Sanremo 2008, per i Giovani vincono i Sonohra. Alla Bertè il “primo” premio della Critica

Sanremo 2008, per i Giovani vincono i Sonohra. Alla Bertè il “primo” premio della Critica

Sanremo 2008, per i Giovani vincono i Sonohra

    Il Festival di Sanremo ha consacrato il primo vincitore: i Sonohra hanno conquistato il primo posto, seguiti da La Scelta e Jacopo Troiani. Premio della Critica per i Giovani alla rivelazione Frank Head, premio della Sala Stampa ad Ariel. Una serata dominata dai superospiti, italiani e stranieri, dai premi del Comune e consluso con la consegna a Loredana Bertè del premio della Critica vinto dalla sorella Mia Martini nel 1982 e mai ritirato. In tutto questo i Giovani sono praticamente scomparsi dalla scaletta. Altro che rinnovamento! E’ stata la serata più stiracchiata ed esasperante del Festival.

    Il clou della serata arriva all’una e mezza di notte, con l’esibizione di Loredana Bertè che torna sul palco con Ivana Spagna per riproporre il brano escluso dalla competizione, Musica e Parole, e soprattutto per ritirare dalle mani di Pippo Baudo il premio della Critica che fu assegnato nel 1982 a Mia Martini per Ma Non Finisce Mica il Cielo. Un premio mai ritirato che nacque a Sanremo proprio quell’anno per una spontanea iniziativa dei giornalisti, istituzionalizzato l’anno successivo e infine dedicato a Mimì dopo la sua scomparsa. Per la prima volta in tre giorni Loredana si toglie gli occhiali da sole per mostrare la propria commozione, che ha velocemente coinvolto palco e platea.

    Poco dopo, al termine di una serata infinita, la proclamazione dei primi tre classificati: vince il duo stile Zero Assoluto, che Chiambretti ha ribattezzato “la risposta a Paola e Chiara”, ovvero i Sonohra con L’Amore. Fuori dalla terna i Frank Head conquistano il premio più ambito, quella della Critica.

    Il guizzo finale non salva però la puntata più lunga e indigesta del Festival, terminata all’una e quaranta. Otto cantanti in gara e cinque superospiti italiani, cui va aggiunta Leona Lewis, superstar del pop internazionale nata ad XFactor (arrivata giusto in tempo per “promuovere” la versione italiana del format, al via lunedì 10 marzo su RaiDue) sarebbero stati sufficienti a riempire tre le ore di trasmissione. Sembra però che la scaletta vegna riempita in orror vacui: i balletti delle vallette, i giochi della scenografie, esibizioni di ospiti a “sopresa” hanno finito per oscurare completamente la gara ed esasperare chi era incuriosito di conoscere il primo verdetto della 58a edizione.

    E dire che la serata era partita benissimo, con una Giorgia in grande spolvero, che ha regalato al pubblico due brani particolari, The Man I Love e Se Stasera Sono Qui, e La La Song, singolo del suo ultimo album, “Stonata”.
    La prima parte della quarta serata è stata interamente dedicata ai superospiti italiani. Dopo l’esibizione dei Sonohra, privilegiatissimi perchè esibitisi alle 21.20 – aprendo la puntata e facendo sperare in una rapida risoluzione della gara dei “cadetti” – sono sfilati sul palco Giorgia, Jovanotti e Fiorella Mannoia in rapida successione.
    Un’ora e un quarto di grande classe e di ottima musica, in cui hanno sicuramente fatto la parte del leone Giorgia e Fiorella Mannoia, riuscita a far cantare il pubblico sulle note di Quello Che Le Donne Non Dicono e ha offerto calde interpetazioni di Sally e Io Che Amo Solo Te. Grandi classici della musica italiana e intenazionale che hanno fatto di certo emozionare il pubblico.

    Jovanotti ha invece sostanzialmente lasciato il palco al suo personale ospite, l’inatteso Ben Harper, che ha regalato un’intensa interpretazione. L’artista italiano si è limitato a fare da contorno, proponendo Fango e il nuovo singolo A Te, salvo conquistare le aperture dei gionali per la sua provocazione politica. Già nel pomeriggio aveva tenuto banco per la sua reticenza a firmare la liberatoria sulla Par Condicio, sottoscritta poi con l’aggiunta di una postilla “Credo che sia inutile”. Di certo è stata inutile visto che ha poi affrontato il tema politico, sebbene preso da lontano, dal candidato democratico Barack Obama, che a suo dire dovremmo poter votare anche noi. Il parallelo Obama-Veltroni è ormai un topos della campagna politica per cui giornalisti e pubblico hanno facilmente tratto le conclusioni, nonostante gli sforzi di Baudo di gettare acqua sul fuoco.

    La giovane Ariel riesce a ritagliarsi un attimo per proporre il suo brano, Ribelle poi premiato dalla Sala Stampa, prima che arrivi sul palco Leona Lewis, con microfono tempestato di strass.
    Dopo un altro blocco di giovani e l’intervento, carino ma inutile, dei Childern Tappers, gruppo di piccolissimi ballerini di Tip tap di Roma (Sud), è il turno poi di Gianni Morandi, mentre I Pooh arrivano a mezzanotte e mezza, appena prima dell’ultimo gruppo in gara, i Milagro, esibitosi all’una. E per colmare il vuoto in attesa dei risultati si omaggia il premio Oscar Nicola Piovani don il riconoscimento del Comune di Sanremo.

    La gara dei giovani è cosi diventata un riempitivo, animato talvolta da qualche contestazione del pubblico verso i giudizi espressi dalla giuria di qualità nella quale l’unico davvero titolato ad esprimere un parere era senza dubbio Claudio Cecchetto. Suoi i voti più alti: i suoi 10 hanno benedetto l’estate dei Frank Head, dei Sonohra e dei la Scelta e hanno dimostrato le sue attese e le sue speranze per il 17enne Jacopo Troiani.
    Accanto a lui tre beniamini dei giovanissimi, Nicolas Vaporidis, Sarah Felberbaum e Federico Moccia. “Pesce fuor d’acqua” la nuotatrice Alessia Filippi che ha candidamente ammesso di non sapere cosa ci facesse lì. E va detto che più di una volta gli sguardi assenti della Felberbaum e di Vaporidis hanno intenerito per l’evidente necessità di un caffè. In basso la tabella riassuntiva dei voti da loro espressi, che hanno pesato per il 20% sul risultato finale.

    I Voti espressi dalla Giuria di Qualità

    Evidentemente gruppi demoscopici e pubblico da casa hanno preferito le sonorità più “rassicuranti” dei fratelli Sonohra.

    Aspettiamo con ansia i risultati d’ascolto di questa serata che fa ha fatto ripiombare il Festival nella solita, eterna liturgia. Le premesse per stasera non sono migliori: rinnovando l’invito a seguire la serata finale Chiambretti ha consigliato di tenersi liberi anche per domenica e lunedì, visto che non riesce a prevedere l’entità dello sforamento.
    A breve per l’aggiornamento Auditel.

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