Sanremo 2009: il Comune cede, accordo possibile

Sanremo 2009: il Comune cede, accordo possibile

Sanremo 2009, il Comune apre alla trattativa con la Rai

    Il casinò di Sanremo

    Dopo l’ultimatum lanciato mercoledì 6 agosto dal direttore generale della Rai, Claudio Cappon, che ha minacciato la sospensione del Festival di Sanremo 2009 per l’atteggiamento del Comune di Sanremo, sordo alle proposte ‘salva bilancio’ della Rai, il sindaco della cittadina ligure, Claudio Borea, ha inviato un fax urgente a Viale Mazzini dicendosi pronto ad accettare gran parte delle condizioni poste dalla Tv di Stato per il rinnovo della convenzione. Resta aperta la questione Dopofestival.

    Il Comune di Sanremo fa marcia indietro, ma non vuole una resa incondizionata. Questo, più o meno, il messaggio giunto via fax ai vertici Rai con oggetto il rinnovo della convenzione tra la Tv di Stato e l’amministrazione comunale della città che ospita da quasi 60 anni il Festival della Canzone Italiana.
    Claudio Borea, sindaco di Sanremo, non vuole passare per ‘colui che cancellò il Festival’ e per questo cerca di correre ai ripari con una lettera che riapre le trattative arenatesi da mesi su bugdet, durata della convenzione, pacchetto trasmissioni collaterali e soprattutto Dopofestival.

    Partiamo dal budget: la Rai ha finora speso una cifra che si aggira sugli 8 milioni e 300mila euro all’anno. Per il rinnovo della convenzione la Rai ha proposto una riduzione del 30%, il Comune invece voleva un aumento del finanziamento. Dopo il secondo ultimatum di Cappon, il sindaco rinuncia all’aumento chiedendo però che non si vada al di sotto della cifra finora stanziata. La trattativa sul punto resta aperta.

    Seconda questione, la durata della convenzione. Pare che su questo la Rai l’abbia spuntata: il Comune accetta la riduzione da cinque a tre anni chiesta dalla Rai.

    Un modo per tenere maggiormente sotto controllo costi e risultati.

    Terzo punto, il numero delle trasmissioni Rai da Sanremo che solitamente fanno parte del pacchetto Sanremo. Tali trasmissioni si dividono in tre fasce, A-B-C. La Rai cerca di ridurle, il Comune accetta ma a condizione che in totale, nell’arco della convenzione, ne siano realizzate minimo 12 e minimo 3 all’anno, tutte di alto contenuto qualitativo e di forte appeal per la promozione della città. Sarebbero confermate, in questo assetto, Sanremo Lab e Club Tenco, tra le altre.

    Il Comune non arretra sulla questione ‘marchi’: Festival della Canzone Italiana e Festival di Sanremo devono restare all’amministrazione comunale, in esclusiva.
    La lotta si consuma ancora sul Dopofestival, che la Rai vorrebbe abolire sia per i costi, sia per il fatto che il conduttore (ancora ufficioso) del Festival 2009, Paolo Bonolis, non lo ama affatto. Su questo punto finora l’opposizione del Comune è stata ferma, ora però il sindaco fa sapere che sul Dopofestival, in effetti, non ci sono obblighi contrattuali. Insomma si apre anche sull’eliminazione del Dopofestival, anche perchè sarebbe inutile impuntarsi a questo punto sul ‘dopo’ di un festival che rischia di saltare.

    Insomma, l’apertura del Comune, tanto attesa da Cappon, è giunta. Vedremo come evolverà la trattativa, ma a questo punto l’accordo sembra davvero vicino.

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