Safiria Leccese a Televisionando: ‘La Strada dei Miracoli è una scommessa vinta’ [INTERVISTA]

Safiria Leccese a Televisionando: ‘La Strada dei Miracoli è una scommessa vinta’ [INTERVISTA]

'Raccontiamo i miracoli in chiave pop'

da in Interviste, Programmi TV, Rete 4
    Safiria Leccese: 'Raccontiamo i miracoli in chiave pop'

    Televisionando incontra Safiria Leccese, conduttrice de La Strada dei Miracoli, adesso anche autrice dell’omonimo libro, edito da Piemme. La giornalista, per anni volto di Studio Aperto nella doppia veste di inviata e conduttrice, poco meno di un anno fa, ha intrapreso un nuovo percorso, passando al timone del programma di Rete 4, in cui si raccontano i miracoli – come lei stessa dichiara – ‘in chiave pop’. Un format nuovo, che non c’era ancora nei palinsesti televisivi italiani e ‘di cui si sentiva il bisogno’, come afferma Alfonso Signorini, direttore di Chi, intervenuto alla presentazione che si è tenuta a Milano. In apertura l’intervista video che abbiamo realizzato, dopo il salto le dichiarazioni di Safiria Leccese.

    ‘Ognuno di noi ha la sua piccola o grande strada dei miracoli’. Esordisce così, Safiria Leccese, alla presentazione del libro, e lo fa in modo schietto, sorridendo, senza le frasi di circostanza che spesso contornano eventi di questo tipo. Il programma è inserito nel prime time di Rete 4 dalla scorsa stagione televisiva, va in onda il martedì, e, inizialmente previsto fino a dicembre 2015, tornerà in onda dal 12 gennaio 2016, subito dopo la pausa natalizia.

    Com’è nata l’idea di scrivere La Strada dei Miracoli?

    Innanzitutto l‘idea non è stata mia, mi è stata proposta, ma l’ho accolta subito come una cosa buona. Mi incuriosiva molto l’idea di scrivere delle storie di vita vera, con persone viventi, che era quello che ho proposto alla Mondadori Piemme.

    Qual è il criterio con cui ha scelto le storie raccontate nel libro?
    Tutte storie che aveno colpito me, il criterio fondamentale è stato l’irruzione dello straorindario nell’ordinario. Storie che avessero un prima e un dopo.

    Possiamo dire che La Strada dei Miracoli è un racconto in chiave talk?
    Correggerei il tiro. E’ un format che ci siamo inventati, ma direi che raccontiamo i miracoli in chiave pop nel senso più bello del termine, in maniera accessibile, ma rigorosamente giornalistica.

    E’ una scommessa vinta?
    Sì, è sicuramente una scommessa vinta, anche se molto faticosa, perché dietro tre ore e mezza di diretta c’è un lavoro che neanche si immagina ed è una scommessa vinta che va sempre rodata, monitorata. La cosa bella di questa trasmissione è che si può nutrire di contenuti eterni, ma anche attuali. In questa seconda edizione abbiamo dato più spazio all’attualità. E’ un programma che va toccare corde molto diverse: si passa dal racconto all’intervista, ma anche a fatti attualissimi; ci siamo occupati del Vatileaks 2, ad esempio.

    Torna in onda prestissimo.
    Torna a gennaio, più presto ancora di quanto ci saremmo aspettati: il 12 gennaio torniamo in diretta.

    Lei è un volto conosciuto, per anni presenza fissa di Studio Aperto, prima come inviata, poi come conduttrice. Tornerebbe a condurre un TG o la sua strada è ormai questa?
    Penso che le mie strade siano tutte, non le vedo divise per niente, anzi. Il bello del nostro mestiere è proprio questo: sono giornalista e conduttrice, e sempre sarà così, ma sono giornalista nel dna, e il modo in cui conduco risente di 20 anni in strada, a raccontare la cronaca nera, la politica; non mi immaginerei mai di farla con distacco.

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