Salma Mike Bongiorno, arrestati due sciacalli

Salma Mike Bongiorno, arrestati due sciacalli

Arrestati due pregiudicati milanesi accusati di sciacallaggio ai danni della famiglia Bongiorno: hanno ceracto di estorcere 300

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    Due pregiudicati milanesi, con precedenti per spaccio e rapina, sono stati fermati dai Carabinieri per tentata estorsione ai danni della famiglia Bongiorno, ancora in attesa che venga loro riconsegnata la bara con le spoglie mortali di Mike, trafugata dal piccolo cimitero di Dagnente la notte del 24 gennaio scorso. I due avrebbero contattato il parroco di Dagnente, don Mauro Pozzi, vicino alla famiglia del re del quiz, chiedendo un riscatto di 300.000 euro. In realtà si tratta di due sciacalli, che aggiungono ulteriore strazio alla famiglia, ancora in attesa di notizie certe sulla salma del proprio congiunto.

    E’ di ieri la notizia del fermo, ordinato dalla Procura di Verbania, di due pregiudicati milanesi che hanno cercato di estorcere denaro ai familiari di Mike Bongiorno facendo loro credere di essere in possesso della salma del re del quiz, trafugata dal cimitero di Dagnente nella notte del 24 gennaio scorso. Si potrebbe trattare dei misteriosi ‘rapitori’ di cui ha dato notizia qualche giorno fa Repubblica, che ha parlato di contatti con il parroco di Dagnente, che avrebbe ricevuto una serie di sms da diverse cabine telefoniche tra Torino e Milano già una settimana dopo la scomparsa della bara: si riportano messaggi anche minatori (“Vogliamo 300mila euro in banconote di piccolo taglio“, “Seguite le nostre istruzioni o ne faremo scempio“) che avrebbero dato vita a un trattativa culminata in un appuntamento per la consegna del denaro.

    Sarebbe stata fissata anche una data per lo scambio, il 16 febbraio: il parroco avrebbe ricevuto una serie di indicazioni contraddittorie, salvo poi trovare nel luogo dello ‘scambio’, la stazione di Torino Stura, una lunga lettera con nuove e folli indicazioni.

    Come riporta Repubblica, i presunti rapitori, che fino a quel momento avevano esplicitamente chiesto al parroco di muoversi da solo, si sarebbero rivelati particolarmente ‘creativi’ e sfacciatamente dileggianti, invitando il parroco a diventare ‘uno e trino’: “Il primo di voi deve salire sulla prima carrozza con una luce, il secondo nel secondo vagone, il terzo nell’ultima carrozza. I soldi vanno in fondo“. Il tutto corredato da un “disegno antiscemo”, come scritto nella lettera.

    Questa vicenda è stata smentita da uno dei figli di Mike Bongiorno, Niccolò, ma di fatto qualche giorno dopo è arrivata la notizia del fermo di due sciacalli, individuati proprio a causa di una serie di contatti telefonici con la famiglia. Il Procuratore della Repubblica di Verbania, Giulia Perrotti, terrà a giorni una conferenza stampa per fare il punto sulle indagini (al momento ancora lontane dal recupero della salma di Mike), mentre la famiglia Bongiorno si è limitata a commentare confermando l’avvio di una trattativa senza però una cifra per il riscatto.
    Qualunque sia la verità, siamo sconcertati non solo dal lungo silenzio dei rapitori, ma anche dal turpe atto di sciacallaggio compiuto ai danni della famiglia, già provata dal dolore.

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