non ricordavamo complimenti così sperticati per il Festival di Sanremo, per la conduzione, le canzoni in gara, la struttura delle serate. Solitamente i giornalisti amano sparare sulla Croce Rossa e il Festival è stato sempre un bersaglio privilegiato. Ma sembra che quest’anno ci siano pochi appigli. L’unico scandalo che aleggia sul Festival è quello del televoto, che però accomuna l’evento Rai a tre quarti dei programmi del prime time italiano, soprattutto i reality, che attraversano i palinsesti nazionali per gran parte della stagione tv.

    Sull’argomento, però, Bonolis dà una risposta spiazzante: premette di non aver seguito il caso (del resto ha anche qualche cos’altro da fare) e di essere stato informato da terzi ma afferma: “Mi sembra normalissimo che qualcuno si serva dei call center invece di inviarli da sé“. In pratica, a fronte di un investimento comunque voluto, niente di male a servirsi dei call center. La questione è controversa: se c’è la violazione di un regolamento e di una legge, il caso assume tutt’altro sapore.

    Ampio spazio ad Arisa, che ringrazia Bonolis per averla capita e per essere andata al di là delle apparenze. E spiega l’origine della dichiarazione rilasciata alla stampa questa mattina: “Meglio essere Calimero che Naomi“. “Tutto nasce da un sms che ha ricevuto il mio ragazzo - spiega Arisa – nel quale venivo paragonata a Calimero. Ne sono stata contentissima: preferisco essere affiancata a Calimero“.

    Spazio anche a Luca Laurenti, che raccoglie complimenti non solo per la sua voce e per aver fatto registrare, con Arisa, picchi d’ascolti, ma anche per la sua bravura sul palco. Come risponde? Chiede in prestito un pensiero a Bonolis (B: “Ho per la testa molti pensieri”, Laurenti lo interrompe: “Ecco, me ne presti uno?”) e propone a Arisa un bel fumetto: “A me mi chiamano Paperino, te vuoi fare Calimero, facciamo un bel fumetto insieme!“.

    Infine una domanda ‘scomoda’ su Lucio Presta (“un uomo onesto e un serio professionista” lo definisce Bonolis) e tanti complimenti sulla formula dei duetti adottati per le Proposte. “Ho sbagliato nel 2005 a introdurre l’eliminazione anche per loro: devono farsi le ossa e noi dobbiamo proteggerli“.

    C’è anche chi fa il passo più lungo della gamba, paragonando Bonolis ad Obama per il suo impegno sociale e laico. “Per piacere! La ringrazio per la presa per i fondelli, ma il paragone non ha senso“.
    Ma vi lasciamo con il botta e risposta tra Bonolis e i giornalisti, ricordandovi che questa sera il Festival parte alle 20.45.

    Si parte con un commento sugli ascolti che continuano che essere alti.
    Bonolis: “Sono contentissimo! Grazie al pubblico! Sono felice che sia arrivato quello che volevamo raccontare con questo Festival e che ci sia della buona musica”.

    Questa sera arriverà anche Maria De Filippi, molto preoccupata di essere all’Ariston. Ci saranno come ospiti Vincent Cassel e Annie Lennox e si riascolterà Arisa, che arriva in sala stampa accolta da lunghi applausi.

    Arisa fa una domanda a Bonolis: “Ne ho tante di domande, ma innanzitutto ti ringrazio per avermi capita per aver guardato oltre quello che sono fuori. Ma alla fine non c’ho pensato alla domanda”.
    Bonolis: “Non è difficile capire quello che porti dentro”.

    Paolo Giordano del Giornale: “Complimenti, festival equilibrato e andato molto bene, anche se si dice che non c’è controprogrammazione. Che ne pensate dello scandalo del Televoto e del vantaggio che può avere Marco Carta, già abituato al televoto?”.
    Bonolis: “Credo che sia stato un comico quello che ha detto che il Festival non aveva nulla da affrontare. Mediaset ha schierato tutte le sue perle: Amici, Scherzi a Parte, I Cesaroni. Delle polemiche del televoto me ne hanno parlato: mi sembra normalissimo però che qualcuno si serva dei call center invece di inviarli da sé. Il voto popolare potrebbe comunque favorire taluni al posto di talaltri, favoriti però dal semplice fatto di essere stati al Festival, e mi riferisco a tutti gli eliminati”.
    Mazzi: “Basta ricordare in effetti che nel 2005 i Negramaro furono eliminati”.

