Sanremo 2009: dubbi sul voto; Bonolis non pensa al 2010

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    Terzo Question Time di Sanremo 2009

    Terzo Question Time per il 59° Festival di Sanremo. Paolo Bonolis arriva trafelato, giusto in tempo per rispondere alla prima bordata, quella di Mario Luzzatto Fegiz (Corsera) che evidenzia la confusione del voto della giuria demoscopica, sollevando dubbi sulla correttezza dei risultati.

    Coordinato come sempre da Susanna Petruni, la conferenza stampa del dopo seconda serata vede ancora protagonista Paolo Bonolis, principale obiettivo delle domande dei giornalisti.

    Si apre con il programma della terza serata. ”Questa serata sarà all’insegna della trasversalità della musica italiana storica che accompagna il futuro della musica italiana con il programma dei duetti delle Proposte -dice Bonolis – e gara importante per gli Artisti: il pubblico da casa voterà due brani da ripescare, quattro usciranno definitivamente. Parleremo di bambini, incontreremo Kevin Spacey. Ci sarà Gabriella Pession e Thyago Alves. Ancora tanta energia, quella che finora ha ben pagato”.

    Ma ecco Mario Luzzatto Fegiz, Corriere della Sera, che indaga sul meccanismo di voto delle giurie demoscopiche: “Dopo lo spettacolo – dice Fegiz – ho lasciato i panni del cronista e sono andato dai giurati. Almeno tre di loro mi hanno detto che c’è stata una gestione assurda del voto, con la giuria divisa in settori e ciascuno era chiamato a votare all’accensione di una specifica lampadina. Dopo di che è stata chiesta una comferma del voto, sperando che sia stato identico al precedente. Molti non vedevan le lampadine, alcuni hanno detto di non spiegarsi l’eliminazione di Al Bano visto che l’anno ripetutamente votato. Insomma molta confusione che potrebbe avere condizionato il voto”.

    Risponde Pagnoncelli, della società che gestisce il voto, che spiega il meccanismo: “I giurati sono divisi in tre settori, chiamato a votare all’accesione di una lampadina di un certo colore. La votazione finale serviva a recuperare i voti di coloro che magari non aveano votato in tempo, nella finestra prevista, o che non avevano visto le lampadine. In una sola circostanza abbiamo registrato 290 voti su 300, ma la votazione è stata riproporzionata a 300 con un meccanismo di calcolo che ha dato alle 10 persone un voto medio calcolato su quelli ricevuti”.

    La spiegazione non conforta Fegiz, ma una quota di errore è sempre prevista in un sistema statistico.

    Procediamo di seguito con le domande rivolte a Bonolis.

    Massimiliano Parente di Libero: “Su Povia la toppa è stata peggiore del buco. Fammi una promessa: per l’anno prossimo obbligalo a fare una canzone intitolata ‘Alessandro Cecchi Paone era etero’”.

    Non male come sintesi sulle polemiche post esinizione di Povia e soprattutto su Alessandro Cecchi Paone, vero prezzemolino della tv in questi giorni, presente su Rai e Mediaset ad ogni ora del giorno e della notte.

    Stefano Mannucci, Il Tempo: “Forse è prematuro, ma fino a pochi giorni fa si diceva che il Festival era morto ora gode di troppa salute. L’anno prossimo torni? O Chi vedresti al tuo posto?”

    Bonolis: “Non so che dirti per ora mi godo questo Festival, di quello che succederà a Sanremo l’anno prossimo non lo so. Ma credo che Fabrizio del Noce abbia ragione nel dire che il Festival ha bisogno di un continuo ricambio: non è possibile in un anno proporre una cosa completamente nuova. Non posso dunque che tirarmi indietro”.

    RDS: “Numeri alla mano non ti si può che fare i complimenti. Cosa cambieresti delle prime due serate e quali correttivi pensi di portare nei prossimi giorni. In più stasera avrai notato che il televoto scatenerà tre tre grandi pubblici, quello di Al Bano, di Jovanotti e di Gigi D’Alessio”.

    Bonolis: “Ricordo che sono in sei i pubblici, non dimentichiamo Tricarico, Iva Zanicchi e gli Afterhours. L’unica cosa che mi è mancata è la presenza dei Queen (per bilancio, n.d.r.) e Sean Penn con i Pearl Jam (per l’Oscar, n.d.r.)”.

    Walter Porcedda, La Nuova Sardegna: “Alla luce del successo dei talent show pensi che si possa ipotizzare un reality musicale agganciato a Sanremo?”.

    Bonolis: “Sanremo ha necessità di modernizzarsi, ma ha una tradizione, un’ortodossia che non può essere dimenticata”.

    Ferruccio Crevatin, TeleCapodistria (“Facevate i film zozzi! -lo saluta Bonolis – ‘Mmazza quanti ne ho visti!”): “Hai fatto più volte riferimento al duro lavoro fatto in questi nove mesi. Quanto non sei riuscito a concretizzare?”

    Bonolis: “Tutto quello che non si è concretizzato è dipeso dalle circostanze, non da qualcuno che mi ha impedito di farle”.

    Paolo Giordano, Il Giornale: “Anche l’Osservatore Romano si è occupato di Sanremo che l’ha stroncato. Che ne pensi?”

    Bonolis: “Sì ho letto, usati Temrini alquanto acrimoniosi. Ognuno può esprimere quello che crede, sia sui temi gravi della vita (in riferimento al caso Eluana Englaro, n.d.r.) che su quelli leggeri della musica. L’importante è che sia sulla vita che sulla canzone si rispetti la libertà dell’individuo di scegliere”.

    Paolo Abbiamonte, Ansa: “Le giurie hanno fatto sì che alcuni nomi cari alla critica, Nicolai e Afterrhours, siano stati eliminati, secondo tradizione del Festival”.

    Bonolis: “Questo è il Festival. Per me è stato motivo di orgoglio e felicità avere sul palco ciò che amo, soprattutto gli Afetrhours, alieni da questo palcoscenico. E li ringrazio per il coraggio. Lo stesso vale per gli altri. Ma il pubblico è libero di decidere, non deve scegliere quello che piace a me”.

    E con questo vi lasciamo alla terza serata e ai commenti.