Sanremo 2008, ascolti bassi per la prima serata. Prime liti al DopoFestival

Sanremo 2008, ascolti bassi per la prima serata. Prime liti al DopoFestival

Sanremo 2008, ascolti bassi per la prima serata

    Esordio movimentato per il DopoFestival di Elio e le Storie Tese che assistono, impotenti, allo scontro tra Mario Luzzatto Fegiz e Toto Cutugno. Al critico de Il Corriere della Sera che gli ha apertamente detto di aver stonato in più punti, Cutugno risponde: “Sono anni che dici sempre le stesse stronzate. Quando la smetti?”. Peccato che la scena se la siano potuta godere in pochi, visto che è andata in onda alle due di notte. Intanto la prima serata del Festival raccoglie solo 7 milioni di telespettatori in media tra la prima e la seconda parte, con il 36,46% di share. L’anno scorso lo share era stato superiore al 40%

    Partiamo dagli ascolti: la prima serata ha ottenuto nella prima parte 9.518.000 telespettatori pari al 35% di share e nella seconda 4.818.000 con il 39,44%. L’anno scorso la prima serata aveva avuto nella prima parte una media di 12.452.000 telespettatori, pari al 43,8%, e nella seconda di 6.759.000, con il 47,08%.
    Per l’Ansa il Festival avrebbe pagato lo scotto del drammatico ritrovamento dei resti dei fratellini di Gravina, seguito in diretta da Chi l’ha visto? su RaiTre e da Studio Aperto. Inestamente non ci crediamo tanto a questa interpretazione, per quanto stasera sarà facile avere una controprova. Piuttosto sembra una conseguenza del continuo calo del pubblico generalista, che, come detto più volte, non è più disposto a seguire in massa gli eventi della tv.

    Non si può certo dire che la prima puntata del Festival sia stata tradizionale: l’effetto Chiambretti è evidente, la coppia di presentatori ispira simpatia, le trovate sceniche di Arturo Brachetti, coaudiovato da una scenografia particolarmente flessibile auiutano, ma Sanremo patisce una scaletta che rende le esibizioni dei cantanti uno stillicidio. Cantante-siparietto-telepromozione-siparietto-cantante-spot è uno schema sfiancante per chi sta a casa, che arriva, come dice Chiambretti “morto” alla fine della serata, ieri conclusasi all’una di notte: Tra un po’ il DopoFestival potrà fare concorrenza a Uno Mattina. E dire che resta una delle parti più interessanti della kermesse. Prima di parlare del DopoFestival, vi riproponiamo l’inizio, a dire il vero trascinante, della serata di ieri.

    Nel salottino del DopoFestival, i giornalisti ospiti dell’interno familiare ricostruito da Elio e le Storie Tese hanno svolto egregiamente la propria missione, non mostrando pietà per nessuno. Anche Andrea Osvart ha preso la sua buona quota di critiche, accusata di non avere “cuore” (oddio, questo viene dritto dritto da Amici!) e di aver svolto un compitino senza mostrare nulla di particolare. Neanche lo spogliarello ha ammorbidito i giudizi, concentrati piuttosto sull’aria da maestrina che ha tenuto, a dire di qualcuno, per tutta la serata. A giustificare l’opinione il reiterato riferimento di Pippo Baudo alla laurea dell’ungherese, conseguita in Lingua e Letteratura Italiana. Giustamente l’attrice, che a nostro avviso invece ha dato una prova ottima, ha sottolineato come questa scelta fosse autoriale e non una propria iniziativa, ma non è bastato a placare la fame dei giornalisti, sfiancati anche da una serata troppo lunga e dilatata. E’ vero che ieri si festeggiava la “il giorno mondiale della lentezza”, ma velocizzare le esibizioni e ridurre i siparietti, per quanto più godibili quest’anno, non sarebbe una pessima idea.

    Tornando al DopoFestival, Luzzatto Fegiz non ha risparmiato neanche Fabrizio Moro, considerato assolutamente inaccettabile nella performance e nella canzone.

    Critiche che sono piovute anche da altri giornalisti, che hanno trovato discutibile, come noi del resto, la standardizzazione dell’esibizione, fossilizzata anche sullo stesso abbigliamento. In basso la sua esibizione.

    Deliziose invece le canzoni in gara doppiate dagli Elii, meritevoli di sbrcare sul palco dell’Ariston, come l’anno scorso capitò a Momo e alla sua Fundanela. Ma sostanzialmente per il critico del Corriere il livello canoro è stato basso: diversi gli artisti che hanno stonato, in testa Tricarico, ma in buona compagnia, basso anche il livello dei testi. Vi proponiamo in basso il commento di Mario Luzzato Fegiz, tratto da Corriere.Tv

    Tra le canzoni più banali sembra meritare un premio quella di Anna Tatangelo, che si è beccata anche una bella strigliata da Mina, interpretata da Lucia Ocone nel DopoFestival: il suo pezzo è una sagra di luoghi comuni che hanno fatto storcere il naso a quanti confidavano nella portata socio-culturale della sua scelta di cantare di un amore gay. Ha colpito più la sua generosa scollatura che il brano cantato. Per approfondimenti vi rimandiamo al sito GayWave, che ospita una bella analisi della sua esibizione.

    Stasera, intanto, tocca a Bianca Guaccero superare lo scoglio dell’impatto con Sanremo e sottoporsi al giudizio di critica e pubblico. Speriamo che abbia fatto tesoro dell’esperienza della sua collega, dal temeperamento di certo molto diverso. Altri 10 big in gara e altri 7 giovani aspettano di salire sul palco: molto attesa l’esibizione di Loredana Bertè, interessanti alcune delle canzoni proposte dai Giovani non ancora esibitesi, ma ascoltate nelle clip presentate nella serata di ieri. Ospite stasera Riccardo Cocciante che presenterà il suo ultimo musical, Romeo e Giulietta, e che potrà così benedire l’esibizione di Giò di Tonno e Lola Ponce, già protagonisti di Notredame de Paris.
    Appuntamento quindi alle 21.10 su RaiUno per la seconda serata del 58° Festival di Sanremo.

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