    Giornalista sconosciuto: “Tempo di bilanci, i picchi ci sono quando hanno cantato Arisa e Laurenti.

    Non è che sono loro i veri vincitori del Festival? Esiste per loro uno spazio televisivo e te ne puoi fare carico?”
    Bonolis: “Hai ragione e non è un caso che siano qui, è una scelta. Conoscevo le qualità di tutti partecipanti del Festival. Mi auguro di poter continuare in altri ambiti televisivi a presentare quello che mi piace”.

    Annalia Venezia, Panorama: “Si è parlato in modo un po’ polemico del suo potente manager Lucio Presta. Cosa ne pensa? E come è iniziato il vostro rapporto”.
    Bonolis: “Ci sono persone che parlano di altre persone senza sapere quello che dicono. Il dott. Presta lavora con grande dedizione e professionalità, altrimenti non lavorerei con lui. Non ha nessuna pendenza, ama la sua famiglia e il suo lavoro. Si è dedicato a me e a Benigni con l’onestà di un amico. L’ho conosciuto tanti anni fa durante Belli Freschi. Prima lavoravo con Luigi Biamonte, altra persona professionale e onesta, ma con lui è un rapporto diverso: mi hanno sempre seguito con attenzione, seguendo l’etica con cui ho sempre impostato la mia vita”.

    Giò Alaimo del Gazzettino: “La formula vincente è stato il binomio delle Proposte e dei big: la vittoria di Arisa è anche la vittoria di Lelio Luttazzi. Questa unione di antico e moderno funziona. Forse in futuro bisognerà puntare ancora di più sui giovani, anche rispetto ai soliti noti che partecipano nei grandi”.
    Bonolis: “È quello che abbiamo provato a fare. Il Festival deve onorare chi ha dato tanto alla musica italiana e chi può dare tanto: il minimo comun denominatore è stato che da quanto è nata la musica cambiano tecnologie, partiture, ma fondamentalmente si canta sempre la stessa canzone. Il 59° Festival è una tappa nella grande corsa della musica italiana. Io commisi un errore nel 2005, quello dell’eliminazione anche per i giovani: non era e non è giusto”.

    Federico Vacalebre, Il Mattino: “Doveva essere la serata delle playmate e poi della Pornostar e poi ha vinto Arisa che proclama che è meglio essere Calimero che Naomi”.
    Bonolis: “Il punto è offrire un ampio ventaglio, poi il pubblico sceglie”.
    Arisa: “Vi spiego com’è nata questa cosa. Questa notte è arrivato un sms al mio ragazzo nel quale venivo paragonata a Calimero: e ne sono stata contenta”.

    Chiara Moniaci, Italia Oggi: “Hai parlato di diritti gay, di stato laico: sei un po’ l’Obama dello spettacolo italiano?”
    Bonolis: “La prego! La ringrazio per questa presa per i fondelli, ma non è minimamente paragonabile l’impegno di un presidente degli Usa e di un ‘pistola’ come me che fa spettacolo”.

    La moderatrice Patruni: “Su qualche giornale si parla di un partito Forza Sanremo…”…
    Bonolis: “Non vorrei che la Politica prendesse una piega sinistra… andiamo avanti”.

    Marzia Forni, Radio Ticino: “Ti ringraziamo per essere stato così vicino, diversamente da altri conduttori. Perché non pensi ad una giuria con le radio locali, che sono davvero libere scelgono quello da trasmettere”.
    Bonolis: “Buona idea, si può fare”.

    Radio France International: “Auguri per il prossimo festival! Mi piacerebbe che l’Italia accogliesse cantanti europei”.
    Bonolis: “Non lo so se lo farò il prossimo Festival. Ma sarei felice anche io se la Francia accogliesse i nostri cantanti”. Applausi dalla sala stampa.

    Silvia Aristova, Radio Bulgaria: “Complimenti a Paolo e a Luca, eccellenti: idea brillante quella dei duetti, avete fregato i big. È chiaro che il Festival ha riconquistato la sua popolarità. Si definirebbe il nuovo conduttore nazional-popolare o con quale definizione si riconoscerebbe?”
    Bonolis: “Baudo all’epoca si inalberò, ma non c’è niente di male nell’esserlo. Va bene così, se piaccio alla gente mi fa piacere”.

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