Sanremo 2009, Del Noce: “Senza ascolti si chiude”

Ultime bordate dai vertici Rai al 59° Festival di Sanremo a poco più di 24 ore dal debutto

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    Fabrizio Del Noce e Paolo Bonolis

    Con la conferenza stampa inaugurale arrivano nuove bordate dei vertici Rai al Festival di Sanremo. “O si fanno gli ascolti o si chiude” dice Fabrizio Del Noce e Paolo Bonolis replica: “Non sono il medico del Festival”. E sulla questione dei milionari diritti tv ceduti a Benigni RaiTrade, la società che gestisci i diritti, mette in guardia Claudio Cappon, direttore generale della Rai : ”Ceduti beni per oltre un milione di euro”.

    Certo che la Rai, e in particolare Fabrizio Del Noce, sa come motivare i conduttori del Festival di Sanremo, paragonabili a degli agnelli sacrificali da offrire al dio Auditel.

    Si potrebbe dire che Del Noce ha un senso dei tempi ‘perfetto’, visto che due anni fa approfittò della conferenza stampa della vigilia per avvertire Pippo Baudo che non sarebbe stato riconfermato e che stava cercando di riportare all’Ariston Bonolis (progetto poi realizzatosi solo due anni più tardi) e quest’anno coglie l’occasione per rinnovare la minaccia di chiusura del Festival, già lanciata durante i tempi morti del rinnovo della convenzione Rai-Comune di Sanremo.

    Era il 19 dicembre quando Del Noce annunciò alla stampa che il Festival sarebbe potuto morire; ora, a circa 24 ore dall’alzata del sipario, torna sull’argomento. “Parliamoci chiaro, o arriveranno i risultati quest’anno o dovremo ufficializzare la crisi di questo evento”. Certo, precisa che la responsabilità non sarebbe da attribuire al direttore artistico e conduttore Paolo Bonolis, che ha approntato un calendario ricco e vario: evidentemente la colpa dovrebbe ‘ricadere’ sul mutato gusto degli italiani, su un evento ormai 60enne che non ha più l’appeal di una volta.

    Bonolis, però, non ci sta ad assumersi la responsabilità di una chiusura del Festival: essere ricordato come l’ultimo conduttore non è proprio piacevole e quindi risponde, mettendo anche le mani avanti e difendendo il suo operato: “Non ho poteri medicamentosi sul Festival. Credo che questa manifestazione abbia in sé gli anticorpi per riprendersi. Diciamo che noi speriamo di riuscire a metterli nella giusta luce”. E per sottolineare il suo inedefesso impegno annuncia l’arrivo di Kevin Spacey nella serata di giovedì.

    Altro punto delicato tornato alla ribalta nella conferenza stampa di questa mattina, il famigerato compenso di un milione di euro per Bonolis. È Del Noce, in questo caso, a difendere conduttore e Azienda, dopo le accuse lanciate da Bonolis a coloro che trovano ogni scusa utile per delegittimare il Festival. “Sono veramente molto stupito da queste polemiche, pretestuose e fuori luogo – dice Del Noce – Negli anni scorsi ci sono stati compensi più alti. Fra l’altro l’accordo con Bonolis è stato fatto molto prima dell’esplosione della crisi economica. I compensi non possono non tenere però conto dell’impegno dell’artista: non è che Bonolis arriva oggi a Sanremo e va via domenica e il festival per lui si chiude lì. Il lavoro sul festival dura mesi e mesi. La prima riunione con Benigni – ha detto il direttore – io l’ho fatta nel mese di giugno ma il lavoro suo era già partito prima perché aveva già un’idea chiara su come organizzare il festival. Se poi vogliamo fare l’austerity dello star system allora applichiamola anche ai calciatori. Ma francamente mi sembra che qui si cerchi solo la polemica su un caso particolare”. Per di più, annuncia con orgoglio il direttore, sono stati risparmiati finora circa 500.000 euro. Mah!

    Ma il nervo davvero scoperto per questo 59° Festival di Sanremo, destinato ad avere effetti di lunga durata sull’azienda, riguarda l’accordo tra la Rai e Roberto Benigni sullo sfruttamento dei diritti tv delle sue esibizioni. Come ricorderete è stato di fatto stipulato uno scambio tra le due parti: la Rai verserà all’attore 350.000 Euro come compenso per la sua partecipazione alla serata di domani che di cui Benigni ne ‘restituirà’ 340.000 come ‘pagamento’ per circa 500 minuti degli oltre 600 di materiali video i cui diritti sono in possesso della tv di Stato. Uno scambio decisamente disequilibrato, come evidenziammo in un nostro precedente articolo, e come dimostra anche la lettera inviata da RaiTrade, società che gestisce i diritti dei programmi Rai, al presidente Cappon. Nella nota, RaiTrade sottolinea come un minuto dei diritti home video del materiale con Roberto Benigni vale sul mercato 2.200 euro. Il valore reale dei 500 minuti ceduti a Benigni ammonterebbe, dunque, a 1.100.000 Euro, cifra che chiunque dovrebbe versare per produrre un dvd con le sue perfomance. Una situazione ben diversa da quella ‘pubblicizzata’ dalla Rai. Se la prima serata non dovesse fare il boom di ascolti se ne sentiranno delle belle.

    (Foto: Ansa; AdnKronos)