Sanremo 2009, ancora segreto il testo di Povia

Sanremo 2009, ancora segreto il testo di Povia

Povia non fa pubblicare a Tcv Sorrisi e Canzoni il testo del suo brano, Luca Era Gay, in gara al prossimo Festival di Sanremo

    Ancora polemiche per Povia

    Tv Sorrisi e Canzoni ha pubblicato oggi, come tradizione, i testi delle canzoni in gara a Sanremo: tutti meno quello di Luca Era Gay, il discusso brano di Povia. Il testo sarà reso noto solo nel numero del 16 febbraio, alla vigilia del Festival. Perché? Lo spiega lo stesso cantante in una lettera indirizzata ai lettori: non per megalomania, dice, ma per evitare altre polemiche. Ma ci faccia il piacere!

    Ci viene in mente una battuta di un celebre film di Moretti che recita più o meno “Mi si nota di più se vado alla festa o se non ci vado?”. Povia ha evidentemente scelto la seconda, non facendo pubblicare al settimanale di Signorini il testo della sua canzone. Ma alla festa di Sanremo ci andrà, eccome! Peraltro arriverà sul palco dell’Ariston con un’attesa che altri cantanti si sognano.

    Ma leggiamo quanto scritto nella lettera pubblicata da Sorrisi.

    Gentili lettori,
    le polemiche attorno alla mia canzone sono nate dalla pubblicazione del titolo Luca Era gay che ha fatto insorgere molti da diverse angolazioni.
    In tanti mi hanno chiesto di rivelare qualcosa in più sul pezzo, ma ho preferito il silenzio verso coloro che avevano già decretato la sentenza senza aver ascoltato il brano.
    Ho scelto invece di parlare, confrontarmi, discutere anche con toni eccessivamente accesi e duri con tutti coloro che mi hanno scritto privatamente attraverso i miei canali Internet.
    Nonostante abbia ricevuto promesse di proteste organizzate e anche minacce violente e quindi abbia pensato inizialmente di non far conoscere il testo fino alla mia prima esibizione all’Ariston, ora ho deciso di renderlo pubblico il giorno prima della mia esibizione per evitare in questa settimana ulteriori discussioni e contestazioni.
    Vi chiedo con tutto il cuore di non pensare che abbia voluto ritagliarmi uno spazio solo mio (nooooooo!, n.d.r.): non credo di averne bisogno, non dopo tutto questo ‘caos’ che si è già creato intorno a me e al mio brano.

    Chiedo scusa di quest’assenza prima di tutto a voi […]. Credo nella canzone che ho scritto e difendo la verità che racconto.
    In buona fede,
    Giuseppe Povia


    Appare evidente come questa lettera sia piena di contraddizioni: se veramente avesse voluto pubblicare il testo della canzone prima della sua esibizione – tornando sulla decisione inizialmente presa, quella di non renderla pubblica – allora non ci sarebbe stata migliore occasione di questo numero di Sorrisi, insieme a tutti gli altri concorrenti; in più così dà la sensazione di non ‘credere’ nel suo testo e “nella verità che racconta”, esattamente l’opposto di quanto dice in chiusura di lettera. Se a questo aggiungiamo l’excusatio non petita (notoriamente accusatio manifesta), quando prega il pubblico di “non pensare che l’abbia fatto per avere uno spazio tutto suo” ed ergersi definitivamente a ‘caso’ del Festival, il quadretto è completo.

    Caro Povia,
    abbi il coraggio di dire che stai facendo di tutto per far crescere le polemiche e catalizzare l’attenzione del Festival, attenzione che anche l’anno scorso sei riuscito ad ottenere paradossalmente con la tua esclusione.
    Attenzione, però, che più l’attesa sale più il brano dovrà essere all’altezza: ma fidandoci dei giudizi di Gino Castaldo, che l’ha ascoltato in anteprima, Luca Era Gay è un brano mediocre.
    E se il pubblico non lo voterà come speri sarà facilissimo per te giustificare la débâcle come conseguenza della campagna denigratoria nei tuoi confronti messa in atto dall’Arcigay e dai ‘comunisti’.
    Di sicuro i riflettori saranno tutti per te: occhio, però, che scottano.

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