Sanremo 2009: Maria De Filippi, la valletta che ha dominato l’Ariston

Maria De Filippi valletta regale per la finalissima di Sanremo 2009

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    Il sogno di Maria De Filippi, fare la valletta a Sanremo, si è realizzato; il sogno di Fabrizio Del Noce, averla in Rai e magari affidarle la conduzione nel 2010, resta per ora un miraggio. Nel mezzo Paolo Bonolis ha coronato i suoi sogni di gloria, con un festival che è riuscito a riunire critica, qualità e ascolti. Re Paolo e la Regina Maria sono i veri vincitori di questa 59ma edizione del Festival di Sanremo.

    Sei tu il vero vincitore del Festival” ha detto Maria a Paolo poco prima della lettura del verdetto finale che ha incoronato Marco Carta, pupillo della De Filippi e idolo delle folle tv raccolte intorno al fenomeno Amici (ora in calo di smalto). Un giudizio che è rimbalzato frequentemente sulla stampa e sul web negli ultimi giorni, almeno dalla seconda serata, quando si è capito che gli ascolti di Sanremo avevano arginato anche la Corazzata De Filippi impegnata nel suo talent su Canale 5.

    Ma se a Bonolis sono serviti 8 mesi di lavoro matto e disperatissimo per mettere in piedi un Festival che ha saputo mescolare con intelligenza leggerezza, impegno, qualità musicale, spettacolo televisivo, coinvolgendo il pubblico in teatro e quello a casa, che per la prima volta avrebbe dato volentieri qualcosa in cambio pur di partecipare a quella grande Festa che sono state le serate festivaliere, a Maria è bastato davvero APPARIRE nel suo look sexy in cima alle scale per avere tutti ai suoi piedi, in assoluta adorazione.

    Avere te come valletta è come avere Schumacher che guida il tram, Tremonti che va a fare la spesa, Berlusconi che fa l’antennista” le dice Bonolis che nel presentarla ha ben ridato l’immagine delle attese sul Festival prima che si alzasse il sipario: “So’ quattro giorni che cerchiamo di distrarvi con le canzoni, con ‘sta garetta, ma voi niente: vi state domandando ‘Ma Maria arriva davvero?’”.

    E Maria, con poche parole, con la sua idiosincrasia per il gobbo, con il suo braccio a cingerle la vita e il gelato perennemente in mano, ha rubato la scena a tutti: a Bonolis, a Laurenti - vistosi pochissimo durante la finale, addirittura ‘fuggito’ al confine -, al Festival stesso, dando l’impressione che il suo arrivo sul palco abbia scompaginato definitivamente gli ‘equilibri’ della gara che ha poi visto dominare Marco Carta.

    La sua canzone di sicuro impatto, perfetto per le radio e per il mercato discografico: è orecchiabile, è semplice da ricordare, è sicuramente popolare e diventerà rapidamente un tormentone. Di certo non è proprio una ‘gran canzone’: giusto per rimanere nell’ambito delle canzoni che avrebbero potuto conquistare le fasce più giovani del pubblico, la Biancaneve di Alexia con Mario Lavezzi o Più Sole di Nicky Nicolai e Stefano di Battista danno più di una pista al pezzo di Carta, per fascino, musica, appeal, spessore.

    Ma poco importa, Marco Carta ha dimostrato nei suoi mesi di partecipazione ad Amici di aver raccolto un pubblico trasversale, che abbraccia nonni e nipoti e che si è fatto sentire al televoto. Che la ‘Forza Sua’ sia Maria è praticamente indiscutibile, nonostante gli sforzi fatti da Maria per non ‘oscurare’ il suo pupillo.

    Il motivo per cui sono qua – dice Maria in apertura – sei tu e lo dico pubblicamente: hai una grande umanità, una grande capacità come conduttore e complimenti per questo Sanremo, tornato ad essere un evento” anche per fermare la ridda di considerazioni sull’ormai avvenuta sdoganamento di RaiSet, sull’occupazione militare che Mediaset ha fatto dell’Ariston. Di certo il risultato è senza precedenti: comunicati stampa entusiastici sul Festival giungono sia dalla Rai che da Mediaset. E il Tg5 della notte ha dato ampio spazio al Festival rivendicando la vittoria del beniamino di Amici 7.

    L’unico peccato è il giro di gag troppo ‘scritto’ che ha visto protagonisti Maria De Filippi e Bonolis: dal siparietto iniziale di Maria che ha paura delle scale e chiede un corrimano, al secondo tormentone, ovvero in confronto i ‘marchi di fabbrica’ delle due conduzioni, la parlantina logorroica di Bonolis e lo stile asciutto di Maria. “A Mari’ se faccio come te il Festival me dura du’ minuti!” dice Bonolis a Maria che mentre lui parla legge il giornale. Le va riconosciuto di essere entrata al festival in punta di piedi, di non aver incontrato i giornalisti in sala stampa per non distogliere l’attenzione da Bonolis, di non aver percepito alcun compenso: ma sentire Maria pronunciare (magari anche tentennando un po’) la formula di rito (sarebbe stata memorabile la combinazione Di Luca Jurman, La Forza Mia, dirige il Maestro Peppe Vessicchio, canta Marco Carta) a mo’ di cantilena ironica non ha prezzo!

    Evviva Maria! Che oggi tornerà nell’arena di beghe condominiali in cui si è trasformato il suo Amici: ma se le beghe fanno vincere Sanremo perché dovrebbe rinunciarci?

    (Foto: Ansa, LaPresse)