Saccà va a trovare Berlusconi, mentre la Rai indaga su Loris Mazzetti, braccio destro di Enzo Biagi

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    Da sinistra, Agostino Saccà, Silvio Berlusconi e Loris Mazzetti

    Venerdì 9 maggio Agostino Saccà ha incontrato Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli. “Un incontro tra vecchi amici” ha commentato l’ex direttore di RaiFiction: peccato che su di lui penda un’indagine della Rai e una, ben più seria, della Procura di Napoli che ha coinvolto anche l’attuale premier con delle intercettazioni telefoniche piuttosto sostanziose.

    Se per Saccà il clima sembra favorire un reintegro, Viale Mazzini ha aperto un provvedimento disciplinare a carico di Loris Mazzetti, dirigente Rai e braccio destro di Enzo Biagi, che nei giorni scorsi aveva sottolineato l’ambiguo comportamento della Rai nei confronti dell’ex direttore di RaiFiction.

    Dell’incontro tra Saccà e Berlusconi ci informa La Repubblica che riporta i 90 minuti passati dall’ex direttore di RaiFiction a Palazzo Grazioli, residenza romana del Premier. “A Palazzo Grazioli non abita solo Berlusconi, ci sono tanti miei amici” ha dichiarato Saccà ai giornalisti che lo aspettavano all’uscita. E in effetti, come ci ricorda Aldo Fontanarosa, in quel palazzo risiedono anche Paolo Bonaniuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’interprete del Cavaliere – e deputato – Valentino Valentini, nonchè Claudio Velardi, assessore alla Regione Campania.

    La cosa che come sempre colpisce di Saccà è però il tempismo: l’incontro con Berlusconi, infatti, pare abbia anticipato di qualche giorno il ricorso che i suoi avvocati intendono presentare al CdA Rai per il suo reintegro con annesso risarcimento dei danni (ex articolo 700 del Codice Civile).

    A far da contraltare alle manovre sempre più ravvicinate di Agostino Saccà per riabilitare la propria immagine e rientrare in possesso della sua poltrona, è la notizia diffusa ieri da L’Unità e che riguarda Loris Mazzetti, come detto dirigente Rai e braccio destro di Enzo Biagi. A Mazzetti è stata notificata nei giorni scorsi l’apertura di un provvedimento disciplinare a suo carico, probabilmente riferibile all’articolo scritto per L’Unità domenica 4 maggio (qui l’articolo integrale, che vi consigliamo di leggere) a pochi giorni dalla sortita di Giovanni Minoli, che, come ricorderete, è corso in aiuto dell’amico/nemico saccà chiedendone a gran voce la riabilitazione (qui il nostro articolo sull’argomento).

    Ebbene, Mazzetti aveva commentato quanto stava accadendo in Rai come “deprimente“: “Il direttore generale Cappon ha deciso di attendere il 23 maggio per esprimersi su Saccà e sulle circa venti violazioni del codice etico riconosciutegli dalla Commissione [...] Sarebbe stato invece giusto rispondere definitivamente a Saccà che reclama da ben cinque mesi di essere riabilitato per “inconsistenza dei fatti”. Sinceramente, lo dico da dirigente, non se ne può più. [Dopo questa decisione] il codice etico verrà buttato nel cesso e non dobbiamo lamentarci se certi comportamenti si moltiplicheranno“.

    Mazzetti ha continuato, spiegando il clima pre-elettorale nei corridoi di Viale Mazzini: “In questi mesi il pensiero ricorrente in Rai è stato quello legato alla vittoria elettorale o meno di Berlusconi: se vince il Cavaliere, Saccà tornerà potentissimo. In una qualsiasi azienda privata sarebbe accaduto tutto questo? O la decisione sarebbe stata rapida e lontana dalle ribalte mediatiche? Nella vicenda chi ci perde è la Rai, perché ancora una volta l’immagine dell’azienda ne esce infangata. Basta guardare come è finita la questione sulla signora Bergamini: nessuna discussione interna, lauta liquidazione, ringraziamenti del consiglio per l’importante lavoro svolto in Rai, un posto in Parlamento“.

    Ad occhio diremmo che nelle parole di Mazzetti ci sia solo tanta rabbia per una gestione aziendale che guarda solo alla politica e per niente all’etica: del resto lo conferma anche la notifica del provvedimento a suo carico. Giudicate un po’ voi.